Dopo giorni di intense riunioni tecniche e un cruciale dialogo istituzionale con il Quirinale, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al nuovo pacchetto sicurezza. L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, spinto dalla volontà di dare un segnale forte in risposta a recenti episodi di violenza, come gli scontri avvenuti a Torino, ha approvato un decreto legge con misure di immediata applicazione e un disegno di legge destinato a un iter parlamentare più lungo. Le norme, che toccano temi sensibili come l’ordine pubblico, la criminalità giovanile e la gestione delle manifestazioni, sono state significativamente “smussate” rispetto alle bozze iniziali, accogliendo i rilievi del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Il nodo del Fermo Preventivo e la mediazione del Colle
Il punto più dibattuto del pacchetto è stato senza dubbio il cosiddetto fermo preventivo. La bozza iniziale prevedeva la possibilità per le forze dell’ordine di trattenere per 12 ore, o anche più secondo le richieste della Lega, persone sospettate di poter turbare l’ordine pubblico prima delle manifestazioni. Su questo punto, il Quirinale ha espresso forti perplessità, evidenziando come un semplice “atteggiamento sospetto” non possa essere sufficiente a limitare la libertà personale di un cittadino, un principio tutelato dalla Costituzione.
A seguito del confronto tra il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e il Capo dello Stato, la norma è stata profondamente riformulata. Il “fermo” si è trasformato in un “accompagnamento” presso gli uffici di polizia, della durata massima di 12 ore. Tale misura potrà essere applicata solo in presenza di “specifiche e concrete circostanze di tempo e di luogo” e sulla base di elementi di fatto, come il possesso di armi, oggetti atti ad offendere, caschi o petardi. Fondamentale è l’introduzione dell’obbligo di comunicazione immediata al magistrato di turno, il quale potrà verificare la sussistenza delle condizioni di legge e, in caso contrario, ordinare l’immediato rilascio della persona accompagnata.
Lo “Scudo Penale” diventa una garanzia per tutti i cittadini
Un’altra misura al centro del negoziato istituzionale è stata il cosiddetto “scudo penale”, inizialmente pensato per le forze dell’ordine. La proposta originale prevedeva l’iscrizione in un registro separato per gli agenti indagati per atti compiuti in servizio, in presenza di cause di giustificazione come la legittima difesa o l’adempimento di un dovere. Anche in questo caso, il Quirinale ha sollevato un’obiezione basata sul principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.
Il governo ha quindi modificato la norma, estendendo la garanzia a chiunque. Non si parlerà più di “scudo”, ma di un meccanismo che prevede, in presenza di “cause evidenti di giustificabilità”, l’iscrizione della notizia di reato in un registro diverso da quello comune degli indagati. Questo registro garantirà comunque i diritti di difesa, ma mira a velocizzare l’archiviazione del procedimento, che dovrebbe concludersi entro 30 giorni, salvo che il PM non rilevi l’assenza delle cause di giustificazione. Viene inoltre eliminato il paradosso per cui un cittadino che ferma un ladro in attesa della polizia poteva rischiare un’indagine per sequestro di persona.
Stretta sulla criminalità giovanile e altre misure
Il pacchetto sicurezza approvato dal CdM contiene un’ampia gamma di interventi volti a contrastare la criminalità diffusa e il disagio giovanile. Tra le misure più significative rientrano:
- Divieto di vendita di armi da taglio ai minori: Viene introdotto il divieto esplicito di vendere coltelli e altre armi “atte a offendere” ai minori di 18 anni. Sono previste sanzioni amministrative severe per gli esercenti che violano la norma, che possono arrivare fino a 12.000 euro e alla revoca della licenza.
- Sanzioni per le famiglie: Si introduce una responsabilità pecuniaria per i genitori nel caso in cui i figli minori commettano violazioni relative al porto di armi.
- Daspo urbano rafforzato: Vengono potenziati gli strumenti a disposizione dei prefetti, come il Daspo urbano (Dacur), per allontanare soggetti pericolosi da specifiche aree urbane caratterizzate da degrado o illegalità.
- Pene più severe per i borseggiatori: Il furto con destrezza torna a essere perseguibile d’ufficio, eliminando la necessità della querela di parte introdotta dalla riforma Cartabia.
Le norme rinviate e il “blocco navale”
Non tutte le proposte iniziali hanno trovato spazio nel decreto legge. Misure come l’introduzione di una cauzione per le manifestazioni, fortemente voluta dalla Lega, sono state per ora accantonate. Anche la stretta in materia di immigrazione, che include la possibilità di interdire l’attraversamento delle acque territoriali in casi eccezionali (il cosiddetto ‘blocco navale’), sarà contenuta nel disegno di legge, che richiederà un passaggio parlamentare. Questa scelta strategica permette al governo di dare un segnale immediato con il decreto, affrontando le riforme più strutturali con i tempi più lunghi del dibattito in aula.
La premier Giorgia Meloni ha rivendicato la coerenza del provvedimento, affermando: “Continuiamo ad aggiungere tasselli a un disegno preciso: uno Stato che non gira la testa dall’altra parte, che difende chi ci difende e che restituisce sicurezza e libertà ai cittadini”.
