Torino – Una giornata di protesta si è trasformata in un teatro di guerriglia urbana. Sabato scorso, le strade del centro di Torino sono state il palcoscenico di durissimi scontri tra un gruppo di manifestanti legati al centro sociale Askatasuna e le forze dell’ordine. Il bilancio è pesante: oltre cento agenti feriti, alcuni in modo grave, veicoli danneggiati, tre persone arrestate e decine di denunce. Un’escalation di violenza che ha scosso la città e innescato una forte reazione da parte del mondo politico e istituzionale.

La cronaca di una violenza annunciata

La manifestazione, indetta in risposta allo sgombero dello storico centro sociale di Corso Regina Margherita avvenuto il 18 dicembre, era partita in modo pacifico. Migliaia di persone, stimate tra le 15.000 dalle autorità e le 50.000 dagli organizzatori, hanno sfilato per le vie della città, con la partecipazione di sindacati di base, militanti di altri centri sociali italiani ed esteri, il movimento No Tav e persino il fumettista Zerocalcare. Tuttavia, al calar della sera, la situazione è precipitata. Un gruppo di circa 1.500 persone, con i volti coperti da maschere e caschi, si è staccato dal corteo principale nel quartiere Vanchiglia, tentando di sfondare i cordoni della polizia.

Da quel momento, è scattata quella che il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha definito senza mezzi termini una “strategia da guerriglia urbana”. I manifestanti, descritti dal ministro come “organizzati militarmente” e divisi in due blocchi, hanno lanciato bombe carta, anche piene di chiodi, molotov e fuochi d’artificio contro gli agenti, utilizzando scudi in lamiera, spranghe di ferro e persino catapulte per scagliare pietre. Nel cuore dei disordini, in corso Regina Margherita, un mezzo del Reparto Mobile è stato dato alle fiamme.

Il bilancio degli scontri e le conseguenze giudiziarie

Il bilancio finale parla di 108 tra agenti e militari feriti, di cui 96 poliziotti, sette finanzieri e cinque carabinieri. Particolarmente drammatico è stato l’episodio di un agente della Squadra Mobile di Padova, Alessandro Calista, che, rimasto isolato, è stato circondato, picchiato brutalmente e colpito con calci, pugni e persino martellate da un gruppo di manifestanti. Le immagini della sua aggressione hanno fatto rapidamente il giro del web, suscitando un’ondata di sdegno. Anche una troupe della Rai è stata aggredita e la sua attrezzatura distrutta.

Sul fronte giudiziario, la Digos di Torino ha effettuato tre arresti. Tra questi, un 22enne toscano, arrestato in flagranza differita, è accusato di aver partecipato al pestaggio dell’agente. Altre 24 persone sono state denunciate per possesso di oggetti atti a offendere, come sassi e coltelli. Inoltre, sono stati emessi 30 fogli di via grazie a un’intensa attività di controllo preventivo nelle stazioni e negli aeroporti, che ha portato all’identificazione di 772 persone.

Chi è Askatasuna: tra attivismo sociale e scontro

Askatasuna (che in basco significa “libertà”) è uno storico centro sociale autogestito di Torino, attivo dal 1996 in un edificio occupato in Corso Regina Margherita. Riconducibile all’area dell’Autonomia, ha sempre avuto una doppia anima: da un lato, un forte radicamento nel quartiere Vanchiglia con iniziative sociali, culturali e di solidarietà (dal diritto alla casa a quello al cibo); dall’altro, una spinta più “arrabbiata”, emersa in particolare durante le proteste del movimento No Tav. Lo sgombero dello stabile, ordinato dal Ministero dell’Interno, ha rappresentato il culmine di un lungo braccio di ferro con le istituzioni, nonostante un tentativo di mediazione da parte del Comune di Torino che nel gennaio 2024 aveva approvato una delibera per riconoscere lo stabile come “bene comune” e avviare un percorso di co-progettazione.

Le reazioni del mondo politico

La violenza degli scontri ha provocato una dura e unanime condanna da parte delle istituzioni. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha visitato personalmente alcuni degli agenti feriti in ospedale, parlando di “azione criminale organizzata” e definendo l’aggressione all’agente “tentato omicidio”. Ha inoltre annunciato la convocazione di una riunione di governo per valutare un’eventuale stretta normativa nell’ambito del decreto sicurezza.

Durissimo anche il commento del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha paragonato i militanti a “bande armate” da combattere come le Brigate Rosse. Anche il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e il vicepremier Matteo Salvini hanno usato parole forti, parlando di “delinquenti” e “terroristi”. Solidarietà alle forze dell’ordine è stata espressa anche dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e dalla segretaria del PD, Elly Schlein. Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ha condannato fermamente le violenze, annunciando che la Città si costituirà parte civile nei procedimenti giudiziari.

Di veritas

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