Un filo rosso che unisce Roma, Ottawa e Montreal, tessuto con i fili della memoria e dell’impegno contro l’oblio. Si è svolta nei giorni scorsi la visita ufficiale in Canada di Mario Venezia, presidente della Fondazione Museo della Shoah di Roma. Un viaggio denso di appuntamenti istituzionali e momenti commemorativi, organizzato su invito dell’Ambasciata d’Italia in Canada, che ha segnato un passo fondamentale nel rafforzamento della cooperazione internazionale per la memoria dell’Olocausto.

Accompagnato dall’ambasciatore d’Italia in Canada, Alessandro Cattaneo, Venezia ha intrapreso un programma articolato che ha toccato le due principali città canadesi, con l’obiettivo di avviare un dialogo costruttivo su future collaborazioni e progetti condivisi. Un’iniziativa che assume un valore ancora più profondo nell’attuale contesto globale, caratterizzato da una preoccupante recrudescenza di episodi di antisemitismo.

Il dialogo tra musei: Roma e Montreal a confronto

Tappa cruciale della missione è stata la visita al Museo dell’Olocausto di Montreal, un’istituzione di grande rilievo nel panorama nordamericano. L’incontro tra Venezia e i vertici del museo montrealese, tra cui il Vice Presidente Adam Atlas e il Direttore Esecutivo Daniel Amar, ha gettato le basi per una futura e proficua collaborazione. Si è discusso di possibili scambi di materiali, mostre congiunte e progetti educativi volti a sensibilizzare le nuove generazioni sulla tragedia della Shoah. L’obiettivo comune è quello di creare un ponte culturale e scientifico tra le due istituzioni, mettendo a fattor comune le rispettive esperienze e competenze per una narrazione sempre più efficace e incisiva della storia.

La delegazione ha avuto anche modo di incontrare Eva Kuper, sopravvissuta all’Olocausto e membro del consiglio direttivo del museo, la cui testimonianza diretta rappresenta un patrimonio inestimabile da preservare e diffondere.

Incontri strategici e sinergie istituzionali

Il viaggio del presidente Venezia è stato anche l’occasione per consolidare i rapporti con importanti realtà della comunità ebraica canadese. Di particolare rilievo l’incontro con i rappresentanti di B’nai Brith Canada, la più antica organizzazione ebraica del paese, da sempre in prima linea nella promozione dei diritti umani e nella lotta contro ogni forma di discriminazione. Il dialogo con Paola Samuel, direttrice per il Québec e il Canada atlantico, ha aperto la strada a possibili sinergie su progetti di ricerca e sensibilizzazione.

Ulteriori contatti sono stati stabiliti con altre realtà locali, come il Museo della Montreal ebraica, a testimonianza di un approccio a 360 gradi volto a creare una rete solida e capillare di collaborazioni.

Commemorare per educare: gli eventi per la Giornata della Memoria

Il culmine della visita si è avuto con la partecipazione di Mario Venezia, in qualità di ospite d’onore, a due importanti eventi commemorativi per la Giornata della Memoria. A Montreal, l’Istituto Italiano di Cultura e il Consolato Generale d’Italia hanno organizzato la proiezione del documentario “Il respiro di Shlomo”, del regista Ruggero Gabbai. L’opera, prodotta dallo stesso Mario Venezia, racconta la toccante testimonianza del padre Shlomo, sopravvissuto ad Auschwitz. La proiezione è stata seguita da un intenso dibattito che ha profondamente commosso il pubblico presente.

A Ottawa, presso l’auditorium dell’Ottawa Art Gallery, si è tenuto un altro significativo evento organizzato dall’Ambasciata d’Italia in partnership con il Centre for Holocaust Education and Scholarship (CHES) e B’nai Brith Canada. Nel suo intervento, l’ambasciatore Cattaneo ha ribadito con forza l’importanza di un’educazione consapevole alla Memoria, soprattutto per i giovani, come argine fondamentale contro il rigurgito dell’odio antisemita. L’ambasciatore ha inoltre ricordato il ruolo pionieristico dell’Italia, che già nel 2000 ha istituito per legge la Giornata della Memoria, sottolineando come il ricordo delle vittime della Shoah non sia solo un dovere morale, ma un presidio essenziale per la difesa dei valori democratici.

La visita si è conclusa con una tappa al Monumento nazionale dell’Olocausto di Ottawa, un luogo simbolo che invita alla riflessione e al raccoglimento.

Un impegno comune per il futuro

La missione di Mario Venezia in Canada ha riaffermato con forza la volontà della Fondazione Museo della Shoah di Roma di porsi come un attore di primo piano nel dialogo internazionale sulla memoria dell’Olocausto. In un’epoca in cui i testimoni diretti di quella immane tragedia vengono a mancare, le istituzioni museali e culturali hanno la responsabilità cruciale di raccogliere il loro testimone e di trasmetterlo alle future generazioni. La collaborazione tra Italia e Canada in questo campo rappresenta un segnale di speranza e un impegno concreto per costruire un futuro in cui l’odio e l’intolleranza non possano più trovare spazio.

Di atlante

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