Dal palcoscenico più mediatico d’Italia, quello dell’Ariston, che li ha visti protagonisti di un momento di intensa commozione e riflessione durante il Festival di Sanremo 2025, a uno dei templi della cultura della Capitale. Il Teatro Patologico torna a Roma, e lo fa in grande stile, portando in scena all’Auditorium Parco della Musica una potente trilogia firmata dal suo fondatore e anima, l’attore e regista Dario D’Ambrosi. Un progetto che non è semplice rappresentazione, ma il culmine di un percorso umano e artistico che da oltre trent’anni dimostra come il teatro possa diventare uno straordinario strumento di terapia, espressione e inclusione per persone con disabilità psichica.
Dopo aver conquistato il pubblico sanremese con un’esibizione che ha ricevuto una meritata standing ovation, la compagnia è pronta a immergere gli spettatori in un viaggio attraverso tre universi letterari e teatrali differenti, tre tappe di un unico grande racconto sull’emarginazione, la speranza e la ricerca di sé. Un’occasione preziosa per comprendere a fondo la missione di D’Ambrosi, pioniere di un movimento, quello della “teatro-terapia”, che ha l’ambizione di “migliorare la nostra società” partendo dal benessere di chi è più fragile.
La Divina Commedia: il viaggio dell’anima oltre il disagio
Il sipario sulla trilogia si alzerà l’8 febbraio con un debutto di eccezionale portata: La Commedia Divina. Liberamente ispirata al capolavoro di Dante Alighieri, l’opera trasfigura il viaggio ultraterreno del Poeta in una potente metafora del percorso interiore di chi affronta un disturbo mentale. L’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso diventano le tappe di un cammino terapeutico: l’oscurità della crisi, i tentativi di cura psichica e farmacologica per tamponare il disagio, fino alla conquista di una nuova consapevolezza. Lo spettacolo, già acclamato dalla critica e dal pubblico in importanti piazze internazionali come New York e Londra, promette di essere un’esperienza di grande impatto emotivo, dove la parola poetica si fonde con la fisicità degli attori per raccontare la fragilità umana e l’indomabile desiderio di riscatto.
Pinocchio, una favola alla rovescia sulla crudeltà della diversità
Il secondo appuntamento, il 27 marzo, vedrà in scena Pinocchio – Una Favola alla Rovescia. In questa rilettura, la celebre marionetta di Collodi diventa simbolo della diversità, fisica e psichica, e delle sue difficili interazioni con un mondo che spesso si rivela crudele e omologante. L’arte, in questa produzione, si fa strumento di impegno sociale, una lente d’ingrandimento puntata sul rapporto tra salute mentale e inclusione. Attraverso le peripezie di un Pinocchio “diverso”, lo spettacolo offre una prospettiva inedita e toccante sui temi della crescita, della ricerca dell’identità e del diritto a essere accettati per ciò che si è, al di là di ogni etichetta.
Odissea, i suoni di Ulisse e la ricerca di un’Itaca interiore
La trilogia si concluderà ad aprile con Odissea – I Suoni di Ulisse, un’opera che trae ispirazione dal poema omerico per esplorare le tematiche fondanti del Teatro Patologico. Il viaggio di Ulisse, errante e perseguitato, diventa un parallelo della condizione di chi vive ai margini, affrontando i propri “mostri” interiori e la costante lotta contro la sopraffazione. L’eroe greco e i suoi compagni di viaggio, interpretati dagli attori della compagnia, si fanno portavoce di un’umanità che combatte l’esclusione e cerca disperatamente la propria Itaca: non solo un luogo fisico, ma uno spazio dell’anima, un approdo di pace, rinascita e integrazione.
Oltre il palcoscenico: la “Teatro-Terapia” come rivoluzione culturale
Il lavoro di Dario D’Ambrosi, che fin da giovane scelse di farsi internare per tre mesi in un ospedale psichiatrico per comprendere a fondo la malattia mentale, va ben oltre la messa in scena. Il Teatro Patologico, fondato nel 1992, è prima di tutto un luogo di cura, dove attraverso laboratori e corsi di recitazione, musicoterapia e mimo, i ragazzi elaborano le proprie patologie, sviluppano autostima e trovano nuovi linguaggi per comunicare. L’associazione ospita “La magia del Teatro”, la prima scuola europea di formazione teatrale per persone con disabilità, e collabora con l’Università di Tor Vergata per validare scientificamente i metodi innovativi della teatro-terapia. Un progetto che, come ha dichiarato lo stesso D’Ambrosi, porta speranza a milioni di famiglie, perché “quando sta bene un ragazzo disabile stanno bene mamme, papà, fratelli, nonni, condomini, quartieri”.
Portare questa trilogia nel prestigioso contesto dell’Auditorium Parco della Musica non è solo un traguardo artistico, ma un potente atto di affermazione culturale. Significa riconoscere che l’arte nata dalla fragilità possiede una forza universale, capace di abbattere le barriere del pregiudizio e di parlare un linguaggio che arriva dritto al cuore di ogni spettatore.
