Torino – Una scia di violenza ha segnato le strade di Torino in seguito alla manifestazione nazionale indetta per protestare contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Quella che era iniziata come una giornata di mobilitazione si è trasformata in ore di guerriglia urbana, culminate in gravi scontri tra un gruppo di manifestanti e le forze dell’ordine. Un bilancio pesante che conta numerosi feriti, tra cui undici appartenenti alle forze di polizia, e danni ingenti alla città. L’episodio più grave ha visto un agente di 29 anni accerchiato e brutalmente aggredito, anche con l’uso di un martello, un’immagine che ha scosso l’opinione pubblica e infiammato il dibattito politico.
La dura presa di posizione della Premier Meloni
A poche ore dai disordini, è arrivata netta e decisa la condanna della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Attraverso i suoi canali social, la premier ha definito gli eventi di Torino non come “dissenso né protesta”, ma come “aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta”. Con parole inequivocabili, ha sottolineato la gravità degli atti, affermando che “devono essere trattate per ciò che sono, senza sconti e senza giustificazioni”.
Nel suo intervento, la Presidente Meloni ha lanciato un appello diretto alla Magistratura, esortandola a fare “fino in fondo la propria parte”. Ha evidenziato come il Governo abbia già provveduto a “rafforzare gli strumenti per contrastare l’impunità”, un riferimento implicito a normative come il cosiddetto decreto “anti-rave”, introdotto per contrastare raduni illegali e pericolosi. L’auspicio della premier è che non si ripetano “episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende”. Per manifestare la sua vicinanza alle forze dell’ordine, la premier si è recata personalmente a Torino per visitare gli agenti feriti, incluso il poliziotto ricoverato all’ospedale Molinette.
Cronaca di una giornata di guerriglia
La manifestazione, che secondo gli organizzatori ha visto la partecipazione di quasi 50.000 persone (15.000 per la Questura), aveva riunito a Torino attivisti da tutta Italia e delegazioni internazionali. La prima parte del corteo si era svolta in modo relativamente pacifico, ma la situazione è degenerata al calare della sera. Un gruppo di circa 500 militanti, con i volti coperti e armati di scudi e oggetti contundenti, si è staccato dal percorso autorizzato, dando il via a una serie di attacchi sistematici.
Per ore, il quartiere Vanchiglia è stato teatro di scene da guerriglia urbana: lancio di bombe carta, molotov e fuochi d’artificio contro la polizia, cassonetti dati alle fiamme per creare barricate e persino un blindato delle forze dell’ordine incendiato. La tensione è culminata nell’aggressione all’agente del reparto mobile di Padova, un atto di violenza che ha suscitato un’ondata di solidarietà bipartisan, a partire dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, che ha telefonato al Ministro dell’Interno Piantedosi per esprimere la sua vicinanza.
Il contesto: Askatasuna e il dibattito sugli spazi sociali
Gli scontri traggono origine dallo sgombero del centro sociale Askatasuna, avvenuto a dicembre 2025. Occupato dal 1996, l’edificio di Corso Regina Margherita 47 è stato per quasi trent’anni un punto di riferimento per l’area dell’autonomia torinese, caratterizzato da un forte legame con il quartiere e da un impegno su temi come il diritto alla casa e al lavoro. La storia di Askatasuna, il cui nome in basco significa “libertà”, è stata segnata da una doppia anima: da un lato l’impegno sociale e culturale, dall’altro una frangia più incline alla contrapposizione violenta. Lo sgombero ha riacceso il dibattito, mai sopito, sulla gestione degli spazi sociali occupati e sul confine tra dissenso legittimo e illegalità.
Le reazioni del mondo politico e le prospettive future
Le parole della premier Meloni hanno innescato un acceso dibattito. Mentre la maggioranza di governo ha fatto quadrato, con esponenti come il vicepremier Matteo Salvini che hanno invocato “arresti e sgomberi”, anche dall’opposizione si è levata una ferma condanna della violenza. La segretaria del PD, Elly Schlein, ha definito le immagini di Torino “inqualificabili” e di una “violenza inaccettabile”, auspicando una rapida individuazione dei responsabili. Il governo ha annunciato l’intenzione di discutere a breve un nuovo pacchetto sicurezza, che potrebbe includere misure come il fermo di polizia preventivo per soggetti ritenuti pericolosi. La vicenda di Askatasuna si conferma così un terreno di scontro non solo fisico ma anche ideologico e politico, il cui esito potrebbe influenzare le future politiche di gestione dell’ordine pubblico e dei conflitti sociali in Italia.
