AREZZO – Una notte di altissima tensione quella vissuta lungo l’Autostrada del Sole A1, nel tratto compreso tra Monte San Savino e Arezzo, trasformatasi nel teatro di un rocambolesco inseguimento conclusosi con una sparatoria. Un uomo, sospettato di essere parte di una banda dedita ai furti in abitazione, è rimasto ferito da un colpo d’arma da fuoco esploso da un agente della Polizia Stradale. L’uomo è stato arrestato, mentre è ancora in corso la caccia ai suoi complici. Sulla vicenda la Procura di Arezzo ha aperto un’inchiesta per fare piena luce sulla dinamica dei fatti.
L’INSEGUIMENTO A FOLLE VELOCITÀ
Tutto ha avuto inizio nella tarda serata di lunedì 2 febbraio, tra le 22 e le 23, quando una pattuglia della Polstrada di Arezzo, sottosezione di Battifolle, ha intercettato una Volkswagen Golf sospetta. Il veicolo era stato segnalato a seguito di un furto messo a segno poco prima in un’abitazione a Loro Ciuffenna, nel Valdarno. Gli agenti hanno intimato l’alt al veicolo che viaggiava in direzione sud, ma il conducente, invece di fermarsi, ha accelerato bruscamente, dando il via a un pericoloso inseguimento.
La fuga è durata diversi chilometri, durante i quali i malviventi non hanno esitato a compiere manovre azzardate per seminare la pattuglia. La situazione è degenerata quando i fuggitivi hanno speronato l’auto di servizio della polizia nel tentativo di guadagnare terreno. Nonostante l’impatto, gli agenti hanno continuato l’inseguimento con determinazione.
LA FUGA A PIEDI E GLI SPARI
Giunti all’altezza di Monte San Savino, i malviventi, probabilmente tre persone, hanno abbandonato la Golf sulla corsia d’emergenza e si sono dati alla fuga a piedi, scavalcando il guardrail e gettandosi nella scarpata adiacente per disperdersi nei campi circostanti, favoriti dal buio. È in queste fasi concitate che la situazione è precipitata. Gli agenti, scesi a loro volta dal veicolo di servizio, si sono lanciati all’inseguimento dei fuggitivi.
Secondo le prime ricostruzioni, sarebbero stati esplosi alcuni colpi di pistola. Uno di questi ha raggiunto alla spalla destra uno dei fuggitivi, un cittadino albanese di 31 anni, facendolo cadere a terra. I complici, invece, sono riusciti a dileguarsi nell’oscurità della campagna aretina. Le ricerche per catturarli sono tuttora in corso e le forze dell’ordine hanno istituito posti di blocco lungo le principali vie di comunicazione della zona.
I SOCCORSI E L’APERTURA DELL’INCHIESTA
Paradossalmente, è stato lo stesso fuggitivo ferito a contattare il 118 per chiedere soccorso. Individuato in un campo a circa 500 metri dall’autostrada, l’uomo ha ricevuto le prime cure sul posto dai sanitari della Croce Bianca di Monte San Savino. Successivamente, è stato trasferito in condizioni serie ma non in pericolo di vita, prima all’ospedale San Donato di Arezzo e poi, con l’elisoccorso Nibbio, all’ospedale Silvestrini di Perugia, dove si trova attualmente ricoverato e piantonato in stato di arresto con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. All’interno dell’auto abbandonata sono stati rinvenuti arnesi da scasso e parte della refurtiva del colpo messo a segno in Valdarno.
La Procura della Repubblica di Arezzo, con il sostituto procuratore Marco Dioni, ha immediatamente aperto un fascicolo sull’accaduto. Come atto dovuto, l’agente che ha esploso il colpo è stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di lesioni aggravate. L’inchiesta, delegata alla squadra mobile, dovrà ricostruire con esattezza la sequenza degli eventi e accertare se l’uso dell’arma da fuoco sia stato legittimo, considerando le circostanze di estrema tensione e pericolo. Secondo quanto dichiarato dal poliziotto, il colpo sarebbe partito accidentalmente durante la concitata corsa per bloccare i fuggitivi.
