Roma – “Di sicuro l’ICE sul territorio nazionale italiano non opererà”. Con queste parole nette e decise, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha voluto porre fine alle polemiche e alle preoccupazioni sorte negli ultimi giorni riguardo alla possibile presenza operativa di agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) statunitense in Italia. Intervenendo a margine della presentazione del libro “Dalla parte delle divise”, il titolare del Viminale ha ribadito con fermezza che la sovranità in materia di sicurezza pubblica appartiene inalienabilmente allo Stato italiano.

Una “polemica basata sul nulla”

Secondo il Ministro Piantedosi, il dibattito scaturito è una “polemica basata sul nulla”. La questione ha preso piede in seguito a indiscrezioni sulla presenza di agenti ICE in occasione delle imminenti Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Piantedosi ha spiegato che, al momento, le delegazioni straniere, inclusa quella americana, non hanno ancora comunicato l’elenco definitivo del personale che sarà presente. “L’ordine e la sicurezza pubblica sul territorio italiano lo garantisce lo Stato Italiano”, ha sottolineato, sgombrando il campo da ogni possibile equivoco su cessioni di sovranità o competenze operative a forze straniere.

Le dichiarazioni del Ministro sono state corroborate da ulteriori precisazioni provenienti sia dal Viminale che dal Ministero degli Esteri. Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha cercato di smorzare i toni, affermando: “Non è che arrivano le SS. Non arrivano con i mitra e la faccia coperta. Arrivano dei funzionari”. Tajani ha spiegato che la presenza di personale di sicurezza straniero durante grandi eventi internazionali è una prassi consolidata, finalizzata a uno scambio informativo e di analisi all’interno di sale operative dedicate, senza alcuna attività sul campo.

Il ruolo dell’Homeland Security Investigations (HSI)

Per fare ulteriore chiarezza, è stato specificato che l’eventuale presenza statunitense non riguarderebbe il ramo operativo dell’ICE, noto per le sue controverse operazioni di controllo dell’immigrazione negli USA, ma piuttosto l’Homeland Security Investigations (HSI). L’HSI è il principale braccio investigativo dell’ICE, già presente con proprio personale in oltre 50 Paesi, Italia inclusa, con compiti di collegamento e analisi. Questi agenti, come spiegato da fonti del Viminale, opererebbero all’interno di una sala operativa allestita presso il consolato americano a Milano, fornendo supporto informativo e consultando le proprie banche dati, ma senza alcuna attribuzione operativa sul territorio italiano.

Questa collaborazione, è stato ribadito, si inserisce in un quadro di cooperazione internazionale standard per eventi di tale portata, come già avvenuto in passato in altre occasioni, e non prevede pattugliamenti, scorte o qualsiasi altra forma di intervento diretto. La sicurezza degli atleti, delle delegazioni e di tutti i partecipanti sarà garantita esclusivamente da un imponente dispositivo di circa 6.000 uomini delle forze dell’ordine italiane.

Le reazioni politiche e le preoccupazioni

Nonostante le rassicurazioni, la notizia aveva generato un acceso dibattito politico e sollevato preoccupazioni da parte delle opposizioni e di alcuni amministratori locali, come il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che aveva espresso nettamente il suo dissenso. Le polemiche nascono dalla fama dell’ICE, un’agenzia federale associata a metodi molto duri e a recenti episodi controversi negli Stati Uniti, tra cui l’uccisione di due persone a Minneapolis durante operazioni di controllo dell’immigrazione. Questo ha alimentato il timore che una loro presenza, anche solo simbolica, potesse essere in contrasto con i valori di accoglienza e democrazia.

Il governo, attraverso il Ministro Piantedosi, ha annunciato un’informativa alla Camera dei Deputati per il prossimo 4 febbraio, al fine di chiarire ogni dettaglio della questione e rispondere formalmente alle richieste delle opposizioni. L’obiettivo è quello di chiudere definitivamente quella che il Ministro ha definito una “tempesta in un bicchiere d’acqua”, ribadendo il pieno controllo italiano su ogni aspetto della sicurezza durante i Giochi Olimpici.

Di veritas

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