Washington D.C. – Una nuova, accesa polemica ha travolto la presidenza di Donald Trump in seguito alla pubblicazione sul suo account della piattaforma Truth Social di un video contenente immagini di stampo razzista. Il filmato, generato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, ritraeva l’ex Presidente Barack Obama e l’ex First Lady Michelle Obama con le sembianze di scimmie, scatenando un’immediata e veemente reazione da parte del mondo politico e dell’opinione pubblica. La vicenda ha innescato un vortice di accuse, difese d’ufficio e tardivi dietrofront, mettendo nuovamente in luce le profonde divisioni che attraversano la società americana.

Il Contenuto del Video e la Difesa Iniziale della Casa Bianca

Il video incriminato, della durata di circa un minuto, era principalmente incentrato sulla riproposizione di teorie cospirazioniste, mai provate, relative a presunti brogli elettorali avvenuti nel Michigan durante le elezioni presidenziali del 2020. Verso la fine del filmato, tuttavia, compariva un breve inserto di pochi secondi in cui i volti degli Obama erano sovrapposti ai corpi di due primati, il tutto accompagnato dalle note del brano “The Lion Sleeps Tonight”. L’immagine, chiaramente denigratoria e in linea con tropi razzisti secolari utilizzati per deumanizzare le persone di colore, ha subito fatto il giro del web.

In un primo momento, la Casa Bianca ha tentato di smorzare i toni della polemica. La portavoce Karoline Leavitt, in una dichiarazione condivisa con Newsweek, ha definito il contenuto “un video meme di internet che raffigura il presidente Trump come il Re della Giungla e i democratici come personaggi del Re Leone”. Ha poi aggiunto un invito a “smetterla con questa finta indignazione” per concentrarsi su temi di maggiore rilevanza per il pubblico americano. Questa difesa, tuttavia, non ha placato gli animi, anzi ha alimentato ulteriormente le critiche per la superficialità con cui veniva trattato un messaggio così offensivo.

La Dura Reazione del Partito Democratico e le Condanne Bipartisan

La risposta del Partito Democratico non si è fatta attendere ed è stata durissima. Il leader della minoranza alla Camera, Hakeem Jeffries, ha condannato senza mezzi termini la pubblicazione, definendo Donald Trump “un individuo spregevole, squilibrato e malvagio”. In un video postato sui suoi canali social, Jeffries ha usato parole forti, affermando che il video “disgustoso” è stato pubblicato “intenzionalmente” e definendo Trump “un unhinged bottom feeder” (letteralmente, uno che si nutre sul fondo, un essere spregevole). Jeffries ha inoltre elogiato gli Obama, descrivendoli come “americani brillanti, compassionevoli e patriottici” che “rappresentano il meglio di questo Paese”, e ha esortato i leader repubblicani, tra cui John Thune e Mike Johnson, a denunciare immediatamente il “disgustoso fanatismo” del Presidente.

Anche altre figure di spicco del mondo democratico hanno espresso la loro indignazione. Il leader della minoranza al Senato, Chuck Schumer, ha definito il video “razzista, vile, abominevole”, sottolineando come tali contenuti siano pericolosi e degradino il Paese. Anche il governatore della California, Gavin Newsom, ha chiesto che ogni singolo repubblicano denunciasse il comportamento del Presidente.

Significativamente, la condanna non è arrivata solo dal campo democratico. Anche alcuni esponenti repubblicani hanno preso le distanze. Il senatore Tim Scott, l’unico senatore afroamericano del GOP, ha definito il video “la cosa più razzista uscita da questa Casa Bianca”. Il deputato Mike Lawler di New York ha definito il video “sbagliato e incredibilmente offensivo”, chiedendone l’immediata rimozione e le scuse.

Il Dietrofront della Casa Bianca e la Giustificazione di Trump

Sotto il peso delle crescenti pressioni e delle critiche bipartisan, la Casa Bianca ha cambiato strategia. Dopo circa 12 ore dalla sua pubblicazione, il video è stato rimosso dall’account Truth Social di Trump. La nuova versione ufficiale ha attribuito la condivisione a un “errore” commesso da un membro dello staff.

Lo stesso Donald Trump, interpellato dai giornalisti, ha negato di aver visto la parte incriminata del video prima della sua pubblicazione. Ha dichiarato di aver visionato solo la parte iniziale, relativa ai presunti brogli elettorali, e di aver poi passato il contenuto al suo staff per la condivisione. “Non ho commesso nessun errore”, ha affermato, rifiutandosi di porgere le proprie scuse e aggiungendo che, se avesse visto l’immagine, non sarebbe piaciuta neanche a lui. Questa giustificazione, tuttavia, è stata accolta con scetticismo da molti, data la brevità del filmato (appena un minuto) e la responsabilità ultima del Presidente per i contenuti diffusi attraverso i suoi canali ufficiali.

Un Precedente Pericoloso nell’Era della Disinformazione

L’episodio si inserisce in un contesto più ampio di utilizzo di contenuti manipolati e di intelligenza artificiale nella comunicazione politica. Non è la prima volta che l’account di Trump diffonde video creati con l’IA per attaccare avversari politici. In passato, lo stesso Hakeem Jeffries era stato oggetto di un video che lo ritraeva con un sombrero e baffi finti, e un altro filmato mostrava Barack Obama arrestato nello Studio Ovale. Questi episodi sollevano serie preoccupazioni sulla diffusione della disinformazione e sull’impatto che queste tecnologie possono avere sul dibattito pubblico, specialmente quando utilizzate per veicolare messaggi d’odio e tropi razzisti. La facilità con cui è possibile creare e diffondere “deepfake” e altri contenuti manipolati rappresenta una sfida significativa per l’integrità dell’informazione e per la tenuta del discorso democratico.

Di atlante

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