Saranno la pattinatrice di velocità Erin Jackson e il bobbista Frank Del Duca a guidare la delegazione degli Stati Uniti d’America durante la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Una scelta, annunciata dal Comitato Olimpico e Paralimpico degli Stati Uniti (USOPC), che racchiude in sé un profondo significato simbolico, unendo la storia pionieristica di un’atleta che ha infranto le barriere razziali e l’emozionante ritorno alle origini di un campione fiero del suo retaggio italiano.

La coppia di atleti, entrambi 33enni, sfilerà con la bandiera a stelle e strisce nello stadio di San Siro, a Milano, in un momento che si preannuncia carico di emozione. La loro designazione non è stata casuale, ma è il risultato di un voto espresso dai loro stessi compagni di squadra, un processo democratico coordinato dalla Commissione Atleti americana che conferisce all’onorificenza un valore ancora più speciale.

Erin Jackson: la pioniera del ghiaccio che ha scritto la storia

Erin Jackson non è nuova ai libri di storia. Ai Giochi di Pechino 2022, con una performance straordinaria, ha conquistato la medaglia d’oro nei 500 metri di pattinaggio di velocità, diventando la prima donna afroamericana di sempre a vincere un oro olimpico in uno sport invernale individuale. Un traguardo monumentale che ha posto fine a un lungo digiuno per le pattinatrici americane in quella specialità e ha ispirato milioni di persone in tutto il mondo. Originaria di Ocala, Florida, la sua transizione al ghiaccio dal pattinaggio in linea è stata tanto rapida quanto spettacolare, dimostrando un talento e una determinazione fuori dal comune. Nonostante alcuni problemi di salute, ha continuato a dominare la scena mondiale, assicurandosi titoli di Coppa del Mondo e campionati continentali. “Essere scelta per rappresentare gli Stati Uniti sul palcoscenico mondiale è un onore tremendo”, ha dichiarato Jackson. “È un momento che riflette molto più di un singolo individuo: rappresenta la mia famiglia, i miei compagni di squadra, la mia città natale e tutti coloro che nel paese credono nel potere dello sport”.

Frank Del Duca: l’onore delle radici italiane nel ritorno a casa

Per Frank Del Duca, la nomina a portabandiera assume i contorni di un sogno che si avvera, un ponte ideale tra il suo presente di atleta d’élite e il passato della sua famiglia. Bobbista alla sua seconda esperienza olimpica, Del Duca vanta chiare origini italiane, con radici che affondano tra la Sicilia, in particolare Palermo, e Napoli. Nato nel Maine, è un sergente dell’Esercito degli Stati Uniti e membro del prestigioso World Class Athlete Program (WCAP), che supporta i soldati-atleti di alto livello. La sua carriera sportiva è poliedrica, con un passato nell’atletica leggera, nello sci alpino e nel baseball, prima di trovare la sua vocazione nel bob.

Le sue parole cariche di emozione rivelano tutto il peso di questo incarico: “Con le Olimpiadi che si svolgono in Italia, significa ancora di più. Quasi tutti nella mia famiglia sono di origine italiana. Non c’è onore più grande che guidare il Team USA alla cerimonia di apertura di un’Olimpiade italiana. È come un ponte tra le radici della mia famiglia e il Paese che sono così orgoglioso di servire”. Ha poi aggiunto un aneddoto toccante: “So che mio nonno mi guarda e mi dice: ‘Ehi Frangesch, bravo ragazzo’ e ne sarebbe così orgoglioso”. Un omaggio commovente alla sua eredità, che renderà la sfilata a San Siro un momento indimenticabile per lui e per la sua famiglia.

Un duo che rappresenta l’America di oggi

La scelta di Jackson e Del Duca va oltre il semplice merito sportivo. Rappresenta il volto moderno e multiculturale degli Stati Uniti, una nazione costruita su storie di immigrazione, perseveranza e superamento dei limiti. Da un lato, una campionessa che ha abbattuto una storica barriera, simbolo di inclusività e di nuove opportunità. Dall’altro, un atleta che celebra con orgoglio il suo legame con il Paese ospitante, incarnando il sogno americano costruito sul sacrificio e sui valori tramandati dalle generazioni precedenti. Insieme, guideranno una squadra pronta a dare il massimo, portando con sé non solo i colori della propria bandiera, ma anche le storie personali che li hanno resi i campioni che sono oggi.

Di nike

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