Genova – Un silenzio carico di significato ha avvolto la Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, mentre le parole dello scrittore e giornalista Antonio Scurati risuonavano come un’eco necessaria nel presente. In qualità di oratore ufficiale per la cerimonia del Giorno della Memoria, Scurati ha offerto una riflessione profonda e a tratti scomoda, un richiamo alla vigilanza collettiva contro i rigurgiti di un passato che non deve tornare. “Non siamo affatto vaccinati contro il fascismo”, ha dichiarato con fermezza, una frase che si è immediatamente impressa nella coscienza dei presenti, tra cui studenti e autorità cittadine.
L’eredità di Sandro Pertini: una lotta interminabile per la democrazia
Il fulcro dell’orazione di Scurati è stata la figura di Sandro Pertini, storico Presidente della Repubblica e partigiano, la cui esistenza è stata un emblema della resistenza al totalitarismo. “Nella mia orazione parlo di Sandro Pertini, che ci ha insegnato con la sua testimonianza, durata un’intera esistenza, non solo in gioventù trascorsa nelle carceri fasciste, che la lotta contro la reazione fascista è inesausta, interminabile”, ha spiegato Scurati a margine dell’evento. Un messaggio che trascende il tempo, sottolineando come la conquista della democrazia non sia un traguardo definitivo, ma un processo continuo, una militanza quotidiana. “Non si giunge mai a una vittoria definitiva. Ci ha insegnato che la lotta per la democrazia è la democrazia stessa”.
Attraverso il ricordo di Pertini, Scurati ha voluto evidenziare la necessità di una “memoria del bene”, oltre a quella, doverosa, “del male”. Ricordare figure come quella dell’ex Presidente significa attingere a esempi di coraggio, integrità e incrollabile fede nei valori democratici, esempi che devono fungere da guida, specialmente per le nuove generazioni.
Un monito per il presente in un contesto globale preoccupante
Le parole di Scurati si inseriscono in un contesto internazionale denso di tensioni e violenze, come ha sottolineato anche la sindaca di Genova, Silvia Salis, nel suo intervento. La sindaca ha fatto riferimento alle proteste in Iran e agli episodi di violenza negli Stati Uniti, definendoli segnali allarmanti che dimostrano come la memoria non sia “un esercizio legato al passato, ma un’attività del presente, soprattutto del futuro”. L’orrore della Shoah, ha aggiunto, “non è lontano da noi”, ricordando le leggi razziali promulgate in Italia nel 1938 come il “pilastro dell’antisemitismo” che ha nutrito la violenza fascista.
La cerimonia a Palazzo Ducale, che ha visto anche la premiazione delle scuole partecipanti al concorso nazionale “I giovani ricordano la Shoah”, si è trasformata così in un momento di riflessione collettiva sulla fragilità delle nostre libertà e sulla necessità di sviluppare “gli anticorpi” culturali e civili per riconoscere e combattere le nuove, e spesso subdole, forme di fascismo.
La cultura come antidoto alla semplificazione e all’odio
Sia l’intervento di Scurati che quello della sindaca Salis hanno posto l’accento sul ruolo fondamentale della cultura come baluardo contro l’indifferenza e la semplificazione, terreno fertile per ogni totalitarismo. “Il fascismo si combatte con la cultura contro la semplificazione del più forte contro il più debole, della sicurezza contro il caos, del ‘ci penso io’ a discapito delle libertà personali”, ha affermato la prima cittadina. Un concetto che riecheggia la lezione di Primo Levi, citato nel programma delle celebrazioni genovesi: “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”.
L’orazione di Antonio Scurati, dunque, non è stata una semplice commemorazione, ma un potente atto politico e culturale. Un invito a non abbassare la guardia, a studiare la storia non come un capitolo chiuso ma come una lente per interpretare il presente e costruire un futuro in cui l’orrore della Shoah e la brutalità del fascismo non possano mai più trovare spazio. La lotta per la democrazia, come insegnava Pertini, continua ogni giorno, nelle aule di scuola, nelle piazze, e soprattutto, nelle coscienze di ciascun cittadino.
