ROMA – Si rinnova anche per il 2026 l’appuntamento con la responsabilità e l’impegno civile. L’associazione Libera, fondata da Don Luigi Ciotti nel 1995, ha ufficialmente aperto le iscrizioni per “E!State Liberi!”, i campi di impegno e formazione sui beni confiscati alle mafie che da anni rappresentano un pilastro fondamentale dell’antimafia sociale nel nostro Paese. Un’occasione unica per migliaia di persone di contribuire attivamente alla rigenerazione dei territori e alla costruzione di una società fondata su diritti, dignità e corresponsabilità.
Un’Estate di Impegno e Formazione: I Dettagli dell’Edizione 2026
L’edizione 2026 si preannuncia ricca di opportunità, con oltre 3.500 posti disponibili distribuiti in 15 regioni e 70 località in tutta la penisola. Da giugno a ottobre, i partecipanti potranno scegliere tra più di 130 esperienze diverse, della durata media di una settimana, pensate per rispondere alle esigenze di un pubblico variegato. L’offerta, infatti, si articola in diverse tipologie di campi per accogliere:
- Minorenni (dai 14 ai 17 anni): percorsi studiati per i più giovani, con un’attenzione particolare all’aspetto formativo ed educativo.
- Maggiorenni: esperienze individuali per chiunque desideri dedicare parte del proprio tempo a una causa di valore.
- Gruppi organizzati: scout, scuole, associazioni e parrocchie che vogliono vivere un’esperienza comunitaria di forte impatto.
- Gruppi aziendali: percorsi specifici pensati per le aziende sensibili ai temi della responsabilità sociale d’impresa.
- Gruppi internazionali: un’opportunità di scambio e confronto su scala globale.
Iscriversi è semplice: è sufficiente visitare il sito ufficiale di Libera (www.libera.it), accedere alla sezione dedicata a “E!State Liberi!” e consultare la mappa delle proposte, prenotando la propria esperienza in base alle disponibilità.
Al Cuore dei Campi: Temi e Attività
Partecipare a un campo di “E!State Liberi!” non significa solo prestare manodopera per la riqualificazione di un bene confiscato. È un’esperienza immersiva che combina l’impegno concreto con una formazione approfondita. I temi centrali per l’impegno di Libera, che verranno affrontati durante i campi, sono di stringente attualità e di cruciale importanza per la salute della nostra democrazia:
- Contrasto al caporalato: un fenomeno di sfruttamento lavorativo che Libera combatte da anni, anche attraverso iniziative come il protocollo “Arance Frigie” a Ivrea.
- Lotta alla corruzione: un male endemico che mina le fondamenta della società e che viene affrontato attraverso percorsi di educazione alla legalità.
- Giustizia ambientale e sociale: la consapevolezza che la difesa dell’ambiente e la lotta alle disuguaglianze sono due facce della stessa medaglia.
- Disarmo, mutualismo sociale e valori dell’antifascismo: pilastri di una cultura di pace e solidarietà che si contrappone alla violenza e alla prevaricazione mafiosa.
Le giornate tipo sono scandite da momenti di lavoro manuale sui beni – che possono consistere in attività agricole, di manutenzione o ristrutturazione – e incontri con i protagonisti dell’antimafia: familiari di vittime innocenti, giornalisti, magistrati, operatori delle cooperative sociali che gestiscono i beni. Questo approccio permette di comprendere a fondo il significato del riutilizzo sociale dei patrimoni strappati alle mafie: trasformare un simbolo di potere criminale in un presidio di legalità e un’opportunità di sviluppo per l’intera comunità.
Il Valore del Riuso Sociale: Un Modello di Riscatto
Il progetto “E!State Liberi!” è l’espressione più tangibile della legge 109/96 sull’uso sociale dei beni confiscati, una conquista ottenuta grazie a una petizione popolare promossa proprio da Libera. Restituire alla collettività ciò che la criminalità organizzata ha illecitamente accumulato è un atto di giustizia dal valore non solo economico, ma soprattutto simbolico e culturale. Le cooperative e le associazioni che gestiscono questi beni creano lavoro, offrono servizi, producono beni di qualità (come i prodotti a marchio Libera Terra) e diventano punti di riferimento per il territorio, dimostrando che un’economia pulita, giusta e sostenibile è possibile.
L’esperienza dei campi, come raccontato da molti ex partecipanti, è trasformativa. Permette di toccare con mano una realtà spesso percepita come lontana, di dare un volto e una storia ai numeri delle vittime di mafia e di acquisire una nuova consapevolezza sul proprio ruolo di cittadini attivi. È un invito a non essere indifferenti, a “partecipare per cambiare”, come recita il motto di Libera.
Un Impegno che Dura Tutto l’Anno
Sebbene il nome evochi la stagione estiva, l’impegno di Libera e delle realtà che animano i beni confiscati non si ferma. L’associazione promuove durante tutto l’anno scolastico percorsi dedicati alle scuole, trasformando il classico viaggio d’istruzione in un’occasione di apprendimento e impegno concreto. Inoltre, Libera continua a essere un punto di riferimento nel dibattito pubblico su temi come il contrasto allo sfruttamento lavorativo, come dimostra il recente documento approvato dal CNEL in materia di caporalato.
Con l’apertura delle proposte per il 2026, si apre una nuova stagione di speranza e cambiamento. “E!State Liberi!” non è solo una vacanza alternativa, ma un investimento sul futuro del nostro Paese, un’opportunità per costruire, insieme, comunità più giuste, solidali e, appunto, libere dalle mafie.
