Come una fenice che rinasce dalle proprie ceneri, il Premio Strega, specchio letterario dell’Italia repubblicana, si appresta a celebrare il suo ottantesimo genetliaco. E lo fa con una scelta dirompente e carica di significato: per la prima volta nella sua lunga e prestigiosa storia, la serata finale abbandonerà la consueta e amata cornice del Ninfeo di Villa Giulia per ascendere al cuore istituzionale e storico di Roma. Sarà infatti la michelangiolesca Piazza del Campidoglio, l’8 luglio 2026, a fare da palcoscenico all’incoronazione del vincitore, in un evento che promette di essere una vera e propria festa della cultura nazionale.
Una decisione definita “fortemente simbolica” da Giovanni Solimine, presidente della Fondazione Bellonci, che sottolinea come questa scelta renda “omaggio allo Strega e al suo rapporto con la città di Roma”. Un legame indissolubile, nato nel secondo dopoguerra tra le macerie, fisiche e morali, di un Paese da ricostruire. Non è un caso, infatti, che la prima riunione degli “Amici della Domenica”, l’anima pulsante della giuria del premio, si tenne a pochi giorni dalla liberazione della Capitale. Celebrare l’ottantesimo anniversario nel luogo che più di ogni altro rappresenta la vita civile e democratica della città è, dunque, un ritorno alle radici più profonde del Premio.
‘Quasi una vita’: un claim che è un manifesto
A guidare le celebrazioni di questa edizione straordinaria sarà il claim ‘Quasi una vita’, un titolo evocativo tratto dal romanzo con cui Corrado Alvaro si aggiudicò il premio nel 1951. Come spiegato da Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci, la scelta è un duplice omaggio: da un lato al grande scrittore calabrese, dall’altro alla parola “vita”, la più ricorrente nei titoli dei libri che hanno fatto la storia dello Strega, comparendo ben 23 volte. Un tema che riflette l’intrinseca capacità del premio di raccontare, attraverso la letteratura, l’evoluzione della società, del costume e del sentire del popolo italiano. A suggellare visivamente l’anniversario, l’illustrazione 2026 è stata affidata all’artista e designer Marco Oggian, che ha unito in un’immagine iconica la Letteratura e la Strega, legate dalla celebre bottiglia del liquore che dà il nome al riconoscimento.
Un viaggio immersivo nella storia dello Strega: la mostra al MACRO
Le celebrazioni non si limiteranno alla sola serata finale. Il fulcro delle iniziative sarà una grande mostra, curata da Maria Luisa Frisa e Mario Lupano, che aprirà i battenti il 29 aprile al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma. Più che una semplice esposizione, si preannuncia come un’installazione tridimensionale, un viaggio immersivo all’interno degli 80 anni del premio. I visitatori potranno camminare tra gli scaffali che ospiteranno tutti i 1023 libri giunti in finale, ammirare immagini d’epoca, ritagli di giornale e, in un ambiente dedicato, entrare nella riproduzione del mitico Salotto Bellonci, il cenacolo culturale dove tutto ebbe inizio. Ad arricchire il percorso, una rassegna cinematografica curata da Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, dedicata ai film tratti dai libri vincitori e finalisti, a testimonianza del profondo legame tra la letteratura dello Strega e la settima arte.
Orizzonti internazionali e memoria digitale
Lo sguardo del Premio Strega nel suo ottantesimo anno è decisamente proiettato verso il futuro e l’internazionalizzazione. I cinque finalisti voleranno a Città del Messico e Guadalajara per un tour di incontri e presentazioni, un’iniziativa strategica in vista della partecipazione dell’Italia come ospite d’onore alla prestigiosa Feria Internacional del Libro (Fil) di Guadalajara il prossimo dicembre. Un’operazione supportata dal MAECI, che destinerà fondi specifici per la traduzione in spagnolo delle opere, riconoscendo il potenziale di un mercato ispanofono in grande crescita. L’importanza del dialogo globale è testimoniata anche dal peso crescente dei voti provenienti dall’estero, con ben 245 giurati su 700 scelti dagli Istituti Italiani di Cultura nel mondo.
Parallelamente, il premio si impegna a preservare la propria memoria per le generazioni future. Grazie a un finanziamento dell’Unione Europea (Next Generation EU – PNRR), è stato avviato un imponente progetto di digitalizzazione del Fondo archivistico del Premio Strega (1947-1986) e del Fondo Maria Bellonci. Un patrimonio inestimabile di documenti, corrispondenze, appunti e manoscritti che sarà presto consultabile online e attraverso una postazione dedicata presso Casa Bellonci, rendendo la storia del premio accessibile a studiosi e appassionati di tutto il mondo.
Le tappe verso la finale
Il percorso che porterà alla serata dell’8 luglio è già stato tracciato e scandito da appuntamenti cruciali nel mondo letterario italiano:
- 3 Febbraio: Apertura ufficiale delle candidature per l’edizione 2026.
- 1 Aprile: Annuncio dei finalisti (la “dozzina”) presso il Tempio di Vibia Sabina e Adriano, sede della Camera di Commercio di Roma.
- 3 Giugno: Proclamazione della “cinquina” finalista, che avverrà come da tradizione al Teatro Romano di Benevento, la città natale del liquore Strega.
- 8 Luglio: Serata finale e proclamazione del vincitore in Piazza del Campidoglio a Roma.
Un’edizione, questa dell’ottantesimo anniversario, che si preannuncia non solo come una celebrazione, ma come una potente riaffermazione del ruolo centrale della letteratura nella vita culturale e civile del Paese, un ponte tra la memoria storica e le sfide di un mondo in continua trasformazione.
