CAGLIARI – Un forte messaggio di solidarietà partirà dalla Sardegna per raggiungere le piazze dell’Iran, teatro da settimane di vaste proteste popolari. Sabato 7 febbraio, Piazza Garibaldi a Cagliari ospiterà il presidio “Dalla parte di chi manifesta – In Iran protestare non è un crimine”. L’evento si propone di accendere i riflettori sulla drammatica situazione dei diritti umani nel Paese e di sostenere le pacifiche richieste di libertà e giustizia sociale avanzate dai cittadini iraniani.
Un’ampia mobilitazione civile e politica
L’iniziativa vede come promotori principali l’Associazione Tonino Pascali – Sardegna Radicale e Amnesty International, a cui si affiancano numerose altre realtà del tessuto associativo e politico sardo. Tra queste figurano Il Manifesto Sardo, l’UAAR Cagliari, la Gioventù Federalista Europea (GFE) e il Movimento Federalista Europeo (MFE) di Cagliari. Un segnale importante di unità d’intenti arriva anche dal mondo politico, con l’adesione di Partito Democratico, Italia Viva, Europa Verde, Sinistra Italiana, Progressisti, ORA! e Azione, oltre a ulteriori realtà associative.
Questa vasta coalizione testimonia una sentita e trasversale preoccupazione per la deriva autoritaria e la violenta repressione messe in atto dal regime di Teheran. L’obiettivo comune, come sottolineato dagli organizzatori, è “dare voce a chi non può essere ascoltato nel proprio Paese e richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni italiane ed europee”.
Il contesto: proteste e repressione in Iran
Le manifestazioni in Iran sono esplose negli ultimi mesi come reazione a “gravi violazioni dei diritti umani e all’aggravarsi di condizioni economiche e sociali”. Le notizie che riescono a filtrare dal Paese, nonostante i blackout delle comunicazioni e le pesanti restrizioni all’informazione imposte dal governo, dipingono un quadro allarmante. Secondo fonti indipendenti e organizzazioni internazionali come Amnesty International, la risposta delle forze di sicurezza è stata brutale.
Si riportano dati sconcertanti:
- Uso di forza letale: Le forze di sicurezza hanno utilizzato illegalmente armi da fuoco, inclusi fucili e pistole caricate con proiettili veri e pallini di metallo, contro manifestanti in gran parte pacifici.
- Vittime e feriti: Fonti attendibili parlano di migliaia di vittime e feriti tra i civili. L’agenzia di stampa per i diritti umani HRANA ha riportato dati che indicano migliaia di decessi confermati, tra cui minori, e un numero ancora più alto di casi in fase di verifica.
- Arresti di massa: Centinaia di migliaia di persone sarebbero state arrestate arbitrariamente, tra cui operatori sanitari, giornalisti, attivisti per i diritti umani e persino minorenni. Molti dei detenuti sono a rischio di tortura, maltrattamenti e processi iniqui che potrebbero concludersi con lunghe pene detentive o la condanna a morte.
- Repressione sistematica: Le autorità hanno messo in atto un vero e proprio “blackout digitale” per impedire la circolazione di informazioni e nascondere l’entità della repressione.
Le richieste della società civile sarda
Attraverso il presidio di Cagliari, le organizzazioni promotrici intendono veicolare richieste chiare e urgenti alla comunità internazionale e al governo iraniano. La manifestazione si pone tre obiettivi principali:
- Esprimere solidarietà: Manifestare un concreto supporto alle persone che in Iran stanno coraggiosamente esercitando il loro diritto pacifico a manifestare, spesso a rischio della propria vita.
- Chiedere la fine delle violenze: Sollecitare l’immediata cessazione della violenza indiscriminata, degli arresti arbitrari e di tutte le violazioni dei diritti umani perpetrate dalle forze di sicurezza iraniane.
- Appello alla comunità internazionale: Richiamare l’attenzione dei governi e delle organizzazioni internazionali affinché monitorino attentamente la situazione e intervengano con azioni diplomatiche concrete per proteggere i diritti civili e politici del popolo iraniano e per ottenere la liberazione di tutti i detenuti pacifici.
L’evento di Cagliari si inserisce in un più ampio movimento di solidarietà globale, che vede cittadini e istituzioni di tutto il mondo mobilitarsi per non lasciare solo il popolo iraniano nella sua difficile lotta per la libertà e la dignità. Come affermato dagli organizzatori, “il silenzio, quando si parla di diritti umani, è complicità”. La piazza di sabato vuole essere la dimostrazione che la Sardegna non intende rimanere in silenzio.
