Roma – Il mondo dello sport e della diplomazia internazionale è scosso da un nuovo capitolo di tensioni tra l’Italia e la Russia. A pochi giorni dalla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha denunciato una serie di cyberattacchi di presunta matrice russa. Questi attacchi avrebbero preso di mira le sedi del ministero degli Esteri, inclusa l’ambasciata a Washington, e diverse infrastrutture legate ai Giochi, come alcuni alberghi a Cortina. La replica di Mosca non si è fatta attendere, definendo le accuse italiane come “calunnie” prive di fondamento.
La Denuncia Italiana: Un Atto di Guerra Ibrida
Parlando da Washington, il ministro Tajani ha sottolineato come gli attacchi siano stati prontamente “sventati” grazie all’efficace lavoro della sicurezza informatica della Farnesina. “Si tratta di azioni di matrice russa”, ha dichiarato con fermezza, inquadrando l’episodio in un più ampio contesto di guerra ibrida. Tra gli obiettivi specifici figurano, oltre all’ambasciata a Washington, anche i consolati italiani di Sydney, Toronto e Parigi, e un hotel a quattro stelle di Cortina. L’attacco, di tipo DDoS (Distributed Denial of Service), che mira a rendere un sito inaccessibile inondandolo di richieste di accesso, è stato rivendicato dal gruppo di hacker filorussi Noname057(16). Questo gruppo, già noto per azioni simili, ha motivato l’attacco come una ritorsione per il sostegno italiano all’Ucraina.
La Rivendicazione del Gruppo Filorusso Noname057(16)
Il collettivo di hacktivisti Noname057(16) ha esplicitamente collegato le proprie azioni alla politica estera italiana. In un messaggio di rivendicazione, hanno affermato: “La politica pro-Ucraina del governo italiano conduce al fatto che il supporto ai terroristi ucraini è punibile con i nostri missili Ddos”. Hanno inoltre menzionato l’estensione degli aiuti militari italiani all’Ucraina fino al 2026 come una delle cause scatenanti della loro campagna. Fonti della Farnesina hanno confermato che sono stati proprio gli hacker di Noname057(16) a rivendicare l’attacco, rafforzando così la posizione del governo italiano.
La Dura Replica di Mosca: “Accuse Calunniose”
La reazione del Cremlino è stata immediata e tagliente. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha liquidato le dichiarazioni di Tajani come “calunnie”. “Se tali dichiarazioni vengono fatte senza prove, sono definite calunnie”, ha dichiarato all’agenzia di stampa Ria Novosti. Anche l’ambasciata russa in Italia ha risposto con toni sarcastici attraverso il proprio canale Telegram, chiedendosi retoricamente se la Russia sia da incolpare per ogni problema, “dallo scioglimento dei ghiacciai sulle Alpi” alle “zanzare italiane incattivite”. Una replica che la Farnesina ha prontamente respinto, ribadendo la solidità delle proprie affermazioni basate sulla rivendicazione degli stessi hacker.
Il Contesto Geopolitico e la Sicurezza delle Olimpiadi
Questo scontro si inserisce in un quadro di crescenti tensioni geopolitiche, acuite dal conflitto in Ucraina. Le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 rappresentano un bersaglio di alto profilo, non solo per il loro valore simbolico, ma anche per la complessa infrastruttura tecnologica che le sostiene. Esperti di sicurezza informatica avvertono che un evento di tale portata, con una platea globale di miliardi di spettatori, amplifica esponenzialmente la superficie di attacco per criminali informatici, attori statali e hacktivisti. Le autorità italiane hanno messo a punto un imponente piano di sicurezza, con oltre 6.000 unità di rinforzo e un focus specifico sul contrasto al cyber crime, a dimostrazione della crescente consapevolezza dei rischi legati alla guerra cibernetica.
La Farnesina, pur condannando fermamente l’invasione dell’Ucraina come una “violazione del diritto internazionale”, ha tenuto a precisare che “l’Italia non ha alcun pregiudizio contro la Russia, non è in guerra con la Russia”. Tuttavia, l’episodio dei cyberattacchi evidenzia come il confine tra conflitto convenzionale e guerra digitale sia sempre più labile, con eventi di portata mondiale come le Olimpiadi che diventano teatri di scontro per nuove forme di ostilità.
