Città del Messico – L’escalation di violenza nello stato messicano di Sinaloa, culla del più potente cartello del narcotraffico del paese, ha raggiunto un nuovo, drammatico capitolo con il sequestro di dieci persone tra ingegneri e operatori minerari. Le vittime, impiegate dalla compagnia canadese Vizsla Silver, sono scomparse il 24 gennaio nella zona di Concordia. La notizia, confermata dalle autorità locali e dalla stessa azienda, getta un’ombra sinistra sulla regione, da oltre un anno teatro di una sanguinosa faida interna al Cartello di Sinaloa.
La pista de “Los Chapitos” e la guerra tra clan
Le indagini si concentrano su una pista ben precisa. Il ministro della Sicurezza, Omar García Harfuch, ha dichiarato pubblicamente che dietro al sequestro potrebbe celarsi la mano de “Los Chapitos”. Questa fazione, guidata dai figli del noto narcotrafficante Joaquín “El Chapo” Guzmán, è da tempo in lotta aperta per il controllo del territorio e delle rotte del narcotraffico con il gruppo rivale de “Los Mayitos”, fedele ai figli di Ismael “El Mayo” Zambada, co-fondatore del cartello.
Secondo quanto riferito da Harfuch, nell’area di Concordia opera attivamente una cellula legata ai figli di “El Chapo” e le autorità avrebbero già identificato uno dei leader del gruppo responsabile del rapimento. La scomparsa dei lavoratori è stata denunciata dalla compagnia mineraria il 24 gennaio, quando un rappresentante legale ha contattato i servizi di emergenza. I media locali riportano che gli uomini, in maggioranza cittadini messicani, sarebbero stati prelevati con la forza da un gruppo armato direttamente dalla loro abitazione di servizio il 23 gennaio.
Un dispiegamento massiccio di forze e l’impatto economico
La risposta delle istituzioni non si è fatta attendere. Un’imponente operazione di ricerca è stata avviata, con il dispiegamento di Esercito, Marina e Guardia Nazionale in coordinamento con le forze di sicurezza statali. La procura di Sinaloa ha aperto un fascicolo per sequestro di persona, ma al momento, un dettaglio inquietante è l’assenza di qualsiasi richiesta di riscatto alle famiglie delle vittime.
L’incidente ha avuto ripercussioni immediate anche sul piano economico. La Vizsla Silver, che sta sviluppando un importante progetto per l’estrazione di argento e oro denominato “Pánuco”, ha deciso di sospendere temporaneamente le attività nell’area di Concordia come misura precauzionale, mettendo la sicurezza del proprio personale come priorità assoluta. L’Associazione degli Ingegneri Minerari, Metallurgici e Geologi del Messico ha espresso profonda preoccupazione, chiedendo un intervento rapido e deciso da parte delle autorità per garantire il ritorno a casa dei professionisti sequestrati.
Sinaloa: un campo di battaglia per l’eredità di “El Chapo”
Il sequestro si inserisce in un contesto di violenza estrema che sta dilaniando lo stato di Sinaloa. La faida tra “Los Chapitos” e “Los Mayitos”, esplosa dopo l’estradizione di “El Chapo” negli Stati Uniti nel 2016, ha trasformato intere aree in veri e propri campi di battaglia. La lotta per l’eredità del potere criminale ha causato centinaia di morti e scomparse, gettando la popolazione civile nel terrore. La città di Culiacán, capitale dello stato, è stata l’epicentro di scontri a fuoco, esecuzioni e macabri ritrovamenti, testimonianza di una guerra senza esclusione di colpi per il controllo delle lucrose attività illegali, prima fra tutte il traffico di fentanyl verso gli Stati Uniti.
Le autorità messicane, sotto la guida del ministro Harfuch, hanno intensificato le operazioni contro le organizzazioni criminali a Sinaloa, ottenendo alcuni successi con arresti e sequestri di armi e laboratori per la produzione di droghe sintetiche. Tuttavia, questo ultimo episodio dimostra come la capacità offensiva dei cartelli rimanga elevata e la stabilità della regione sia ancora un obiettivo lontano.
