Il Piemonte si è risvegliato sotto una coltre bianca che ha restituito un paesaggio pienamente invernale, atteso da tempo in questa stagione. Una perturbazione di origine atlantica ha portato nella notte nevicate diffuse fino in pianura, interessando in modo particolare il capoluogo, Torino, e gran parte del territorio regionale. Se in città la neve ha regalato scenari suggestivi, esaurendosi già nelle prime ore del mattino, la situazione è ben diversa e più critica sulle aree montane, specialmente nel Cuneese.
La situazione a Torino e in pianura
A Torino, i fiocchi hanno iniziato a cadere nella notte, creando un sottile ma suggestivo strato bianco che ha ridisegnato il profilo della città. Si è trattato della prima vera nevicata con accumulo della stagione, un evento che mancava da tempo e che ha sorpreso molti cittadini al loro risveglio. Le precipitazioni, tuttavia, sono state di breve durata e già in mattinata il fenomeno si è esaurito, lasciando spazio a un cielo nuvoloso. Residui fenomeni nevosi sono attesi fino al pomeriggio solo nelle zone del Verbano e del Novarese. La viabilità in città non ha registrato criticità particolari, sebbene qualche rallentamento si sia verificato nelle prime ore del giorno a causa delle strade localmente scivolose.
Allerta massima nel Cuneese: pericolo valanghe di grado 4
Mentre la pianura torna lentamente alla normalità, l’attenzione è massima sui rilievi del Cuneese, in particolare nelle zone al confine con la Liguria. Qui le nevicate sono state localmente forti e persistenti, portando a un significativo accumulo di neve fresca. Questa situazione, combinata con l’azione del vento e il previsto rialzo delle temperature, ha spinto Arpa Piemonte a innalzare il pericolo valanghe a grado 4 (forte) al di sopra del limite del bosco. Si tratta di un livello di allerta elevato, che indica la possibilità di distacchi spontanei di grandi dimensioni e la facile provocabilità di valanghe anche con un debole sovraccarico.
Nello specifico, le aree più a rischio sono le valli del Monregalese e la Valle Stura, già interessate da abbondanti nevicate nelle scorse settimane. Gli esperti raccomandano la massima prudenza e di evitare le escursioni in fuoripista e le attività alpinistiche in queste zone. Il pericolo è classificato come marcato (grado 3) su quasi tutto il resto dell’arco alpino piemontese.
Il fenomeno meteorologico: la “neve da cuscinetto freddo”
Dal punto di vista meteorologico, l’evento è stato causato da una classica configurazione invernale per il Nord-Ovest. Una perturbazione atlantica, accompagnata da correnti umide meridionali in quota, è transitata sulla regione. A favorire la trasformazione della pioggia in neve fino a bassa quota è stato il cosiddetto “cuscinetto freddo”: uno strato di aria gelida preesistente e intrappolato nei bassi strati della Pianura Padana occidentale dalla conformazione orografica delle Alpi e dell’Appennino. Questo fenomeno ha permesso alle temperature al suolo di rimanere prossime o inferiori allo zero, consentendo ai fiocchi di neve di raggiungere il suolo senza fondere.
Previsioni per le prossime ore e viabilità
Le previsioni indicano un rapido miglioramento delle condizioni meteorologiche, con ampie schiarite attese già dalla mattinata di domani. Tuttavia, è previsto un marcato rialzo termico, che contribuirà ad aumentare ulteriormente l’instabilità del manto nevoso in montagna. Per quanto riguarda la viabilità, non si segnalano al momento particolari criticità sulla rete autostradale, ma si raccomanda di viaggiare con pneumatici invernali o catene a bordo, come previsto dalle ordinanze. È sempre consigliabile consultare i bollettini di traffico in tempo reale prima di mettersi in viaggio, specialmente per chi deve percorrere tratti montani o autostradali al confine con la Liguria, come la A6 Torino-Savona.
