La scena politica colombiana è in fibrillazione a seguito di una controversa decisione del Consiglio Nazionale Elettorale (CNE) che ha escluso il senatore Iván Cepeda, uno dei leader più influenti della coalizione di governo Pacto Histórico, dalla consultazione interna delle forze progressiste e di sinistra. Il verdetto, approvato con una stretta maggioranza di sei voti favorevoli e quattro contrari, ha di fatto impedito a Cepeda di partecipare alle primarie previste per l’8 marzo, in concomitanza con le elezioni legislative, scatenando una reazione durissima da parte del presidente Gustavo Petro e ridisegnando le strategie della sinistra in vista delle presidenziali.

La decisione del CNE: una questione tecnica o una manovra politica?

La motivazione ufficiale alla base dell’esclusione risiede in un cavillo legale. Secondo il CNE, il senatore Cepeda avrebbe violato la normativa che impedisce la “doppia partecipazione”, avendo già preso parte a una precedente consultazione interna al Pacto Histórico nell’ottobre precedente. In quella competizione, Cepeda era stato scelto come candidato del suo partito. Tuttavia, il team legale del senatore e numerosi esponenti della coalizione respingono questa interpretazione, sostenendo che la consultazione di ottobre fosse un meccanismo interno di un singolo partito e non una consultazione interpartitica come quella in programma a marzo. Questa distinzione, a loro avviso, renderebbe legittima la partecipazione di Cepeda.

La decisione è arrivata dopo un iter complesso, che ha richiesto anche il voto di giudici supplenti (conjueces) per raggiungere la maggioranza necessaria, segno della profonda divisione all’interno dello stesso organo elettorale. Questo ha alimentato i sospetti di chi vede nel verdetto non una semplice applicazione della legge, ma un’azione mirata a indebolire la figura più forte del progressismo in quel momento.

La reazione di Petro: “Un golpe al diritto di scegliere”

La risposta del Presidente Gustavo Petro non si è fatta attendere ed è stata di una durezza senza precedenti. Attraverso i suoi canali social, il leader del Pacto Histórico ha definito la decisione del CNE un “golpe” che nega “il diritto fondamentale a scegliere ed essere scelti”. Un’accusa gravissima che paragona un atto amministrativo a un attentato alla democrazia.

Petro ha esortato i giuristi e i cittadini a intraprendere tutte le azioni legali possibili, in particolare il ricorso all’azione di tutela (acción de tutela), uno strumento costituzionale a difesa dei diritti fondamentali, per “ristabilire la Costituzione e la Convenzione Americana”. Questa mossa ha alzato ulteriormente il livello dello scontro, trasformando la controversia legale in una battaglia politica per la difesa dei principi democratici.

La nuova strategia di Cepeda e del Pacto Histórico

Di fronte a quella che ha definito una “decisione arbitraria” e una violazione dei propri diritti politici, Iván Cepeda ha immediatamente annunciato un cambio di strategia. Escluso dalla consultazione, il senatore ha dichiarato che il Pacto Histórico punterà direttamente al primo turno delle elezioni presidenziali del 31 maggio. Questa mossa, sebbene forzata, mira a trasformare un ostacolo in un’opportunità, compattando la base elettorale attorno al proprio candidato senza passare per le primarie.

La decisione ha avuto conseguenze immediate: il Pacto Histórico ha formalmente richiesto alla Registraduría, l’ente che organizza le elezioni, di non includere il nome, la foto e il logo di Cepeda nelle schede elettorali per la consultazione, ufficializzando il suo ritiro.

Il contesto: un clima elettorale ad alta tensione

L’episodio si inserisce in un clima di forte polarizzazione in vista delle elezioni legislative e presidenziali del 2022, che hanno poi visto la storica vittoria di Gustavo Petro. Il Pacto Histórico si presentava come la principale forza di opposizione, con concrete possibilità di successo. La decisione del CNE è stata percepita da molti osservatori come un tentativo delle forze tradizionali di ostacolare l’ascesa della sinistra, colpendo uno dei suoi candidati più rappresentativi.

Oltre al caso Cepeda, il CNE ha preso altre decisioni controverse, come l’annullamento della lista del Pacto Histórico per la Camera dei Rappresentanti a Bogotà, rafforzando nella coalizione di governo la sensazione di essere sotto attacco da parte delle istituzioni.

La vicenda ha messo in luce la fragilità degli equilibri istituzionali colombiani e ha evidenziato come le dispute legali ed elettorali possano diventare terreno di scontro politico, con il rischio di delegittimare gli organi di garanzia e di infiammare ulteriormente il dibattito pubblico.

Di atlante

Un faro di saggezza digitale 🗼, che illumina il caos delle notizie 📰 con analisi precise 🔍 e un’ironia sottile 😏, invitandovi al dialogo globale 🌐.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *