La Borsa di Milano ha vissuto una giornata di contrattazioni all’insegna della debolezza, con l’indice principale Ftse Mib che ha registrato un calo significativo, attestandosi in ribasso dello 0,7% a 45.127 punti. A pesare sul listino milanese sono stati principalmente due settori chiave: il lusso, scosso dai risultati del colosso francese LVMH, e il comparto bancario, che ha visto prevalere i segni negativi. In controtendenza, ha brillato il titolo di STMicroelectronics, sostenuto dall’ottimismo che pervade il settore dei semiconduttori a livello globale.
Sul fronte del mercato obbligazionario, lo spread tra i BTP decennali italiani e i Bund tedeschi si è mantenuto stabile, risalendo a 59,5 punti base. Parallelamente, si è assistito a un calo dei rendimenti, con il tasso annuo del BTP italiano che è sceso di 2,1 punti al 3,45% e quello del Bund tedesco di 2 punti, segnalando un clima di maggiore avversione al rischio tra gli investitori.
L’onda lunga di LVMH travolge il lusso
Il settore del lusso è stato il grande osservato speciale della giornata, subendo l’impatto negativo dei conti presentati dal leader mondiale LVMH. Il gruppo parigino ha ceduto il 6,13% a Parigi, trascinando con sé l’intero comparto. A Piazza Affari, l’eco di questa performance si è fatta sentire pesantemente: Moncler ha ridotto il calo chiudendo a -1,89%, Brunello Cucinelli ha limitato le perdite all’1,1%, mentre Salvatore Ferragamo, reduce dalla pubblicazione dei dati preliminari, ha subito uno scivolone del 5,68%. Gli analisti hanno espresso cautela sulle prospettive per il 2026, un’incertezza che si è riflessa immediatamente sulle quotazioni dei principali marchi.
Banche in rosso, con poche eccezioni
Anche il settore bancario ha contribuito a zavorrare l’indice Ftse Mib. La maggior parte degli istituti di credito ha chiuso la seduta in territorio negativo. Tra le performance peggiori si segnalano quelle della Banca Popolare di Sondrio (-2,04%), Unicredit (-1,81%), Banco BPM (-1,72%) e Intesa Sanpaolo (-1,16%). Anche Monte dei Paschi di Siena ha registrato una flessione, seppur più contenuta (-0,68%). Unica nota positiva in un comparto quasi interamente in rosso è stata Mediobanca, che è riuscita a chiudere in controtendenza con un rialzo dello 0,47%.
STMicroelectronics brilla in attesa dei conti
In un quadro generale a tinte fosche, spicca la performance eccezionale di STMicroelectronics (Stm), che ha messo a segno un robusto rialzo del 3,77%. A sostenere il titolo del gruppo italo-francese dei semiconduttori sono state le trimestrali positive di due colossi del settore, la statunitense Texas Instruments e l’olandese ASML. I risultati di questi due giganti hanno alimentato l’ottimismo degli investitori sull’intero comparto, creando un clima di attesa favorevole per i conti di Stm, la cui pubblicazione è imminente. Questo rally suggerisce che il mercato scommette su una ripresa della domanda e sulla fine del ciclo negativo per il settore dei chip.
Oltre a Stm, si sono distinti in positivo anche altri titoli, tra cui:
- Fincantieri, che ha guadagnato l’1,44%
- Nexi, in rialzo dell’1,13%
- Diasorin, che ha chiuso con un +0,75%
Andamento contrastato per gli altri big
Per quanto riguarda gli altri titoli a maggiore capitalizzazione, la seduta è stata caratterizzata da movimenti più contenuti e contrastati. Titoli come Leonardo (+0,35%), Campari (+0,17%) ed Eni (+0,15%) hanno registrato leggeri rialzi, muovendosi a cavallo della parità. Altri, invece, hanno chiuso con lievi ribassi: Iveco (-0,08%), Poste Italiane (-0,3%), Stellantis (-0,36%) e Ferrari (-0,39%).
Focus sui titoli a minor capitalizzazione
Nel segmento dei titoli a minor capitalizzazione, si sono registrate performance estreme. Da un lato, spicca il balzo di Mondo Tv, che ha guadagnato un impressionante 9,57%, e di Interpump, in crescita del 7,3%. Dall’altro, si segnala il pesante scivolone di Eurotech, che ha lasciato sul terreno il 10% del suo valore.
