PARIGI – L’elettrificazione per Renault non è più un’opzione, ma un “punto di non ritorno“. A scolpire nella pietra la strategia del gruppo è l’amministratore delegato François Provost, forte di un 2025 chiuso con oltre 2,33 milioni di veicoli venduti globalmente (+3,2%) e un’impressionante accelerazione dei modelli a batteria, le cui vendite sono schizzate di quasi l’80% raggiungendo le 194mila unità. In una conversazione con la stampa, in attesa della presentazione del nuovo piano strategico fissata per il 10 marzo, Provost ha tracciato una rotta chiara ma complessa, un percorso che unisce l’ambizione tecnologica alla necessità di un profondo realismo economico e sociale.

Ampere: il motore dell’innovazione viene “semplificato”

Al centro della spinta elettrica di Renault c’è Ampere, la divisione dedicata a veicoli elettrici e software. “Ampere è un successo“, ha dichiarato Provost, sottolineando la capacità di competere con i temibili costruttori cinesi, di progettare un’auto in soli 21 mesi e di essere all’avanguardia sul fronte del software grazie al centro di ingegneria di Shanghai (Acdc). Nata come entità autonoma per catalizzare l’innovazione, quasi come una startup interna, Ampere è stata recentemente reintegrata nel perimetro del gruppo. Una mossa, spiega il CEO, dettata dalla necessità di “semplificare l’organizzazione e di ridurre i costi” dopo che, nel 2024, è stata annullata la sua quotazione in borsa. L’obiettivo è ora quello di trasformare Ampere nel centro di ingegneria avanzata del gruppo, mantenendo quella agilità che ha già dato i suoi frutti, come la riduzione dei costi della batteria per la nuova Twingo elettrica. L’ecosistema tecnologico sviluppato è solido, tanto che partner strategici come Nissan, Mitsubishi e Ford già ne usufruiscono.

La sfida cruciale: il prezzo e il ritorno al Segmento A

Il vero cuore del messaggio di Provost, tuttavia, tocca un nervo scoperto del mercato europeo: il costo delle automobili. “Gli europei vogliono comprare auto nuove, ma sono troppo costose“, ha affermato senza mezzi termini. Questo problema, secondo il manager, sta portando a un invecchiamento preoccupante del parco circolante, con un’età media che ha superato i 12 anni. Una situazione insostenibile sia per la sicurezza sia per gli obiettivi di decarbonizzazione. La risposta di Renault a questa crisi di accessibilità è un ritorno alle origini, un “reinventare il segmento A“, quello delle city car. Un segmento, denuncia Provost, “storicamente inventato in Europa ma oggi sparito a causa delle regole“.

La punta di diamante di questa strategia è la nuova Twingo, progettata per costare meno di 20.000 euro. “Il problema da risolvere per convincere gli europei ad acquistare auto nuove è il prezzo“, ha ribadito Provost, riconoscendo l’impossibilità di raggiungere una parità di vendite tra ibrido ed elettrico entro il 2030 senza veicoli a batteria realmente abbordabili.

Transizione europea: tra emergenza e realismo

Sulla questione dello stop alla vendita di auto termiche, recentemente posticipato dall’Unione Europea, la posizione di Provost è sfumata. “Sono soddisfatto sì e no“, ha confessato, percependo un “sentimento di emergenza, ma senza cambiamenti, senza nulla di concreto“. Facendo eco alle preoccupazioni dei colleghi tedeschi, il CEO di Renault invoca maggiore flessibilità e pragmatismo. “Bisogna raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione passo dopo passo. Dobbiamo continuare con l’elettrificazione, ma dobbiamo essere ragionevoli e realistici“.

L’obiettivo è scongiurare un “declino dell’industria europea“. La visione di Provost per il futuro prossimo è chiara: “Dopo il 2027 possiamo convincere il 70% dei clienti europei verso l’ibrido e l’elettrico“. Una previsione che assegna un ruolo fondamentale alle motorizzazioni ibride come tecnologia ponte, essenziale per accompagnare la transizione senza creare shock di mercato e senza escludere fette importanti di consumatori.

Un nuovo piano strategico all’insegna della “stabilità”

Il nuovo piano strategico che verrà svelato il 10 marzo sarà incentrato sulla “stabilità“. Dopo la fase di “Revolution” voluta dal predecessore Luca De Meo, la nuova leadership di Provost sembra puntare a un consolidamento. L’Europa rimane una priorità assoluta, ma il CEO ha lasciato intendere che “ci saranno anche dei cambiamenti” ancora top secret. La rotta di Renault è tracciata: una navigazione decisa verso il futuro elettrico, ma con la saggezza di chi sa che per attraversare la tempesta della transizione servono navi solide, equipaggi preparati e, soprattutto, una mappa che tenga conto della realtà del mare.

Di davinci

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