Milano – A poche settimane dall’inizio dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha affrontato le crescenti preoccupazioni riguardo l’impatto che l’evento avrà sulla città. In un intervento diretto a Rtl 102.5, il primo cittadino ha cercato di rassicurare la popolazione, delineando uno scenario gestibile nonostante l’eccezionale afflusso di visitatori previsto.

Una città pronta ad accogliere: 400.000 visitatori attesi

Il cuore del discorso di Sala riguarda le stime di affluenza: “Noi reputiamo che a Milano vengano 400.000 persone più del solito”, ha dichiarato, riconoscendo che si tratta di “un tema” da affrontare con attenzione. Tuttavia, il sindaco ha immediatamente ridimensionato l’allarme, ricorrendo a un paragone eloquente per i milanesi: “Se ci pensate durante il Salone del Mobile ne arrivano anche altrettante e ancora di più, quindi credo che gestiremo bene la situazione”. Questa analogia serve a sottolineare come Milano possieda già un’esperienza consolidata nella gestione di grandi eventi internazionali, che richiamano folle considerevoli senza paralizzare la metropoli. Il Salone del Mobile, infatti, rappresenta un test annuale per le infrastrutture e i servizi della città, un banco di prova che, secondo Sala, dimostra la resilienza e la capacità organizzativa milanese.

Disagi necessari ma nessun rischio “overtourism”

Pur mostrando ottimismo, il sindaco non ha negato che i Giochi comporteranno inevitabili difficoltà per i cittadini. “Vedo ovviamente qualche necessario disagio per la città”, ha ammesso Sala, citando come esempio la decisione del prefetto di chiudere le scuole il giorno della cerimonia inaugurale. “Non sarà facile muoversi quel giorno”, ha aggiunto, riconoscendo l’impatto sulla mobilità quotidiana.

Nonostante ciò, Sala ha tenuto a precisare un punto fondamentale: il rischio di overtourism, ovvero un eccessivo afflusso turistico tale da compromettere la vivibilità, è da escludere. “Le Olimpiadi invernali sono diverse da quelle estive”, ha spiegato, evidenziando due fattori chiave: la stagionalità e la distribuzione geografica dell’evento. Essendo programmate a febbraio e suddivise in diverse località tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige, l’impatto su una singola città sarà più contenuto. “Non è che c’è da immaginare che arriveranno milioni di persone”, ha concluso, smorzando le previsioni più allarmistiche.

L’eredità reputazionale e il modello Torino 2006

Al di là degli aspetti puramente logistici, il sindaco ha posto l’accento sul valore strategico delle Olimpiadi. “Hanno un peso importantissimo dal punto di vista reputazionale per quello che lasciano”, ha affermato, evocando l’esempio di successo di Torino 2006. Quell’edizione dei Giochi è ancora oggi ricordata come un momento di grande rilancio per il capoluogo piemontese, capace di trasformare la propria immagine a livello internazionale e di lasciare un’eredità positiva in termini di infrastrutture e attrattività turistica.

L’obiettivo per Milano Cortina 2026 è replicare e, se possibile, superare quel modello, sfruttando l’evento come una vetrina globale. Secondo uno studio di Banca Ifis, l’impatto economico complessivo dei Giochi è stimato in circa 5,3 miliardi di euro, tra spesa turistica immediata e differita e l’eredità infrastrutturale. Si prevede che l’evento possa generare un incremento del turismo in Lombardia fino al 60%.

La questione delle scuole e la gestione della mobilità

La decisione di chiudere le scuole nella cerchia più centrale di Milano il giorno prima dell’inaugurazione, sebbene rispettata da Sala, è un chiaro indicatore delle sfide logistiche. Il Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha definito la chiusura per un giorno un “sacrificio sopportabile” a fronte della risonanza mondiale dell’evento. Tuttavia, la questione dei trasporti e del diritto allo studio ha sollevato proteste in altre aree coinvolte, come in Valtellina, dove si è ipotizzato il ricorso alla didattica a distanza per far fronte alla soppressione di alcune linee di autobus.

Per gestire i flussi, è stato predisposto un complesso piano di mobilità che prevede l’uso di parcheggi di interscambio, sistemi Park&Ride e navette dedicate per raggiungere le sedi di gara, limitando l’accesso delle auto private. Le stazioni ferroviarie di Tirano e Ponte nelle Alpi diventeranno hub strategici per l’interscambio tra treno e bus.

Stato dei lavori e altre polemiche

Riguardo allo stato di avanzamento dei lavori, il sindaco Sala, forte dell’esperienza di Expo 2015, si è detto fiducioso: “Le cose sono gestite bene, ci arriveremo bene, è chiaro che siamo alle finiture… la situazione è a posto”. Un’altra questione che ha animato il dibattito pubblico nelle ultime settimane riguarda la possibile presenza di agenti dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) statunitense, un’ipotesi a cui Sala si è opposto fermamente definendola una “milizia privata” non in linea con il modello di sicurezza democratico italiano.

In conclusione, mentre il conto alla rovescia per i Giochi prosegue, Milano si prepara ad affrontare una sfida organizzativa di grande portata. Le rassicurazioni del sindaco Sala puntano a un equilibrio tra la celebrazione di un evento globale e la gestione pragmatica dei disagi, con la consapevolezza che l’eredità delle Olimpiadi andrà ben oltre le due settimane di gare.

Di veritas

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