Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a un nuovo e articolato pacchetto di misure sulla sicurezza che interviene in maniera incisiva sulla gestione dell’ordine pubblico durante le manifestazioni. Tra le novità più significative, spiccano l’introduzione di un divieto giudiziario di partecipazione a riunioni pubbliche e la possibilità di effettuare un fermo preventivo fino a 12 ore per individui considerati pericolosi. Queste disposizioni, contenute in un decreto-legge di 33 articoli, mirano a rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto dei reati, con un’attenzione particolare ai disordini legati alle manifestazioni e alla violenza giovanile.
Divieto di Partecipazione a Riunioni Pubbliche: A Chi si Applica e Come Funziona
Una delle colonne portanti del nuovo decreto è la misura che consente al giudice di imporre, contestualmente a una sentenza di condanna, il divieto di partecipare a riunioni o assembramenti in luogo pubblico. Questa sanzione accessoria sarà applicabile per una serie di delitti considerati di particolare gravità. L’elenco dei reati include:
- Attentati con finalità terroristiche o di eversione
- Devastazione e saccheggio
- Strage e omicidio
- Lesioni personali aggravate contro agenti delle forze dell’ordine, personale sanitario o arbitri sportivi
La durata del divieto, secondo quanto emerge dalle bozze del provvedimento, potrà variare da uno a tre anni, o per un periodo pari alla pena inflitta se questa è superiore ai tre anni. Per garantire il rispetto di tale misura, il questore avrà la facoltà di imporre al condannato l’obbligo di presentarsi presso un ufficio o comando di polizia competente, una o più volte, durante le giornate in cui si svolgono manifestazioni per le quali vige il divieto. La violazione di questa prescrizione comporterà sanzioni penali severe, con pene che possono andare da 4 mesi a un anno di reclusione.
Il Fermo Preventivo: 12 Ore di Trattenimento per Soggetti a Rischio
Altra misura di forte impatto è il cosiddetto “fermo preventivo”. Gli ufficiali e gli agenti di pubblica sicurezza, durante i servizi d’ordine predisposti per le manifestazioni, potranno accompagnare nei propri uffici e trattenere per un massimo di 12 ore persone ritenute potenzialmente pericolose per il pacifico svolgimento degli eventi. L’applicazione di questa misura non sarà arbitraria, ma dovrà basarsi su presupposti concreti:
- Elementi di fatto: come il possesso di armi, oggetti atti ad offendere, materiale esplosivo, fumogeni o mezzi per travisare l’identità (ad esempio, caschi).
- Precedenti specifici: la misura potrà essere applicata a individui con precedenti penali o segnalazioni di polizia per reati violenti commessi negli ultimi cinque anni in occasione di altre manifestazioni pubbliche.
È fondamentale sottolineare che la procedura prevede un controllo da parte dell’autorità giudiziaria. Dell’avvenuto accompagnamento e dell’orario di inizio del trattenimento dovrà essere data immediata notizia al pubblico ministero. Quest’ultimo, se riterrà insussistenti le condizioni per il fermo, ordinerà l’immediato rilascio della persona. Anche del rilascio e dell’orario in cui avviene dovrà essere data pronta comunicazione al PM.
Ulteriori Misure per la Sicurezza Urbana e l’Ordine Pubblico
Il pacchetto sicurezza non si limita a queste due misure, ma introduce un ventaglio più ampio di interventi volti a rafforzare il controllo del territorio e a prevenire la criminalità. Tra questi si segnalano:
- Inasprimento delle sanzioni: Vengono aumentate le pene per chi non dà il preavviso al Questore per una manifestazione e si introduce un reato specifico per chi utilizza caschi o altri mezzi per non essere riconosciuto, prevedendo l’arresto in flagranza.
- Potenziamento del Daspo Urbano (Dacur): Il divieto di accesso a determinate aree urbane viene esteso anche a chi è stato solo denunciato o condannato (anche in via non definitiva) per reati commessi durante manifestazioni. Questa misura potrà essere applicata anche a minori di età superiore ai 14 anni.
- Arresto in flagranza differita: Viene ampliata la possibilità di procedere all’arresto entro 48 ore dal fatto, sulla base di prove video-fotografiche, per reati come il danneggiamento aggravato durante cortei o le lesioni a pubblici ufficiali.
- Stretta sulle armi: Si introduce il divieto assoluto di vendita e cessione di coltelli e altri strumenti atti ad offendere ai minori di 18 anni, con l’obbligo per gli esercenti di richiedere un documento d’identità.
Contesto e Dibattito: Tra Sicurezza e Libertà
L’approvazione di queste norme si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso i fenomeni di violenza urbana e i disordini che talvolta accompagnano le manifestazioni di piazza. Il governo, attraverso le parole della Premier Giorgia Meloni e del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha sottolineato la volontà di dotare lo Stato di strumenti più efficaci per “difendere chi ci difende” e restituire sicurezza ai cittadini. Tuttavia, le misure, in particolare il fermo preventivo, hanno già sollevato un acceso dibattito. Le opposizioni e diverse associazioni per i diritti civili esprimono preoccupazione per una possibile compressione delle libertà fondamentali, in primis il diritto a manifestare liberamente il proprio pensiero, garantito dalla Costituzione. Il timore è che strumenti così incisivi possano essere applicati in modo estensivo, andando a colpire non solo i violenti ma anche chi partecipa pacificamente alle proteste, e che la discrezionalità lasciata alle forze dell’ordine possa portare ad abusi. Il cuore della questione risiede nel delicato equilibrio tra la necessità di garantire l’ordine pubblico e la salvaguardia dei diritti e delle libertà individuali, un equilibrio che sarà messo alla prova nell’applicazione pratica di questo nuovo decreto.
