Bruxelles – In una mossa di grande peso politico e simbolico, il Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea ha dato il via libera all’inserimento del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC), noti anche come Pasdaran, nell’elenco delle organizzazioni terroristiche dell’UE. La decisione, annunciata dall’Alto Rappresentante per la Politica Estera, Kaja Kallas, arriva come diretta conseguenza della sanguinosa repressione delle proteste di massa in Iran e delle crescenti preoccupazioni per le attività destabilizzanti del corpo militare a livello regionale.

“Se agisci come un terrorista, dovresti anche essere trattato come un terrorista”, ha dichiarato Kaja Kallas ai giornalisti prima della riunione, sottolineando la gravità della situazione in Iran. “La repressione non può restare senza risposta. Ogni regime che uccide migliaia di suoi concittadini sta lavorando per la propria rovina”, ha poi aggiunto su X (precedentemente Twitter) al termine della riunione, confermando il passo decisivo compiuto dai ministri.

Un Consenso Ampio e una Decisione Storica

La decisione di designare i Pasdaran come entità terroristica ha raccolto un “grande consenso” tra i 27 stati membri, come confermato dal Ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani. Nelle scorse settimane, un fronte compatto si era andato formando, con paesi come Francia, Germania e Belgio che hanno espresso un forte sostegno all’iniziativa, spinti dalla necessità di inviare un messaggio inequivocabile al regime di Teheran. Anche la Presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, ha definito la decisione “giusta” e frutto di uno “sforzo costante e unitario del Parlamento europeo”.

Questa mossa pone le Guardie Rivoluzionarie sullo stesso piano di organizzazioni come Al Qaeda, Hamas e Daesh (ISIS). Sebbene l’IRGC fosse già soggetto a sanzioni da parte dell’UE per violazioni dei diritti umani, questa nuova designazione rappresenta un salto di qualità politico e giuridico. La procedura formale per finalizzare la misura verrà completata nelle prossime settimane, dopodiché entreranno in vigore conseguenze concrete come il congelamento di eventuali beni riconducibili all’organizzazione sul suolo europeo.

Le Motivazioni Dietro la Scelta dell’UE

La decisione dell’Unione Europea è maturata in un contesto di crescente allarme per la situazione dei diritti umani in Iran. La repressione delle proteste popolari, scoppiate a seguito della morte di Mahsa Amini e che hanno visto, secondo alcuni resoconti, l’uccisione di migliaia di manifestanti, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. I ministri europei hanno condannato l’uso sistematico della violenza, le detenzioni arbitrarie e le tattiche intimidatorie messe in atto dalle forze di sicurezza iraniane, in cui i Pasdaran giocano un ruolo di primo piano.

Oltre alla repressione interna, sul tavolo dei ministri c’erano anche altre questioni, come il sostegno militare iraniano alla Russia nel conflitto ucraino. Parallelamente alla designazione dei Pasdaran, l’UE ha infatti approvato un nuovo pacchetto di sanzioni contro 15 persone e 6 entità iraniane responsabili di gravi violazioni dei diritti umani. Tra le figure colpite figurano il Ministro dell’Interno Eskandar Momeni, il procuratore generale Mohammad Movahedi-Azad, giudici e alti comandanti dell’IRGC.

Le Implicazioni e le Reazioni Internazionali

La reazione di Teheran non si è fatta attendere. Il Ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha definito la decisione dell’UE un “grave errore strategico”, lasciando presagire un ulteriore inasprimento delle relazioni diplomatiche tra l’Iran e l’Europa.

Nonostante la fermezza della decisione, diversi leader europei, tra cui il ministro Tajani, hanno sottolineato l’importanza di mantenere aperti i canali di dialogo con Teheran, specialmente su dossier cruciali come quello del nucleare. La sfida per l’UE sarà ora quella di bilanciare la pressione sul regime per le violazioni dei diritti umani con la necessità di un impegno diplomatico costruttivo su questioni di sicurezza globale.

La mossa europea, sebbene in gran parte simbolica dato che i Pasdaran sono già pesantemente sanzionati, invia un potente segnale di solidarietà al popolo iraniano e rafforza la pressione internazionale sul regime teocratico. L’Italia, in via precauzionale, ha già provveduto a ridurre il personale diplomatico presso l’ambasciata a Teheran.

La svolta è stata resa possibile anche da un precedente giuridico importante: una sentenza di un tribunale tedesco del marzo 2023 che aveva collegato un’agenzia statale iraniana legata all’IRGC a un attentato contro una sinagoga in Germania, fornendo la base legale necessaria per la designazione a livello europeo.

Di atlante

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