Buenos Aires – Una crisi ambientale senza precedenti sta mettendo in ginocchio il sud dell’Argentina, dove la leggendaria regione della Patagonia è avvolta dalle fiamme. Nelle ultime settimane, un’ondata di incendi devastanti ha incenerito circa 230 mila ettari di territorio, colpendo cinque province e costringendo il governo del presidente Javier Milei a prendere misure drastiche. Di fronte a un disastro di tale magnitudo, l’esecutivo ha dichiarato lo stato di emergenza e ha stanziato fondi straordinari per sostenere le operazioni di spegnimento e soccorso.
La Risposta del Governo all’Emergenza Crescente
La gravità della situazione ha richiesto una risposta immediata da parte delle autorità centrali. A seguito di una riunione di gabinetto d’urgenza, il governo argentino ha annunciato lo stanziamento di 120 miliardi di pesos (circa 75 milioni di euro) destinati ai corpi dei ‘pompieri volontari’, che rappresentano la spina dorsale del sistema antincendio in molte delle aree rurali e remote colpite. Questa decisione è arrivata dopo una richiesta congiunta presentata dai governatori delle cinque province patagoniche coinvolte: Río Negro, Chubut, La Pampa, Neuquén e Santa Cruz. I governatori avevano sottolineato la “gravità della situazione” e la necessità di un intervento eccezionale per fronteggiare l’avanzata dei roghi.
Il presidente Javier Milei, attraverso i suoi canali social, ha definito l’operativo federale una “storica lotta contro il fuoco”, elencando le risorse mobilitate: 426 brigadisti, 20 velivoli operativi e un finanziamento di 100 miliardi di pesos per rafforzare i vigili del fuoco. Il governo ha inoltre accelerato le procedure per dichiarare l’Emergencia Ígnea attraverso un Decreto di Necessità e Urgenza (DNU), una misura che consente di snellire l’utilizzo di fondi e risorse per affrontare l’emergenza.
La Mappa del Disastro: Dettagli per Provincia
La devastazione ha colpito in modo diseguale le diverse aree della Patagonia, con alcune province che registrano perdite territoriali immense. Secondo i dati forniti dalle autorità locali, la situazione è la seguente:
- La Pampa: È la provincia più colpita, con ben 168.000 ettari andati in fumo.
- Chubut: Segue con 45.000 ettari devastati dalle fiamme.
- Río Negro: Registra la perdita di 10.000 ettari.
- Neuquén: Ha visto bruciare 6.000 ettari di territorio.
- Santa Cruz: Sebbene meno colpita, conta comunque 700 ettari di terreno inceneriti.
Questi numeri descrivono un panorama desolante, con ecosistemi fragili, foreste, aree montane e zone rurali gravemente danneggiate. In alcuni casi, le fiamme si sono avvicinate pericolosamente ai centri abitati, generando allarme tra la popolazione locale.
Le Cause e le Sfide: tra Cambiamenti Climatici e Polemiche Politiche
Le cause di questi incendi sono complesse e multifattoriali. Le condizioni climatiche estreme, tra cui alte temperature, una siccità prolungata e forti venti, hanno creato un ambiente ideale per la propagazione rapida e incontrollata dei roghi. Esperti come Andres Napoli, direttore della Fondazione per l’ambiente e le risorse naturali, collegano direttamente questa situazione alla crisi climatica globale.
Tuttavia, l’emergenza è stata accompagnata anche da accese polemiche politiche. Il governo di Javier Milei è stato criticato per aver attuato significativi tagli al budget del Servizio Nazionale di Gestione del Fuoco. Secondo alcuni analisti, questi tagli avrebbero ridotto la capacità di risposta e prevenzione, aggravando le conseguenze degli incendi. Si è parlato di una riduzione delle ore di volo dei mezzi aerei e di stipendi bassi per i vigili del fuoco, che mettono a rischio la tenuta del sistema di soccorso. A queste critiche si aggiungono le difficoltà logistiche, come l’accesso a zone impervie, che complicano ulteriormente il lavoro delle squadre di emergenza.
Uno Sforzo Congiunto e la Solidarietà Internazionale
Nonostante le difficoltà, la risposta sul campo è stata imponente. Nel Parco Nazionale Los Alerces, in provincia di Chubut, è stato istituito un Comando Unificato che vede la collaborazione di diverse entità, tra cui l’Amministrazione dei Parchi Nazionali, i servizi provinciali di gestione del fuoco, la Polizia Federale, la Gendarmeria Nazionale e l’Esercito Argentino. A questo sforzo si sono uniti i vigili del fuoco volontari da diverse province e persino dal vicino Cile, a testimonianza di una solidarietà che travalica i confini. L’impiego di mezzi aerei, tra cui aerei idranti, elicotteri e velivoli anfibi, è stato cruciale per tentare di contenere l’avanzata delle fiamme.
La crisi in Patagonia è un doloroso promemoria della vulnerabilità dei nostri ecosistemi di fronte ai cambiamenti climatici e dell’importanza cruciale di investimenti adeguati nella prevenzione e nella gestione delle emergenze. Mentre i soccorritori continuano la loro eroica battaglia contro il fuoco, il paese si interroga sul futuro di una delle sue regioni più iconiche e preziose.
