Una battaglia mediatica senza esclusione di colpi che si trasferisce nelle aule di tribunale, con provvedimenti giudiziari, denunce incrociate e l’ombra di reati gravi. La vicenda che vede contrapposti Fabrizio Corona e Alfonso Signorini ha assunto i contorni di un complesso caso giudiziario, culminato con la drastica decisione del Tribunale civile di Milano di intervenire per porre un freno alla diffusione di contenuti ritenuti diffamatori.
La decisione del Tribunale: stop a “Falsissimo”
Il giudice della prima sezione civile, Roberto Pertile, ha accolto il ricorso d’urgenza presentato dai legali di Alfonso Signorini, gli avvocati Domenico Aiello e Daniela Missaglia, emettendo un’ordinanza di inibitoria nei confronti di Fabrizio Corona. Il provvedimento impone all’ex agente fotografico di rimuovere immediatamente da ogni piattaforma web e social a lui riconducibile tutti i video e i contenuti testuali e audio riguardanti il conduttore televisivo. La decisione ha di fatto bloccato la messa in onda della terza puntata del format web di Corona, “Falsissimo”, che avrebbe dovuto continuare a trattare il cosiddetto “sistema Signorini”.
Nelle 14 pagine di motivazioni, il giudice Pertile ha chiarito che in questo caso non possono essere invocati né il diritto di cronaca né la libertà di espressione. Secondo il tribunale, non sussiste un interesse pubblico “a conoscere le preferenze e le abitudini sessuali” di Signorini. Inoltre, il materiale pubblicato da Corona, arricchito da “epiteti”, non conterrebbe alcun “indizio” concreto del “sistema basato su ricatti sessuali” per favorire l’ingresso di concorrenti al Grande Fratello, come invece sostenuto dall’ex paparazzo. Il giudice ha sottolineato come i contenuti diffusi alimentino unicamente un “pruriginoso interesse del pubblico” e una “morbosa curiosità per piccanti vicende sessuali”, offendendo la dignità del conduttore senza il supporto di prove concrete.
L’ordinanza non si limita a questo: Corona è stato obbligato a consegnare in cancelleria, entro due giorni, tutto il materiale in suo possesso, inclusi documenti, chat, immagini e video relativi alla sfera privata di Signorini. Per ogni singola violazione del provvedimento è stata fissata una penale di 2.000 euro.
La reazione di Corona: “Non mi fermo”
Nonostante il provvedimento restrittivo, Fabrizio Corona non ha mostrato alcuna intenzione di arretrare. Pur dichiarando di volersi adeguare all’ordinanza “da bravo cittadino”, ha immediatamente annunciato che sposterà la sua attenzione “dal sistema Signorini al sistema Mediaset”. In un video sui suoi canali social, ha affermato: “Non mi fermo, se oggi zittiscono me, domani zittiscono voi”. Ha spiegato che, pur rimuovendo gli episodi contestati, non pubblicherà il materiale probatorio in suo possesso solo perché “incredibilmente il giudice me lo ha impedito”.
Il suo legale, l’avvocato Ivano Chiesa, ha già annunciato il ricorso in appello, sostenendo che il giudice sia partito da un “presupposto errato”. Secondo il difensore, l’intento di Corona non era quello di parlare dei gusti sessuali di Signorini, ma di “denunciare l’esistenza di un sistema che avrebbe comportato la commissione di reati”. Chiesa ha definito il provvedimento una forma di “censura preventiva”, un precedente “grave” e inedito nella sua carriera quarantennale.
Un intreccio di denunce e indagini
La vicenda si è rapidamente trasformata in un groviglio di azioni legali che coinvolgono più soggetti e diverse procure.
- Mediaset contro Corona: L’azienda di Cologno Monzese ha denunciato Corona per diffamazione aggravata e minacce, chiedendo anche l’applicazione di una misura di prevenzione per inibirgli l’uso dei social.
- Corona indagato per revenge porn: A seguito della denuncia di Signorini per la diffusione di chat e immagini private, Corona è indagato per diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti.
- Signorini indagato per violenza sessuale: A sua volta, il conduttore è stato iscritto nel registro degli indagati per violenza sessuale ed estorsione, dopo la querela presentata da Antonio Medugno, ex concorrente del GF Vip.
- Denuncia contro Google: I legali di Signorini hanno denunciato anche i responsabili di Google Italia e Google Ireland per concorso in diffamazione aggravata, accusando la piattaforma di non aver rimosso i contenuti diffamatori nonostante le segnalazioni.
La sanzione della Consob
A complicare ulteriormente la posizione di Fabrizio Corona, si è aggiunta una sanzione di 200.000 euro da parte della Consob. La multa è stata comminata per la violazione del regolamento europeo sulle cripto-attività (MiCAR) in relazione all’offerta al pubblico di una ‘memecoin’ denominata ‘$Corona’, lanciata senza la documentazione tecnica richiesta.
Le implicazioni: libertà di espressione e tutela della privacy
Il caso solleva questioni fondamentali sul delicato equilibrio tra diritto di cronaca, libertà di espressione e tutela della reputazione e della privacy individuale. Mentre da un lato si discute sulla legittimità di un provvedimento che alcuni, come il giornalista Marco Travaglio, hanno definito una “censura preventiva”, dall’altro i legali di Signorini e la stessa Mediaset sottolineano come la libertà di parola non possa tradursi in una “gogna mediatica” a scopo di lucro. La vicenda, ancora in piena evoluzione, rappresenta un importante banco di prova per definire i confini dell’informazione nell’era digitale, dove la rapida diffusione di contenuti online può causare danni difficilmente reversibili.
