Fort Pierce, Florida – Si è conclusa con una condanna all’ergastolo la vicenda di Ryan Routh, il 59enne che nel settembre del 2024 tentò di assassinare Donald Trump, all’epoca candidato alla presidenza. La sentenza è stata emessa mercoledì 4 febbraio 2026 dalla giudice distrettuale Aileen Cannon a Fort Pierce, in Florida, ponendo fine a un processo che ha catalizzato l’attenzione mediatica nazionale e internazionale. Routh era stato riconosciuto colpevole da una giuria già lo scorso settembre di cinque capi d’accusa, tra cui tentato omicidio di un candidato presidenziale.

La dinamica del tentato attentato

I fatti risalgono al settembre 2024, a meno di due mesi dalle elezioni presidenziali che avrebbero poi riportato Donald Trump alla Casa Bianca. Routh si era nascosto tra i cespugli del Trump International Golf Club di West Palm Beach, armato di un fucile semiautomatico con mirino, attendendo il momento propizio per colpire. Secondo le ricostruzioni emerse durante il processo, l’uomo aveva pianificato l’agguato con meticolosa precisione. Un agente dei servizi segreti, Robert Fercano, in pattugliamento, notò la presenza sospetta di Routh appostato vicino alla quinta buca, proprio mentre Trump si avvicinava. L’intervento tempestivo dell’agente ha sventato l’attacco, costringendo Routh alla fuga. L’uomo è stato poi arrestato poco dopo a bordo della sua auto sull’Interstate 95.

Durante le perquisizioni, oltre al fucile carico, le forze dell’ordine hanno rinvenuto piastre di protezione in acciaio, una telecamera puntata sul campo da golf, diversi telefoni cellulari e indicazioni per l’aeroporto internazionale di Miami, elementi che hanno rafforzato l’ipotesi della premeditazione e di un piano di fuga.

Il processo e la difesa di Routh

Una delle particolarità di questo processo è stata la decisione di Ryan Routh di difendersi da solo per la maggior parte del dibattimento. Solo per la fase finale della sentenza ha accettato l’assistenza di un avvocato d’ufficio, Martin L. Roth. La linea difensiva ha tentato di sostenere che Routh non avesse mai avuto la reale intenzione di uccidere Trump, chiedendo una pena ridotta a 27 anni, evidenziando che l’imputato sarebbe comunque rimasto in carcere fino a un’età avanzata. Routh stesso, in un documento, ha negato l’intento omicida e si è detto disposto a seguire un trattamento psicologico in prigione per un disturbo della personalità. Valutazioni mediche effettuate prima del processo avevano ipotizzato che Routh soffrisse di un disturbo narcisistico di personalità e di un disturbo bipolare di tipo 2.

Tuttavia, le argomentazioni della difesa non hanno convinto la giuria né la giudice. Durante le sue dichiarazioni finali, Routh ha presentato un discorso sconnesso, citando la rivolta del 6 gennaio 2021 a Capitol Hill, l’Ucraina e figure storiche, prima di essere interrotto dalla giudice Cannon. Subito dopo la lettura del verdetto di colpevolezza a settembre, Routh aveva tentato di pugnalarsi al collo con una penna in aula, un gesto drammatico che aveva richiesto l’intervento immediato degli agenti.

La sentenza e le motivazioni della Giudice Cannon

La giudice Aileen Cannon, nel pronunciare la sentenza, ha sottolineato la natura premeditata e calcolata del piano di Routh. “È chiaro per me che lei si è impegnato in un complotto premeditato e calcolato per togliere una vita umana”, ha affermato la giudice. I pubblici ministeri avevano richiesto l’ergastolo, sostenendo che Routh non ha mai mostrato alcun segno di pentimento o rimorso per le sue azioni, definite “un attacco spregevole al nostro sistema democratico”. Oltre all’ergastolo per il tentato omicidio, Routh ha ricevuto un’ulteriore condanna a sette anni consecutivi per reati legati al possesso di armi da fuoco.

Il procuratore generale Pamela Bondi e il direttore dell’FBI Kash Patel hanno entrambi rilasciato dichiarazioni dure, definendo il gesto di Routh non solo un attacco a un individuo, ma un assalto diretto alle fondamenta della democrazia americana.

Di atlante

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