Il cuore pulsante del deserto mauritano ha fatto da scenario a una delle tappe più ardue e decisive dell’Africa Eco Race 2026. I 490 chilometri che hanno separato Aidzidine da Ouad Naga hanno rappresentato un banco di prova implacabile per uomini e mezzi, un labirinto di dune soffici come talco, piste sabbiose e improvvisi tratti veloci dove la minima distrazione poteva costare minuti preziosi. In questa arena di sabbia e fatica, il team Aprilia Tuareg Racing ha vissuto una giornata dai due volti, un’altalena di emozioni che ha visto la solida performance di Marco Menichini contrapporsi alla sfortunata battuta d’arresto del leader Jacopo Cerutti.
Una Prova di Resistenza e Navigazione nel Deserto
La nona frazione della maratona africana si preannunciava come un crocevia fondamentale per la classifica generale. Il percorso, interamente disegnato nel cuore della Mauritania, è stato un concentrato delle difficoltà che rendono questa gara una delle più affascinanti e temute al mondo. I piloti hanno dovuto affrontare fin dai primi chilometri banchi di dune dalla sabbia finissima, dove la potenza del motore doveva essere gestita con maestria per evitare insabbiamenti. Superata la prima sezione, il tracciato si è aperto in una serie di piste sabbiose e tratti più scorrevoli, mettendo a dura prova non solo la resistenza fisica dei concorrenti ma anche le loro abilità di navigazione, con il roadbook come unico alleato per districarsi in un paesaggio tanto magnifico quanto ingannevole.
La Gara Solida di Marco Menichini: Esperienza e Costanza
In questo contesto così selettivo, è emersa la grande esperienza di Marco Menichini. In sella alla sua Aprilia Tuareg Rally, il pilota ha interpretato la tappa con intelligenza tattica e una guida pulita. Partito con l’obiettivo di non commettere errori, Menichini ha saputo trovare il giusto ritmo fin dall’inizio, superando con abilità le sezioni di dune più complesse e mantenendo una velocità costante nei tratti più veloci. La sua strategia conservativa ha pagato: al traguardo di Ouad Naga, ha fermato il cronometro con il sesto tempo nella classe +650, riservata alle potenti moto bicilindriche. Un risultato di grande valore, che conferma la sua crescita costante all’interno della competizione e la grande affidabilità della moto di Noale anche nelle condizioni più estreme.
“È stata una tappa davvero impegnativa,” ha dichiarato un soddisfatto Menichini al termine della prova. “Siamo partiti subito con dune molto soffici, dove il rischio di piantarsi era altissimo. Successivamente, il percorso è diventato più fisico, con tanta sabbia e alcuni tratti veloci. Ho cercato di guidare in modo pulito, senza prendermi rischi inutili. Sono contento del risultato, la moto è stata perfetta. Ora la testa è già alla decima tappa, che si preannuncia altrettanto dura.”
La Sfortuna di Jacopo Cerutti: un Problema Tecnico Frena la Corsa del Campione
Giornata di tutt’altro sapore per il campione in carica, Jacopo Cerutti. Partito con il coltello tra i denti per consolidare la sua leadership, il pilota comasco stava conducendo una gara impeccabile, viaggiando nei primissimi posti della speciale per gran parte della giornata. Il suo ritmo indiavolato e la sua navigazione precisa sembravano proiettarlo verso un’altra vittoria di tappa. Tuttavia, quando ormai il traguardo era in vista, la sfortuna ha bussato alla porta della sua Aprilia Tuareg. Un problema tecnico, la cui natura non è stata ancora specificata dal team, lo ha costretto a rallentare drasticamente l’andatura. Cerutti ha dovuto attingere a tutta la sua tenacia per portare la moto al bivacco, limitando i danni ma vedendosi scivolare in settima posizione di classe. Un imprevisto amaro che riapre i giochi per la vittoria finale e che costringerà il campione a una difficile rimonta nelle prossime tappe.
Completa il quadro della giornata per il team italiano la prestazione di Francesco Montanari, che ha concluso la sua prova all’undicesimo posto nella medesima categoria, portando a termine una tappa comunque positiva e accumulando ulteriore esperienza preziosa.
Analisi Tecnica: la Sfida delle Bicilindriche nel Deserto
La tappa di ieri ha evidenziato ancora una volta le sfide uniche che le moto bicilindriche come l’Aprilia Tuareg devono affrontare nel deserto. Se da un lato la maggiore potenza e stabilità sui tratti veloci rappresentano un vantaggio, dall’altro il peso e le dimensioni superiori rispetto alle più agili monocilindriche possono diventare un handicap sulle dune soffici, dove la maneggevolezza è cruciale. La prestazione di Menichini dimostra come una guida esperta e una corretta gestione del mezzo possano compensare queste difficoltà, mentre l’inconveniente occorso a Cerutti ricorda come l’affidabilità meccanica sia la variabile più importante in una maratona massacrante come l’Africa Eco Race.
Ora tutti gli occhi sono puntati sulla decima tappa, che promette di essere un altro capitolo emozionante di questa avventura africana. Con la classifica generale che si accorcia, la battaglia per la vittoria finale è più aperta che mai.
