Il deserto della Mauritania ha alzato il sipario su una delle giornate più selettive e complesse dell’Africa Eco Race 2026, la settima tappa, un anello di 462 chilometri con partenza da Chami e arrivo ad Aidzidine. Una prova speciale che, come da tradizione per le tappe mauritane, ha messo a durissima prova uomini e mezzi, con un menù a base di dune dalla sabbia soffice, navigazione estremamente complessa e temperature che hanno sfiorato i 38 gradi, trasformando il percorso in un vero e proprio calvario strategico e fisico per tutti i concorrenti.

In questo scenario, il Team Aprilia Tuareg Racing ha vissuto una giornata dai due volti, tra la solida prestazione di Marco Menichini e le difficoltà incontrate dal campione in carica, Jacopo Cerutti. La speciale, caratterizzata da innumerevoli piste parallele e punti di riferimento difficili da individuare, ha tratto in inganno anche i piloti più esperti del gruppo di testa, ridisegnando equilibri e strategie in una fase ormai cruciale della maratona africana.

La prova di solidità di Marco Menichini

In sella alla sua Aprilia Tuareg Rally, Marco Menichini è emerso come il migliore del team di Noale al traguardo di Aidzidine. Il pilota ha affrontato le insidie del percorso con lucidità e una gestione tattica impeccabile, chiudendo la giornata con un eccellente quarto posto nella classe +650, riservata alle potenti moto bicilindriche. Un risultato che non solo testimonia la sua abilità di navigatore e la sua resistenza fisica, ma che gli permette di consolidare la sua posizione in classifica generale. Menichini conserva infatti la sesta piazza nella generale di classe e un’ottima ottava posizione nella classifica assoluta, un piazzamento di grande prestigio che conferma la competitività del progetto Tuareg in uno degli scenari più impegnativi del rally raid mondiale.

“Oggi è stata una tappa veramente tosta”, ha dichiarato Menichini a fine prova, con la stanchezza e la soddisfazione a mescolarsi nelle sue parole. “Con dune soffici e tanta navigazione. Ho commesso anch’io qualche errore, ma sono riuscito a ritrovare abbastanza in fretta la via. Il caldo si fa sentire, soprattutto in mezzo al deserto, dove si toccano anche i 38 gradi. In generale, però, sono contento e ora ricarichiamo le energie in vista della prossima giornata”.

Anche Francesco Montanari ha portato a termine una prova di assestamento, concludendo la speciale in nona posizione nella categoria, contribuendo a raccogliere dati e chilometri preziosi per il team.

Una giornata difficile per il campione Jacopo Cerutti

Se da un lato si sorride per la performance di Menichini, dall’altro si analizza una giornata decisamente più complicata per Jacopo Cerutti. Il campione in carica dell’Africa Eco Race, partito con i favori del pronostico, ha dovuto fare i conti con una serie di avversità che ne hanno pesantemente condizionato il risultato. Oltre agli errori di navigazione, che hanno coinvolto gran parte dei piloti di vertice, Cerutti è stato rallentato da un problema tecnico alla sua Aprilia Tuareg. Dalle prime informazioni, sembra che il pilota si sia perso e abbia conseguentemente esaurito il carburante, necessitando di assistenza. Questo contrattempo lo ha costretto a ridurre drasticamente l’andatura, chiudendo la tappa in decima posizione nella classe +650, un risultato lontano dai suoi standard abituali.

Per Cerutti e il team si tratta ora di analizzare l’accaduto, risolvere l’inconveniente tecnico e ripartire con la consueta determinazione nelle prossime tappe, che si preannunciano altrettanto decisive. La corsa verso Dakar è ancora lunga e il campione italiano ha tutte le carte in regola per recuperare il terreno perduto.

La corsa entra nel vivo: la strategia per le prossime tappe

Con la settima tappa archiviata, l’Africa Eco Race entra ufficialmente nella sua fase più calda e decisiva. Le dune della Mauritania continueranno a essere il giudice supremo di questa competizione, premiando chi saprà unire velocità, intelligenza tattica e affidabilità meccanica. Per l’Aprilia Tuareg Racing, l’obiettivo primario è ora quello di difendere le posizioni in classifica acquisite con merito da Menichini e supportare Cerutti nella sua rimonta. La maratona africana si conferma, ancora una volta, una sfida imprevedibile e affascinante, dove ogni chilometro può riservare sorprese e ogni errore può costare caro. La parola d’ordine al bivacco di Aidzidine è una sola: concentrazione massima in vista delle ultime, decisive battaglie nel deserto.

Di davinci

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