La fine di un lungo percorso giudiziario
Si chiude, almeno sul piano penale, una vicenda giudiziaria durata oltre quindici anni. La terza sezione penale della Corte d’Appello di Roma ha dichiarato l’estinzione per intervenuta prescrizione dell’accusa di diffamazione nei confronti del noto giornalista e conduttore televisivo Tiberio Timperi. Tuttavia, la stessa corte ha confermato le statuizioni civili in favore dell’ex moglie, Orsola Adele Gazzaniga, la quale avrà quindi diritto a un risarcimento del danno.
La controversia legale trae origine da una serie di dichiarazioni che Timperi rilasciò a diversi settimanali nel 2010. In quelle interviste, il giornalista si era definito un “padre negato”, raccontando le difficoltà nel rapporto con il figlio dopo la separazione dalla moglie. Le sue parole, che includevano accuse dirette alla Gazzaniga di ostacolare gli incontri con il bambino, arrivando a ipotizzare i reati di “sottrazione di minore” e di “manipolazione” del figlio, spinsero la donna a sporgere querela per diffamazione, assistita dall’avvocato Attilio Soriano.
Il percorso processuale: dalla condanna in primo grado alla prescrizione
Il lungo iter giudiziario aveva visto una prima tappa significativa nel 2018, quando il Tribunale monocratico di Roma aveva condannato Tiberio Timperi in primo grado. La sentenza prevedeva il pagamento di un’ammenda di 1.500 euro e il risarcimento dei danni da liquidarsi in sede civile. Già allora, i giudici avevano ritenuto che le esternazioni del conduttore avessero leso la reputazione dell’ex moglie.
A distanza di anni, la Corte d’Appello ha ora posto la parola fine al procedimento penale. Il tempo trascorso dai fatti contestati, senza che sia intervenuta una sentenza definitiva, ha portato alla prescrizione del reato. Ciononostante, la decisione dei giudici di secondo grado assume una particolare rilevanza sul piano civile. Come si legge nella sentenza, “le emergenze processuali inducono a ritenere provata la sussistenza di un danno risarcibile, conseguente alla condotta dell’imputato“. Per questo motivo, non essendo stati individuati elementi per un proscioglimento nel merito, neppure con formula dubitativa, le statuizioni civili sono state confermate. In sostanza, sebbene l’azione penale si sia estinta, la responsabilità civile di Timperi è stata riconosciuta, con il conseguente obbligo di risarcire economicamente la ex moglie.
Le radici del conflitto: un matrimonio breve e una lunga battaglia mediatica
La vicenda personale che ha dato origine a questa lunga battaglia legale risale al matrimonio tra Tiberio Timperi e l’architetto Orsola Adele Gazzaniga, celebrato nel 2005 e durato solo pochi mesi. Da questa unione è nato un figlio, Daniele. Dopo la separazione, il conduttore scelse di rendere pubblica la sua sofferenza di padre, trasformando la sua esperienza in una sorta di battaglia mediatica a favore dei “padri separati”. Attraverso interviste e una lettera aperta pubblicata su un periodico, Timperi denunciò quello che a suo dire era un sistema che tendeva a penalizzare le figure paterne nelle cause di affidamento. Queste esternazioni, però, sono state ritenute lesive della dignità e della reputazione della Gazzaniga, portando all’avvio del procedimento per diffamazione.
