CATANIA – “A Niscemi la situazione è particolarmente complessa e sono intenzionata a dare risposte immediate”. Con queste parole la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha definito l’impegno del Governo di fronte all’emergenza che ha colpito la cittadina in provincia di Caltanissetta, devastata da un’imponente frana. Intervenendo durante una riunione operativa a Catania, la premier ha tracciato un parallelo con un passato doloroso, che per la comunità locale rappresenta una ferita ancora aperta: il disastro del 1997.

“Voi sapete meglio di me, perché in questo territorio ci vivete, che Niscemi non è nuova a questi disastri”, ha proseguito Meloni, facendo esplicito riferimento al sentimento di sfiducia della popolazione. “Quello che è accaduto nel 1997, con indennizzi arrivati dopo 14 anni, e definitivamente anche dopo 28 anni, è qualcosa che ha impattato giustamente sui cittadini e sulla loro aspettativa verso la politica”.

Il Ciclone “Harry” e la Frana: Una Catastrofe Annunciata

La recente ondata di maltempo, causata dal ciclone “Harry”, ha flagellato la Sicilia, la Sardegna e la Calabria tra il 19 e il 21 gennaio, provocando danni ingenti a infrastrutture, coste e attività produttive. A Niscemi, tuttavia, la situazione è precipitata in modo drammatico. Il 25 gennaio, un vasto movimento franoso, con un fronte di circa quattro chilometri, ha iniziato a muoversi, inghiottendo terreni e minacciando da vicino il centro abitato, in particolare il quartiere Sante Croci. Questo evento ha costretto all’evacuazione di oltre 1.500 persone, lasciando dietro di sé uno scenario di distruzione e incertezza.

Secondo gli esperti geologi, la catastrofe non è un fulmine a ciel sereno. L’area di Niscemi è nota per la sua fragilità idrogeologica, caratterizzata da substrati argillosi che favoriscono fenomeni di instabilità. La frana attuale, infatti, ha riattivato e ampliato un movimento franoso preesistente, lo stesso che colpì la città il 12 ottobre 1997. Già allora, circa 400 persone furono evacuate e si registrarono danni significativi. La Procura di Gela ha aperto un’inchiesta per disastro colposo, per accertare se eventuali negligenze o errori di pianificazione abbiano contribuito all’aggravarsi di una vulnerabilità nota da decenni, con documenti che segnalano criticità fin dal 1790.

La Promessa di un Nuovo Inizio: “Disegnare una Storia Diversa”

Consapevole del peso di questo precedente, la Presidente Meloni ha assicurato un netto cambio di rotta. “Mi piacerebbe che insieme disegnassimo una storia completamente diversa e quindi il mio obiettivo è lavorare in velocità e dare risposte in velocità”, ha dichiarato. L’impegno è quello di non ripetere gli errori del passato, quando la burocrazia e l’inerzia politica trasformarono l’emergenza in un calvario lungo quasi tre decenni per i cittadini in attesa di un giusto risarcimento.

Il Governo ha già mosso i primi passi, dichiarando lo stato di emergenza e stanziando una prima tranche di 100 milioni di euro per le tre regioni colpite dal maltempo. La premier ha precisato che si tratta solo di un primo stanziamento per le necessità immediate, in attesa di una quantificazione precisa dei danni, che solo in Sicilia sono stimati in circa due miliardi di euro. Tra le misure annunciate dal Ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, vi sono la sospensione delle rate dei mutui per i residenti delle aree colpite e lo studio di ammortizzatori sociali per le aziende costrette all’inattività.

Le Sfide Future: tra Ricostruzione e Prevenzione

Dopo un sopralluogo in elicottero sulle aree disastrate, la premier ha incontrato le istituzioni locali per definire le priorità. L’agenda è fitta: assistere gli sfollati, per i quali è già previsto il contributo di autonoma sistemazione, ripristinare la viabilità e i servizi essenziali come elettricità e gas, e garantire la ripresa delle attività scolastiche.

La sfida, però, non è solo ricostruire, ma anche prevenire. La frana di Niscemi è un drammatico promemoria della vulnerabilità del territorio italiano di fronte al dissesto idrogeologico. L’impegno preso dalla Presidente del Consiglio a Niscemi sarà misurato non solo sulla rapidità degli indennizzi, ma anche sulla capacità di implementare una visione a lungo termine per la messa in sicurezza di un’area la cui fragilità è storia nota. La comunità di Niscemi, segnata da decenni di promesse mancate, attende ora che alle parole seguano, finalmente, i fatti.

Di veritas

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