Milano – Una seduta dai due volti quella odierna per Piazza Affari, che ha visto l’indice principale Ftse Mib navigare tra l’euforia di alcuni settori e le profonde difficoltà di altri. Al traguardo di metà giornata, il listino milanese ha mostrato un’accelerazione, chiudendo con un incremento dello 0,78% a 45.880 punti. A trainare gli acquisti sono stati principalmente i titoli del comparto assicurativo e di quello bancario, mentre una ventata di vendite ha colpito il settore tecnologico e ha causato un crollo senza precedenti per BFF Bank.

Euforia assicurativa: l’effetto del report di UBS

Protagonisti assoluti della giornata sono stati i colossi assicurativi. Unipol ha messo a segno un balzo del +3,55%, seguita a ruota da Generali con un ottimo +2,7%. Questa corsa, in sintonia con i rialzi dei competitor a livello europeo, è stata innescata dalla pubblicazione di uno studio degli analisti della banca d’affari svizzera UBS. Il report ha acceso i riflettori sul settore, evidentemente con valutazioni positive che hanno riacceso l’interesse degli investitori, premiando la solidità e le prospettive dei gruppi italiani.

Bancari in spolvero, Intesa presenta i conti

Il sentiment positivo ha contagiato anche gran parte del comparto bancario. Tra le migliori performance si segnalano quelle di Mps (+2,7%), Bper (+2,45%), Banca Mediolanum (+2,4%) e la Popolare di Sondrio (+1,7%). In una giornata particolarmente significativa per il settore, anche Intesa Sanpaolo ha chiuso in positivo (+0,4%) nel giorno della presentazione dei suoi conti. I risultati del 2025, definiti “record” con un utile netto di 9,3 miliardi, e le solide prospettive del nuovo piano industriale hanno sostenuto il titolo, dando il via con il piede giusto alla stagione delle trimestrali bancarie. Bene anche Banco Bpm (+0,8%) e Unicredit (+0,9%), che hanno contribuito a sostenere l’indice.

Il crollo shock di BFF Bank: cosa è successo

La nota più drammatica della seduta è stata senza dubbio lo scivolone di BFF Bank, le cui azioni sono state sospese più volte per eccesso di ribasso fino a chiudere con una perdita del -42,76%. A scatenare il panico tra gli investitori è stata una serie di annunci che hanno ridisegnato drasticamente le prospettive della banca. In particolare, la società ha comunicato:

  • Una revisione al ribasso delle stime finanziarie per il 2026, con un target di utile netto rettificato tagliato da 240 a 160 milioni di euro.
  • La necessità di accantonamenti straordinari per circa 95 milioni di euro nel 2025, legati a un’operazione di de-risking del portafoglio factoring.
  • Un cambio al vertice, con l’amministratore delegato di lungo corso Massimiliano Belingheri che ha rimesso le deleghe, pur rimanendo nel consiglio come non esecutivo.

Questa combinazione di fattori ha generato forte incertezza sul futuro della banca, provocando vendite massicce e un crollo del valore del titolo.

Tecnologia in affanno: i timori sull’AI pesano su Stm

In controtendenza rispetto al listino, il settore tecnologico ha mostrato segni di debolezza. Stm (STMicroelectronics) ha ceduto l’1,85%, soffrendo in linea con il resto del comparto dei semiconduttori in Europa. A pesare sul titolo sono i crescenti timori per un possibile rallentamento degli investimenti a livello globale nel campo dell’intelligenza artificiale. Dopo un periodo di forte crescita, gli analisti iniziano a interrogarsi sulla sostenibilità di tali investimenti e sulla capacità di tutte le aziende di monetizzarli efficacemente, un’incertezza che si riflette negativamente sui produttori di chip.

Materie prime ed energia contrastate, spread in calo

Giornata negativa per alcuni titoli legati alle materie prime, penalizzati anche dal calo del greggio. Tenaris ha perso lo 0,95% ed Eni lo 0,55%. In controtendenza invece Saipem, che è riuscita a virare in positivo chiudendo a +0,55%. Male anche Prysmian, che ha registrato un calo dell’1,1%.

Sul fronte del mercato obbligazionario, arrivano notizie positive. Il differenziale tra BTP decennali italiani e Bund tedeschi si è ridotto, scendendo a 61,8 punti base. Il rendimento del BTP italiano è salito di 1,2 punti al 3,46%, un incremento inferiore a quello registrato da altri paesi, segnalando una maggiore fiducia degli investitori verso il debito italiano.

Di atlante

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