UDINE – Il calcio giocato passa in secondo piano, messo in ombra ancora una volta dalla necessità di garantire l’ordine e la sicurezza pubblica. Con una decisione ferma e perentoria, il prefetto di Udine, Domenico Lione, ha disposto la chiusura del settore ospiti del Bluenergy Stadium in occasione del posticipo di Serie A tra Udinese e Roma, in programma il 2 febbraio alle ore 20.45. Non solo: il provvedimento, reso noto nella giornata di ieri, stabilisce contestualmente il divieto di vendita dei tagliandi per qualsiasi settore dello stadio ai residenti nella regione Lazio.

Una misura severa, che priverà la squadra giallorossa del sostegno dei propri tifosi in una trasferta delicata e che certifica il clima di alta tensione che circonda alcune tifoserie del nostro campionato. La Roma, di fatto, dovrà affrontare la sfida in un ambiente interamente a tinte bianconere.

Le motivazioni: l’eco della guerriglia sull’A1

La decisione del Prefetto Lione non è un fulmine a ciel sereno, ma la diretta e inevitabile conseguenza dei gravissimi fatti accaduti lo scorso 18 gennaio. Quel giorno, l’autostrada A1, nel tratto bolognese tra l’autogrill di Cantagallo e lo svincolo di Casalecchio, si è trasformata in un teatro di guerriglia urbana. Un violento scontro ha visto protagonisti circa 200 ultras della Roma e della Fiorentina, che si sono affrontati con mazze, spranghe, caschi e martelli, bloccando il traffico e mettendo a repentaglio la sicurezza di centinaia di automobilisti.

I due gruppi di tifosi, storicamente rivali, erano in viaggio per seguire le rispettive squadre: i viola diretti a Bologna, i giallorossi a Torino. L’incontro casuale si è trasformato in un appuntamento per la violenza, con scene da far west che hanno fatto il giro d’Italia, lasciando un’immagine desolante dello stato di salute di una frangia del tifo organizzato.

La linea dura del Viminale

In risposta a questi eventi inaccettabili, il Ministero dell’Interno ha adottato una linea di tolleranza zero. Il Viminale ha infatti disposto un provvedimento drastico: il divieto di tutte le trasferte per i tifosi di Roma e Fiorentina fino al termine della stagione sportiva in corso. Una sanzione collettiva che mira a stroncare sul nascere ulteriori episodi di violenza e a lanciare un segnale inequivocabile al mondo ultras.

La decisione del Prefetto di Udine si inserisce, dunque, in questo quadro normativo e attua a livello locale le direttive nazionali per la partita considerata a rischio. Le prefetture delle città che ospiteranno Roma e Fiorentina da qui a fine campionato sono tenute ad applicare tali restrizioni, valutando di volta in volta le specifiche misure da adottare per garantire la massima sicurezza.

Impatto e reazioni: tra sicurezza e diritti

Se da un lato la misura garantisce che non si verifichino disordini legati alla partita di Udine, dall’altro riapre l’annoso dibattito sull’efficacia e la giustizia delle punizioni collettive. Molti tifosi pacifici, che non hanno alcuna responsabilità negli scontri, si vedono privati della possibilità di seguire la propria squadra del cuore. L’avvocato Lorenzo Cupaioli, insieme al collega Gabriele Salvatore, ha presentato un ricorso al TAR del Lazio per conto di alcuni tifosi della Roma, contestando l’illegittimità del provvedimento ministeriale e sollevando dubbi di costituzionalità.

La questione divide anche il mondo politico e sportivo. C’è chi, come il sindacato di Polizia Coisp, invoca il pugno di ferro e il “Daspo a vita” per i responsabili, e chi, come il vicepremier Matteo Salvini, sottolinea come non debbano essere i “tifosi perbene” a pagare per le colpe di pochi criminali. Anche il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha definito la situazione “una sconfitta per il calcio”, evidenziando la necessità di perseguire i singoli colpevoli piuttosto che intere tifoserie.

Nel frattempo, il Bluenergy Stadium si prepara a una serata di calcio senza il colore e il calore della tifoseria ospite. Una vittoria per la sicurezza, forse, ma una cornice indubbiamente impoverita per lo spettacolo che lo sport dovrebbe sempre offrire.

Di nike

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