La diplomazia digitale si infiamma sull’asse Roma-Mosca. A seguito delle recenti dichiarazioni del Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, riguardo a una serie di cyberattacchi di matrice russa prontamente sventati, la tensione tra i due Paesi ha raggiunto un nuovo picco. Fonti della Farnesina hanno precisato che a rivendicare e motivare gli attacchi informatici contro le ambasciate italiane e diverse infrastrutture legate alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina è stato il collettivo di hacker filorussi noto come Noname057(16). La replica di Mosca non si è fatta attendere, definendo le accuse “calunnie” prive di fondamento e utilizzando toni sarcastici per commentare la vicenda.

La rivendicazione e gli obiettivi degli attacchi

Secondo quanto riportato dal Ministero degli Esteri italiano, gli attacchi informatici hanno preso di mira diverse sedi diplomatiche, tra cui l’ambasciata italiana a Washington, e vari siti riconducibili all’organizzazione dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina, compresi i portali di alcune strutture alberghiere a Cortina. Il gruppo hacktivista filorusso Noname057(16), già noto per aver condotto simili campagne in passato contro Paesi considerati ostili a Mosca, ha rivendicato la paternità di queste azioni. Si è trattato principalmente di attacchi di tipo DDoS (Distributed Denial of Service), che mirano a rendere inaccessibili i servizi online saturando i server di richieste. Fortunatamente, come confermato da Tajani, i sistemi di sicurezza italiani sono riusciti a neutralizzare la minaccia, limitando i disservizi a rallentamenti temporanei senza compromissione di dati sensibili.

Il botta e risposta diplomatico

Le dichiarazioni iniziali del Ministro Tajani, che ha parlato esplicitamente di “matrice russa” degli attacchi durante una conferenza stampa a Washington, hanno innescato una dura reazione da parte del Cremlino. La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha liquidato le affermazioni come “calunnie” se non supportate da prove concrete. A rincarare la dose è stata l’ambasciata russa in Italia, che attraverso i propri canali social ha risposto con ironia pungente: “Qualcuno dubita che la Russia sia colpevole sempre e in tutto? Anche dello scioglimento dei ghiacciai sulle Alpi italiane, del maltempo in Sicilia, […] nonché delle zanzare italiane incattivite?”.

La Farnesina ha prontamente replicato a queste provocazioni, ribadendo la fondatezza delle accuse basate sulla rivendicazione stessa degli hacker filorussi. Fonti del ministero hanno tenuto a precisare la posizione del governo italiano: “L’Italia non ha alcun pregiudizio contro la Russia, non è in guerra con la Russia, ma condanna la violazione del diritto internazionale prodotta dall’invasione dell’Ucraina”. Nel comunicato si sottolinea come la guerra continui a causare vittime civili e distruzione di infrastrutture cruciali in Ucraina, e si rinnova l’appello alle autorità russe affinché si impegnino in negoziati di pace “con spirito costruttivo”.

Il contesto geopolitico e la guerra ibrida

Questo scontro diplomatico si inserisce in un quadro geopolitico complesso, segnato dal conflitto in Ucraina e dalle conseguenti sanzioni internazionali contro la Russia. I cyberattacchi rappresentano uno degli strumenti della cosiddetta “guerra ibrida”, una strategia che affianca alle operazioni militari convenzionali azioni di disinformazione, pressione economica e, appunto, guerra cibernetica. L’obiettivo di gruppi come Noname057(16) è spesso quello di creare disagi, diffondere incertezza e lanciare messaggi politici, colpendo infrastrutture critiche e simboliche dei Paesi che sostengono l’Ucraina.

L’Italia, per il suo ruolo nel G7 e nella NATO e per il suo sostegno a Kiev, è stata più volte bersaglio di questi gruppi. Gli attacchi in concomitanza con un evento di risonanza mondiale come le Olimpiadi invernali non sono casuali, ma mirano a massimizzare la visibilità dell’azione e a dimostrare la capacità di colpire anche in contesti di alta sicurezza. Le autorità italiane hanno innalzato il livello di allerta e rafforzato la collaborazione internazionale per garantire la sicurezza cibernetica, elemento ormai imprescindibile nella gestione di grandi eventi e nella tutela della sicurezza nazionale.

Di atlante

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