Il panorama del commercio al dettaglio in Italia per l’anno 2025, così come delineato dagli ultimi dati Istat, presenta un quadro complesso e ricco di sfumature. Se da un lato si registra una crescita complessiva in valore dello 0,8% rispetto all’anno precedente, dall’altro emerge una preoccupante contrazione dei volumi di vendita, attestatasi a -0,6%. Questo fenomeno, noto come “effetto inflazione”, suggerisce che i consumatori italiani hanno speso di più per acquistare una minore quantità di beni, un chiaro segnale dell’erosione del potere d’acquisto delle famiglie.
L’Analisi di Dicembre 2025: Una Chiusura d’Anno in Flessione
Il mese di dicembre 2025, tradizionalmente un periodo di picco per i consumi, ha invece mostrato segnali di rallentamento. Rispetto a novembre, le vendite al dettaglio hanno subito un calo sia in valore (-0,8%) che in volume (-0,9%). Questa flessione ha interessato in maniera trasversale sia i beni alimentari, con una diminuzione dello 0,9% in valore e dell’1,2% in volume, sia i beni non alimentari, che hanno registrato rispettivamente un -0,7% e -0,8%.
Tuttavia, su base tendenziale, ovvero confrontando dicembre 2025 con lo stesso mese del 2024, si osserva una leggera crescita dello 0,9% in valore, a fronte di un calo dello 0,2% in volume. Questo dato evidenzia come, nonostante la frenata congiunturale, il valore complessivo degli acquisti sia leggermente aumentato rispetto all’anno precedente.
Alimentari e Non Alimentari: Andamenti Divergenti
L’analisi disaggregata per tipologia di prodotto rivela dinamiche interessanti. Nel corso del 2025, le vendite dei beni alimentari sono cresciute in valore, ma hanno registrato un calo nei volumi. Al contrario, le vendite di beni non alimentari sono rimaste stazionarie in valore, subendo anch’esse una contrazione in termini di quantità acquistate.
All’interno del comparto non alimentare, si assiste a una notevole eterogeneità tra i diversi gruppi di prodotti a dicembre, su base tendenziale:
- Prodotti farmaceutici: +4,6%
- Prodotti di profumeria e cura della persona: +3,8%
- Utensileria per casa e ferramenta: -3,4%
- Calzature, articoli in cuoio e da viaggio: -3,3%
Questi dati suggeriscono una tendenza dei consumatori a privilegiare spese legate alla salute e al benessere personale, a discapito di acquisti considerati più differibili.
I Canali Distributivi: Trionfa l’Online, Resiste la Grande Distribuzione
Un altro aspetto fondamentale emerso dall’analisi Istat riguarda le performance dei diversi canali di vendita. Il commercio elettronico si conferma il vero motore della crescita, con un balzo del +3,1% a dicembre rispetto all’anno precedente e una crescita media annua del +2,9%. Questo dato testimonia un consolidamento delle abitudini di acquisto online da parte degli italiani.
Anche la grande distribuzione ha mostrato una buona tenuta, con un incremento delle vendite in valore dello +0,6% a dicembre e del +1,9% nella media del 2025. All’interno di questo canale, spicca la performance dei discount alimentari, che hanno registrato un notevole aumento del +3,2% nel corso dell’anno. In crescita anche le imprese operanti su piccole superfici (+0,8%) e le vendite al di fuori dei negozi (+0,8%) a dicembre.
Al contrario, i piccoli negozi hanno sofferto, registrando una diminuzione delle vendite in valore dello -0,5% nella media del 2025, così come le vendite al di fuori dei negozi (-0,6%). Questo scenario evidenzia una progressiva polarizzazione del mercato, con i consumatori che si orientano sempre più verso i grandi player e l’online.
Il Contesto Economico e le Prospettive Future
L’andamento altalenante dei volumi nel corso del 2025, dopo una flessione nel primo trimestre, riflette un clima di incertezza economica. L’Ufficio Studi di Confcommercio ha sottolineato la fragilità strutturale dei consumi di beni, evidenziando la necessità di colmare i gap per evitare un’ulteriore desertificazione commerciale nei centri urbani. Le associazioni dei consumatori, come Assoutenti e Unione Nazionale Consumatori, hanno lanciato l’allarme sull’impatto del caro-prezzi, che costringe le famiglie a “mangiare di meno pagando di più”, svuotando di fatto i carrelli della spesa.
In conclusione, i dati del 2025 offrono una fotografia chiara ma complessa del commercio italiano. Se da un lato l’aumento del valore delle vendite può sembrare un segnale positivo, la contrazione dei volumi rappresenta un campanello d’allarme da non sottovalutare. La resilienza della grande distribuzione e il boom dell’e-commerce indicano le direzioni verso cui il settore si sta evolvendo, ma la sfida principale per il futuro sarà sostenere il potere d’acquisto delle famiglie e rivitalizzare i canali di vendita più tradizionali, elementi vitali per il tessuto economico e sociale del Paese.
