Roma – Si è finalmente conclusa, con un epilogo che rende onore alla giustizia sportiva, la complessa vicenda che ha visto protagonista il canottiere paralimpico italiano Giacomo Perini. L’International Paralympic Committee (Ipc) ha ufficialmente comunicato la riassegnazione della medaglia di bronzo all’atleta azzurro per la gara del singolo maschile PR1 (PR1 M1x) disputata ai Giochi Paralimpici di Parigi 2024. Una decisione che arriva a seguito della sentenza emessa lo scorso ottobre dal Tribunale arbitrale dello sport (Tas) di Losanna, che ha accolto il ricorso presentato dal Comitato Italiano Paralimpico (Cip) e dallo stesso Perini.
La Squalifica Iniziale: Un Telefono di Troppo
La controversia era nata al termine della finale del 1° settembre 2024, quando Perini, dopo aver tagliato il traguardo in terza posizione, era stato squalificato. La motivazione, che aveva lasciato l’amaro in bocca all’atleta e a tutto il movimento sportivo italiano, era legata al ritrovamento di un telefono cellulare a bordo della sua imbarcazione. Secondo la Federazione Internazionale di Canottaggio (World Rowing), il semplice possesso del dispositivo elettronico costituiva una violazione del regolamento di gara. Un reclamo formale era stato presentato dalla delegazione australiana, il cui atleta era giunto quarto e che, a seguito della squalifica di Perini, si era visto assegnare il bronzo.
L’atleta romano si era difeso fin da subito, sostenendo di aver dimenticato inavvertitamente lo smartphone nella borsa personale e che il dispositivo non era mai stato utilizzato durante la competizione. Una tesi supportata anche dalle verifiche successive, che avevano confermato come l’ultima attività del telefono risalisse a prima dell’inizio della gara.
Il Ricorso al TAS e la Vittoria Legale
Nonostante l’iniziale delusione, il Comitato Italiano Paralimpico e Giacomo Perini non si sono arresi, decidendo di portare il caso di fronte al massimo organo di giustizia sportiva, il Tas. Un percorso legale lungo e complesso che ha però dato i suoi frutti. Il Tribunale Arbitrale dello Sport ha infatti stabilito un principio fondamentale: la norma federale vieta l’uso o la comunicazione tramite dispositivi elettronici durante la competizione, ma non il loro mero possesso.
Le indagini tecniche e informatiche, disposte dalla difesa dell’atleta, hanno inequivocabilmente dimostrato che il telefono non era mai stato utilizzato né risultava attivo durante la gara. Di conseguenza, il Collegio Arbitrale ha escluso che Perini avesse tratto alcun vantaggio competitivo, annullando la squalifica e ripristinando il risultato ottenuto sul campo di regata. Una sentenza storica, destinata a fare giurisprudenza nel diritto sportivo internazionale.
La Gioia del Comitato Italiano Paralimpico
La notizia della riassegnazione della medaglia è stata accolta con enorme soddisfazione dal Comitato Italiano Paralimpico. Il presidente Marco Giunio De Sanctis ha commentato: “C’è voluto molto tempo ma questa vicenda si è risolta nel migliore dei modi. Giacomo aveva conquistato quel successo sul campo, si era meritato quella medaglia e siamo molto contenti che finalmente questa storia si sia chiusa riconoscendo all’atleta azzurro il merito del suo successo sportivo“.
De Sanctis ha inoltre sottolineato l’importanza di questa decisione per l’intero movimento: “Questa decisione fa sì che il medagliere paralimpico italiano si fregi di una medaglia in più e che a Giacomo spettino tutti i riconoscimenti legati a tale risultato, incluso il premio medaglia. Per noi è motivo di grande gioia e orgoglio, una soddisfazione che condividiamo innanzitutto con Perini, la Federcanottaggio, soprattutto in ricordo del presidente Davide Tizzano, scomparso recentemente“.
L’Ipc Heritage Team sta ora coordinando le procedure per la riallocazione ufficiale della medaglia, che sarà consegnata al Cip per poi raggiungere il suo legittimo proprietario.
Chi è Giacomo Perini: Una Storia di Resilienza e Successi
Nato a Roma nel 1996, Giacomo Perini è un simbolo di tenacia e forza di volontà. La sua vita cambia a 18 anni quando, a seguito di una caduta da cavallo, scopre di essere affetto da un osteosarcoma alla gamba destra. Dopo diversi cicli di chemioterapia e nuove recidive, è costretto all’amputazione dell’arto. Ma è proprio nello sport che Giacomo trova la forza per rinascere. Abbandonata l’equitazione, si avvicina al canottaggio, disciplina in cui emerge rapidamente, entrando nel 2017 nella Nazionale paralimpica italiana.
Il suo palmarès è ricco di successi, tra cui spiccano due ori ai Campionati Europei (Monaco 2022 e Bled 2023) e un argento ai Campionati del Mondo di Račice nel 2022. La medaglia di bronzo di Parigi 2024, ora finalmente sua, rappresenta il coronamento di un percorso straordinario e la giusta ricompensa per un atleta che non ha mai smesso di lottare, dentro e fuori dal campo di gara.
