Milano – Il mondo della moda ha un nuovo epicentro di discussione. Con un comunicato congiunto che ha immediatamente catalizzato l’attenzione globale, il Gruppo Prada e Versace hanno annunciato oggi la nomina di Pieter Mulier a nuovo Chief Creative Officer di Versace. La nomina, che avrà effetto dal prossimo primo luglio, segna l’inizio di un capitolo radicalmente nuovo per la storica maison milanese, celebre per il suo stile opulento e la sua audacia sensuale. Mulier, acclamato direttore creativo di Alaïa, succede a Dario Vitale, la cui permanenza alla guida stilistica di Versace è stata breve dopo il passaggio di Donatella Versace al ruolo di brand ambassador nel marzo dello scorso anno.
Chi è Pieter Mulier: l’Architetto della Forma al Servizio della Moda
Per comprendere la portata di questa nomina, è essenziale analizzare il percorso di Pieter Mulier. Designer belga con una formazione in design e architettura, Mulier non è un nome nuovo per chi segue le dinamiche del lusso. La sua carriera è stata per quasi due decenni indissolubilmente legata a quella di un altro genio belga, Raf Simons, di cui è stato a lungo considerato il braccio destro. Questa collaborazione, quasi simbiotica, lo ha visto ricoprire ruoli chiave in alcune delle più influenti maison europee:
- Jil Sander: Dove ha affinato il suo senso per la qualità e la purezza delle linee, dirigendo le collezioni di accessori.
- Christian Dior: Un’esperienza fondamentale che lo ha immerso nell’universo dell’alta moda, permettendogli di esplorare la tecnica, la femminilità e la complessità degli atelier parigini.
- Calvin Klein: Negli Stati Uniti, ha contribuito a ridefinire un’icona generazionale, gestendo i team creativi con una visione globale.
La vera consacrazione come solista arriva nel febbraio 2021, quando viene chiamato a raccogliere l’eredità quasi mitologica di Azzedine Alaïa. Un compito che molti ritenevano impossibile, ma che Mulier ha affrontato con un rispetto filologico per il DNA del marchio, unito a una capacità unica di renderlo contemporaneo e desiderabile.
Il Successo da Alaïa: un Preludio alla Sfida Versace
Nei suoi cinque anni alla guida di Alaïa, Mulier ha dimostrato una maestria eccezionale. Ha saputo onorare la devozione del fondatore per il corpo femminile e le sue forme, introducendo al contempo elementi scultorei e architettonici che hanno rinvigorito il brand. Il suo lavoro è stato un dialogo costante tra l’archivio e il futuro, un equilibrio che gli è valso il prestigioso premio come International Designer of the Year ai CFDA Awards nel novembre 2025. Sotto la sua guida, accessori come le ballerine a rete e la borsa “Le Teckel” sono diventati successi commerciali virali, testimoniando la sua capacità di unire acclamazione critica e successo di mercato. La sua ultima collezione per la maison parigina, la Primavera-Estate 2026, sfilerà a Parigi il prossimo marzo, un addio attesissimo che chiude un’era di grande successo.
La Visione del Gruppo Prada: una Nuova Struttura per il Lusso Italiano
Questa nomina è la prima mossa di grande risonanza dopo la recente acquisizione di Versace da parte del Gruppo Prada, finalizzata nel dicembre 2025. L’operazione ha portato due colossi del lusso italiano sotto un unico tetto, creando un polo strategico con un potenziale immenso. Lorenzo Bertelli, Executive Chairman di Versace e figlio di Miuccia Prada e Patrizio Bertelli, ha commentato: “Quando abbiamo considerato l’acquisizione di Versace, abbiamo identificato Pieter Mulier come la persona giusta per il marchio. Crediamo che possa sbloccare appieno il potenziale di Versace e che sarà in grado di instaurare un dialogo proficuo con la forte eredità del brand”. Questa scelta strategica riunisce inoltre Mulier con il suo mentore Raf Simons, ora co-direttore creativo di Prada, creando un asse creativo belga nel cuore della moda milanese.
Cosa Aspettarsi: la Fusione tra Minimalismo Strutturato e Massimalismo Sensuale
L’interrogativo che ora anima il settore è: come si concilierà l’estetica di Mulier, precisa, intellettuale e quasi scientifica nella sua ossessione per la forma, con l’anima di Versace, massimalista, istintiva, barocca e sfacciatamente glamour? Da un lato, il rigore architettonico e la celebrazione del corpo come scultura, visti da Alaïa. Dall’altro, l’eredità di Gianni e Donatella, fatta di stampe iconiche, colori audaci, e una mitologia fondata sulla Medusa e sul potere seduttivo. La sfida per Mulier sarà quella di trovare un punto di equilibrio, una “teoria del tutto” stilistica che possa onorare un’eredità così potente senza esserne schiacciato, proiettandola in una nuova dimensione. L’attesa per la sua prima collezione, che presumibilmente debutterà a settembre durante la Milano Fashion Week, è già altissima. Sarà un’evoluzione, una rivoluzione o una sintesi perfetta tra due universi apparentemente opposti? Una cosa è certa: una nuova era per Versace è appena iniziata.
