Una giornata da dimenticare per il comparto del lusso a Piazza Affari, che si tinge di rosso all’indomani della pubblicazione dei dati preliminari di Salvatore Ferragamo e dei risultati finanziari del colosso francese LVMH. Le notizie, inferiori alle aspettative, hanno innescato un’ondata di vendite che ha colpito duramente i titoli del settore, sollevando preoccupazioni sulla tenuta del mercato in un quadro macroeconomico globale ancora denso di incertezze.
La reazione a catena: Ferragamo e LVMH trascinano il settore al ribasso
A dare il via alla giornata negativa sono stati i dati di Salvatore Ferragamo. La maison fiorentina ha registrato ricavi preliminari per il 2025 in calo del 3,8%, attestandosi a 977 milioni di euro. Un dato che ha immediatamente allarmato gli investitori, provocando un crollo del titolo in Borsa, arrivato a cedere il 6,2% a 6,28 euro. La performance deludente di Ferragamo ha fatto da apripista a una più ampia flessione del settore, esacerbata dai conti del gigante del lusso LVMH.
Il gruppo guidato da Bernard Arnault, considerato un vero e proprio barometro per l’intero comparto, ha chiuso il 2025 con un fatturato di 80,8 miliardi di euro, in calo del 5% (-1% a livello organico), e un utile netto di competenza di 10,87 miliardi di euro, in flessione del 13%. Sebbene i ricavi siano risultati in linea con le attese e l’utile netto addirittura superiore, gli analisti hanno puntato il dito sulla performance della divisione Moda e Pelletteria, definendola deludente. A pesare ulteriormente è stata l’estrema cautela mostrata dai vertici del gruppo durante la conference call, durante la quale non sono state fornite indicazioni precise sulla performance attesa per il 2026, alimentando i timori di un anno ancora caratterizzato dall’incertezza. La reazione dei mercati non si è fatta attendere: il titolo LVMH a Parigi è arrivato a cedere oltre il 7%.
L’impatto su Piazza Affari: Moncler e Cucinelli in territorio negativo
L’eco dei risultati negativi di Ferragamo e LVMH si è propagata rapidamente a Piazza Affari, colpendo gli altri big del lusso italiano. Moncler ha registrato un calo del 2,9%, con le azioni scese a 48,21 euro. Anche Brunello Cucinelli ha risentito del clima negativo, cedendo l’1,6% e attestandosi a 78,84 euro per azione. Questi cali riflettono il nervosismo degli investitori di fronte a un rallentamento della domanda, in particolare da parte dei consumatori cinesi, e a un contesto geopolitico ed economico che rimane instabile.
Analisi del contesto e prospettive future
I dati di LVMH e Ferragamo confermano un rallentamento per il settore del lusso, dopo anni di crescita sostenuta. Diversi fattori contribuiscono a questo scenario:
- Rallentamento della domanda cinese: La Cina, motore trainante del lusso negli ultimi anni, mostra segni di rallentamento economico che si riflettono sui consumi.
- Incertezza geopolitica: Le tensioni internazionali e i conflitti in corso contribuiscono a creare un clima di incertezza che frena la spesa per i beni di lusso.
- Normalizzazione post-pandemia: Dopo il boom di consumi seguito alla fine delle restrizioni, si assiste a una fase di normalizzazione della domanda.
Gli analisti si dividono sulle prospettive future. Alcuni scommettono su una ripresa del settore nel corso del 2026, ritenendo che i cali attuali rappresentino un’opportunità di acquisto. Altri, invece, raccomandano maggiore cautela, temendo che le valutazioni dei titoli siano ancora elevate e che l’incertezza possa perdurare. Sarà fondamentale monitorare l’evoluzione della domanda nei mercati chiave e la capacità delle aziende di adattarsi a un contesto in rapida evoluzione, puntando su innovazione e sostenibilità per mantenere la propria attrattiva.
