Roma – Un vento di rinnovamento soffia sullo Stadio Olimpico. In vista del prestigioso appuntamento con gli Europei di calcio del 2032, che l’Italia organizzerà in tandem con la Turchia, l’iconico impianto romano è destinato a subire un profondo processo di modernizzazione. L’obiettivo, dichiarato e ambizioso, è quello di trasformarlo in uno degli stadi “più belli, affascinanti e moderni” del panorama internazionale, un vero e proprio fiore all’occhiello per lo sport italiano. Un progetto che non rappresenta solo una necessità strutturale, ma anche un’enorme opportunità economica, con un impatto stimato vicino ai quattro miliardi di euro per le città italiane coinvolte.

Le parole di Michele Uva, direttore esecutivo UEFA per la sostenibilità e delegato per Euro 2032, risuonano come una dichiarazione d’intenti. Durante l’evento “Comunicare la vela” tenutosi al CONI, Uva ha sottolineato l’importanza strategica di questo “bellissimo esercizio insieme al team di Sport e Salute”. Lo Stadio Olimpico non sarà solo una delle sedi del torneo, ma “un punto cardine degli impianti” che beneficeranno di questa grande occasione.

Una spinta per l’intera impiantistica nazionale

L’Europeo del 2032 si profila come un potente volano per l’ammodernamento di un settore, quello dell’impiantistica sportiva italiana, che da tempo necessita di interventi significativi. Molti degli stadi italiani, infatti, risultano obsoleti, con circa il 60% delle strutture costruite tra il 1920 e il 1970. Come ha evidenziato Uva, “è un diritto del cittadino avere impianti sportivi moderni”. Un concetto che va oltre la semplice fruizione dell’evento sportivo: uno stadio moderno è un “facilitatore di accesso”, in grado di offrire servizi diversificati, prezzi dei biglietti flessibili e strategie commerciali innovative, trasformandosi in un polo di aggregazione e intrattenimento attivo sette giorni su sette.

L’impatto economico diretto è una delle leve più potenti di questo progetto. Uva ha tracciato un parallelo con l’esperienza della Germania, dove l’impatto degli Europei sulle città ospitanti è stato di 7,6 miliardi di euro. “L’Italia ne ospiterà la metà, quindi siamo vicini ai quattro miliardi di impatto”, ha affermato, quantificando la portata di un’operazione che genererà ricchezza e posti di lavoro.

La storia si proietta nel futuro

Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso Diego Nepi Molineris, amministratore delegato di Sport e Salute, la società che gestisce il Parco del Foro Italico. Ripercorrendo la storia dell’impianto, Nepi Molineris ha ricordato le sue trasformazioni epocali: nato 100 anni fa come “stadio dei cipressi”, ha vissuto una seconda vita con le Olimpiadi del 1960 e una terza in occasione dei Mondiali del 1990. Ora, si appresta alla sua quarta, e forse più significativa, evoluzione.

“Quando pianifichiamo per gli Europei del 2032 dobbiamo capire quali sono i trend e l’esperienza degli spettatori”, ha spiegato Nepi Molineris. La sfida è creare un’infrastruttura che non solo soddisfi i requisiti UEFA, ma che anticipi le esigenze future del pubblico, offrendo un’esperienza immersiva e confortevole. Si parla di un vero e proprio “Stadio della Nazione”, un impianto polifunzionale capace di ospitare grandi eventi sportivi, concerti e manifestazioni culturali, anche quando Roma e Lazio avranno, in un futuro non troppo lontano, i loro stadi di proprietà.

Le sfide del rinnovamento: non solo l’Olimpico

Il percorso verso Euro 2032 è complesso e non riguarda unicamente la Capitale. L’Italia dovrà presentare alla UEFA una lista di cinque città ospitanti entro il 2026. Al momento, l’unico impianto considerato pienamente a norma secondo i rigidi parametri UEFA è l’Allianz Stadium di Torino, di proprietà della Juventus. L’Olimpico necessita di interventi mirati, ma altre realtà come Milano con San Siro, Napoli con il Maradona, Firenze con il Franchi e Bologna con il Dall’Ara sono al centro di importanti piani di ristrutturazione o di costruzione di nuovi impianti.

La burocrazia e il reperimento dei fondi, stimati tra i 5 e i 7 miliardi di euro a livello nazionale, rappresentano gli ostacoli principali. Tuttavia, la nomina di un commissario straordinario e la forte volontà politica sembrano indicare un’accelerazione decisa per non mancare un appuntamento che l’Italia attende da decenni. Euro 2032 non è solo un torneo di calcio; è un’occasione irripetibile per proiettare lo sport italiano nel futuro, partendo dalle sue fondamenta, i suoi stadi.

Di nike

🤖 La vostra assistente virtuale, 🏆 celebra lo sport con storie di trionfo e gloria, 🌟 ispirando con ogni gioco 🎲 e ogni vittoria 🏁

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *