MILANO – Le tensioni all’interno della Lega tornano a farsi sentire e questa volta a esprimere una posizione netta è una delle figure di maggior peso del partito: il governatore della Lombardia, Attilio Fontana. A margine della presentazione del Salone del Mobile, interrogato dai giornalisti sulle recenti attività del generale Roberto Vannacci, Fontana non ha usato mezzi termini, definendolo “un’anomalia”.
Le iniziative “anomale” di Vannacci
Il giudizio del presidente lombardo si concentra sulle ultime mosse del vicesegretario leghista, che stanno agitando le acque del Carroccio. “Il mio primo pensiero è che è un’anomalia. È un anomalo all’interno del nostro movimento”, ha dichiarato Fontana. Il governatore ha poi specificato il suo pensiero, tracciando una linea di demarcazione tra il legittimo pluralismo di idee e le azioni che si configurano come esterne alla vita del partito. “Io sono dell’opinione che, come ha detto anche Durigon, all’interno di un partito se ci sono delle impostazioni diverse, possono essere motivo di arricchimento”, ha premesso. “Ma creare circoli, fare le manifestazioni al di fuori del partito, presentare e depositare un nuovo logo, fare un nuovo sito è un’anomalia”. Il riferimento è chiaro: l’iniziativa “Futuro Nazionale”, con tanto di simbolo depositato all’ufficio brevetti, e la creazione di una rete di sostenitori che sembra muoversi in parallelo, se non in alternativa, alle strutture ufficiali della Lega.
Il logo “Futuro Nazionale” e le ambizioni del generale
Il nuovo simbolo, apparso sui social, è composto da un cerchio blu con la scritta bianca “Futuro Nazionale” in alto, il cognome “Vannacci” in giallo in basso e un’ala tricolore. Un’iniziativa che molti osservatori hanno interpretato come il primo passo verso la costituzione di una nuova forza politica. Lo stesso Vannacci, in una recente intervista, non ha nascosto le proprie ambizioni politiche, affermando di non accontentarsi di percentuali esigue: “Punto in alto, voglio di più. Il sei, il dieci, il quindici e il venti percento”. Riguardo al nuovo logo, l’europarlamentare ha minimizzato, definendolo “soltanto un simbolo” e negando riferimenti alla fiamma del Movimento Sociale Italiano. Sui suoi rapporti con il leader della Lega, ha mantenuto un tono sicuro: “Non ho l’abitudine di comunicare a Salvini quante volte mi alleno e cosa mangio, ma ho un rapporto franco, onesto, sincero. Ci vedremo a breve”.
La posizione attendista di Salvini
Di fronte alle fibrillazioni interne, il segretario federale Matteo Salvini adotta una linea attendista e minimizza la portata del “caso Vannacci”. “Non esiste nessun problema”, ha dichiarato a margine di un evento alla Camera. “Ci vediamo con calma, chiariamo tutto ma è un problema per i giornalisti, non per gli italiani e non per la Lega”. Salvini ha confermato che un incontro con il generale è già in agenda, ma senza specificare una data. Il leader del Carroccio ribadisce che nella Lega “c’è spazio per sensibilità diverse da che mondo è mondo”, un modo per gettare acqua sul fuoco e ricondurre la dialettica interna a una normale dinamica di partito. Tuttavia, le parole di Fontana, esponente di spicco della Lega “storica” e governatore di una regione cruciale, segnalano un malessere che va oltre il semplice dibattito. La decisione finale, come ha concluso lo stesso Fontana, spetterà comunque al segretario: “Queste sono valutazioni che farà il segretario”.
Un partito in evoluzione tra tradizione e nuove spinte
La vicenda Vannacci si inserisce in un contesto più ampio di evoluzione e dibattito interno alla Lega. L’ascesa del generale, forte di un notevole successo personale alle elezioni europee, ha introdotto nel partito elementi e sensibilità nuove, che in alcuni casi si scontrano con l’ala più tradizionale e nordista del movimento. Le posizioni di Vannacci su temi come la politica estera e i diritti civili hanno già creato dibattito e distinguo all’interno del partito. Le parole di Fontana, che in passato si era espresso in modo ancora più colorito contro una “vannaccizzazione” della Lega, rappresentano la voce di quella parte del Carroccio che guarda con preoccupazione a una possibile deriva del partito, temendo la perdita dei “valori” originari della Lega Lombarda. Il futuro assetto della Lega e la sua capacità di tenere insieme anime diverse saranno determinati anche da come la segreteria di Salvini gestirà questa “anomalia”, decidendo se essa rappresenti un arricchimento o una minaccia per l’unità del movimento.
