TORINO – Una scossa per risvegliare l’ambiente e ripartire subito. Luciano Spalletti, allenatore della Juventus, non usa mezzi termini per descrivere lo stato d’animo all’indomani della prestazione incolore in Champions League contro il Monaco. Nella consueta conferenza stampa della vigilia, che precede l’impegno di campionato sul difficile campo del Parma, il tecnico bianconero ha strigliato la squadra, chiedendo una risposta immediata e un cambio di mentalità. “A Monaco non abbiamo fatto benissimo, abbiamo fatto una gara normale e può capitare nel calcio: a Parma, però, mi aspetto che ci sia subito una reazione”, ha esordito Spalletti, mettendo subito in chiaro le sue aspettative.
Le parole del tecnico di Certaldo non lasciano spazio a interpretazioni. La “normalità” emersa nel Principato non è accettabile per chi veste la maglia della Juventus e ambisce a traguardi importanti. “Vorrei che la mia squadra non fosse mai tranquilla o in una zona di comfort, non voglio una Juve normale come l’altra sera”, ha ribadito con forza, sottolineando un concetto chiave della sua filosofia calcistica. Per Spalletti, il calcio contemporaneo è un flusso continuo, imprevedibile, che richiede un’attitudine mentale e fisica sempre al massimo.
Una nuova visione del calcio: “Abituarsi a stare dentro al caos”
L’analisi di Spalletti si è poi allargata a una riflessione più profonda sull’evoluzione del gioco, un tema a lui molto caro. “Il calcio è cambiato: bisognerebbe rinominare le fasi di possesso e non possesso, oggi ci sono continui ribaltamenti e bisogna abituarsi a stare dentro al caos e alle continue turbolenze in campo”. Questa visione tattica implica una squadra capace di adattarsi costantemente alle mutevoli situazioni di una partita, senza mai abbassare la guardia o sentirsi al sicuro. Una squadra “liquida”, in grado di attaccare e difendere con la stessa intensità, interpretando i momenti e gli spazi con intelligenza e rapidità.
Questa richiesta di una maggiore capacità di gestire l’imprevedibilità si lega alla necessità di una reazione caratteriale. Dopo il pareggio a reti bianche di Montecarlo, che non ha comunque compromesso la qualificazione ai playoff di Champions League, l’allenatore si aspetta di vedere in campo una squadra “battagliera, pronta a colpire chiunque abbia davanti”. L’obiettivo è chiaro: ritrovare immediatamente la fame e la cattiveria agonistica mostrate nella convincente vittoria per 3-0 contro il Napoli nell’ultimo turno di campionato.
La sfida del Tardini e la gestione delle energie
La trasferta di Parma si preannuncia tutt’altro che semplice. I gialloblù, reduci da una pesante sconfitta per 4-0 contro l’Atalanta, avranno grande voglia di riscatto davanti al proprio pubblico. La Juventus, dal canto suo, si trova in un momento cruciale della stagione, con un calendario fittissimo che la vedrà impegnata su tre fronti: campionato, Coppa Italia e Champions League, dove affronterà i turchi del Galatasaray.
Proprio la gestione delle energie fisiche e mentali diventa un fattore determinante. Spalletti ha spiegato il suo metodo per affrontare questo tour de force: “Aumentando il numero di partite bisogna aumentare anche il riposo. La routine è: gara, allenamento di recupero per chi ha giocato, allenamento di condizionamento per chi non ha giocato. Il giorno dopo allenamento leggero e poi preparazione alla prossima partita e di nuovo gara”. Un concetto fondamentale in questo approccio è quello dell’“allenamento invisibile”, ovvero la capacità dei giocatori di rimanere concentrati e “accesi con la testa” anche durante i periodi di riposo, un aspetto che il tecnico ritiene cruciale.
Le probabili scelte di formazione
Per la sfida del “Tardini”, in programma domani alle 20:45, Spalletti sembra intenzionato a operare alcuni cambi rispetto alla formazione vista a Monaco. È probabile il ritorno al modulo 4-2-3-1. In porta ci sarà Di Gregorio, mentre in difesa potrebbero rivedersi dal primo minuto Kalulu e Kelly, al fianco di Bremer e Cambiaso. A centrocampo, Locatelli è pronto a riprendere il suo posto in cabina di regia, affiancato da Thuram. Sulla trequarti, McKennie e Yildiz agiranno a supporto dell’unica punta, Jonathan David, con Conceição in vantaggio su altri compagni per completare il reparto. La Juventus dovrà fare a meno di alcuni giocatori infortunati, tra cui Rugani, Vlahovic e Milik.
L’obiettivo per i bianconeri è quello di non perdere terreno dalla vetta della classifica e consolidare la propria posizione in zona Champions, ma soprattutto, come tuonato da Spalletti, di dimostrare di aver recepito il messaggio: mai più una Juventus “normale”.
