ROMA – L’Italia si trova ancora una volta a fare i conti con gli effetti devastanti del cambiamento climatico. Di fronte alle recenti ondate di maltempo che hanno colpito duramente diverse regioni, da Nord a Sud, il partito di governo Forza Italia ha formalizzato la richiesta di attivazione del Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea (FSUE). La proposta, avanzata dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, mira a mobilitare risorse comunitarie per garantire ristori immediati alle popolazioni e alle imprese messe in ginocchio da alluvioni e frane.
A farsi portavoce dell’iniziativa è stato Raffaele Nevi, deputato e portavoce nazionale di Forza Italia, che nel corso di un intervento alla trasmissione Coffee Break su La7 ha sottolineato la necessità di un intervento europeo strutturale. “Gli Stati da soli non ce la fanno”, ha dichiarato Nevi, evidenziando come l’emergenza climatica richieda una risposta corale e coordinata a livello continentale. “Ciò che chiediamo da tempo all’Europa è di farsi carico dell’emergenza attraverso un grande piano europeo sul cambiamento climatico e sulla necessità di allocare adeguate risorse per mettere in sicurezza i territori”.
Il precedente dell’Emilia-Romagna e la procedura UE
La richiesta di Forza Italia si inserisce nel solco di precedenti esperienze positive, come l’attivazione del medesimo fondo in occasione della tragica alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna e la Toscana nel 2023. In quel caso, l’UE mobilitò quasi 450 milioni di euro per sostenere la ricostruzione. Il Fondo di Solidarietà, istituito nel 2002, ha lo scopo di fornire assistenza finanziaria a uno Stato membro in caso di gravi catastrofi naturali. Dalla sua creazione, l’Italia è stata il principale beneficiario, ricevendo quasi il 40% delle risorse totali erogate, per un ammontare di poco più di 3 miliardi di euro.
Come spiegato dallo stesso ministro Tajani, la procedura per ottenere i fondi richiede una dettagliata analisi dei danni da parte della Protezione Civile, un processo che può essere lungo ma che, ha assicurato, è già stato avviato in seguito ai danni provocati dal ciclone “Harry” in Sicilia, Calabria e Sardegna. Il governo italiano ha 12 settimane di tempo per presentare la domanda formale a Bruxelles, che si è già detta “pronta ad assistere e ad aiutare”.
La polemica sui fondi del Ponte sullo Stretto
Inevitabilmente, l’emergenza maltempo ha riacceso il dibattito politico sull’allocazione delle risorse pubbliche. Numerose voci dall’opposizione hanno chiesto di dirottare i fondi destinati alla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina per far fronte ai danni e finanziare interventi di messa in sicurezza del territorio. Una proposta che, tuttavia, è stata fermamente respinta dalla maggioranza di governo.
Raffaele Nevi ha affrontato direttamente la questione, ribadendo la posizione del suo partito e del governo: “Non dobbiamo confondere capitoli di bilancio destinati a finalità diverse”, ha affermato. “Da una parte ci sono i fondi destinati al Ponte sullo Stretto, che riguardano gli investimenti e la crescita strategica del Paese, dall’altra vi è la necessità, altrettanto impellente, di reperire risorse per far fronte ai danni causati dal maltempo e garantire ristori a famiglie e imprese”.
Anche il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha chiuso a ogni possibilità di storno dei fondi, spiegando che le risorse per il Ponte sono destinate a investimenti e non possono essere bloccate. Lo stesso Tajani, dopo un’apertura iniziale, ha corretto il tiro, affermando che i fondi per l’infrastruttura non dovranno essere tagliati. Questa linea, secondo alcune fonti, sarebbe stata rafforzata da un invito della premier Giorgia Meloni a moderare i toni sull’argomento.
Un’emergenza nazionale e la risposta del Governo
Il governo ha già dichiarato lo stato di emergenza nazionale per Calabria, Sicilia e Sardegna, stanziando un primo fondo da 100 milioni di euro per le prime necessità. Una cifra considerata da molti un semplice tampone, a fronte di danni che, solo in Sicilia, sono stati stimati in almeno un miliardo di euro. La situazione è particolarmente critica a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, dove un’ampia frana minaccia il centro abitato, costringendo all’evacuazione decine di famiglie.
La richiesta di attivare il Fondo di Solidarietà UE si configura quindi come un passo cruciale per integrare le risorse nazionali e fornire una risposta adeguata a un’emergenza che mette a nudo, ancora una volta, la fragilità idrogeologica del territorio italiano e l’urgenza di un piano a lungo termine per la prevenzione e la mitigazione del rischio climatico.
