Roma – Alta tensione nella Capitale dove, nonostante il divieto notificato ieri dalla Questura, gli attivisti a sostegno della causa palestinese hanno confermato la loro intenzione di tenere un presidio questo pomeriggio alle 17 davanti alla sede nazionale del Partito Democratico. La mobilitazione, annunciata tramite i canali social, è diretta a contestare il disegno di legge sull’antisemitismo, che vede tra i suoi promotori il senatore democratico Graziano Delrio. Un braccio di ferro che si consuma in una data altamente simbolica, la Giornata della Memoria, aggiungendo un ulteriore strato di complessità alla vicenda.

“Nessun passo indietro”: la determinazione degli attivisti

Con un messaggio chiaro e perentorio diffuso online, gli organizzatori hanno ribadito la loro posizione: “Il presidio è confermato. Alle 17 come previsto. Nessun passo indietro”. La motivazione della protesta è esplicitata nel loro comunicato, dove si legge: “L’unica cosa che deve indietreggiare sono i ddl che vogliono criminalizzare la solidarietà con la Palestina”. Gli attivisti legano la loro lotta alla memoria storica, reinterpretando il monito “mai più” in chiave attuale: “La nostra memoria è buona e quando si dice: ‘mai più’ intendiamo basta genocidio del popolo palestinese basta complicità con lo stato sionista”. Una presa di posizione netta che evidenzia la percezione del ddl Delrio come un tentativo di limitare la libertà di espressione e di critica nei confronti delle politiche israeliane.

Le ragioni del divieto della Questura

La Questura di Roma, nella serata di ieri, ha disposto il divieto di svolgimento della manifestazione. Le motivazioni alla base del provvedimento, firmato dal questore Roberto Massucci, sono molteplici e articolate. In primo luogo, viene citata l’assenza di un formale preavviso all’Autorità di Pubblica Sicurezza, come previsto dall’articolo 18 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS). A questo si aggiunge la valutazione di inidoneità del sito prescelto per l’evento, ovvero piazza Sant’Andrea delle Fratte, considerata “a ridosso della sede di uno dei principali partiti politici nazionali” e quindi un obiettivo simbolico sensibile.

Tuttavia, il fattore che sembra aver pesato maggiormente sulla decisione è la concomitanza con la Giornata della Memoria. La Questura ha evidenziato come il tema della manifestazione, legato al sostegno della causa palestinese, in una giornata dedicata al ricordo della Shoah, crei un “cortocircuito politico e simbolico” potenzialmente esplosivo e ad alto rischio di strumentalizzazioni.

Il controverso DDL Delrio al centro della protesta

Il pomo della discordia è il disegno di legge sull’antisemitismo presentato dal senatore Graziano Delrio. Il testo ha generato un acceso dibattito, non solo nell’arena politica ma anche all’interno dello stesso Partito Democratico, dove ha creato una profonda frattura. Il punto più controverso del ddl è il recepimento della definizione operativa di antisemitismo dell’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance).

I critici, inclusi gli attivisti pro-Palestina e un’ala del PD, sostengono che tale definizione sia troppo ampia e rischi di equiparare indebitamente l’antisionismo, ovvero la critica politica allo Stato di Israele, con l’antisemitismo, limitando di fatto la libertà di espressione. Dall’altra parte, i sostenitori del ddl, tra cui lo stesso Delrio, affermano che il testo non intende “introdurre nulla di nuovo” ma fornire strumenti più efficaci per contrastare un odio antiebraico in preoccupante crescita, come dimostrano i dati recenti. La definizione IHRA, specificano, chiarisce che “le critiche allo Stato di Israele analoghe a quelle rivolte a qualsiasi altro Paese non possono essere considerate antisemite”.

Un contesto di tensione crescente

La decisione degli attivisti di sfidare il divieto della Questura si inserisce in un clima di tensione crescente che ha visto, negli ultimi mesi, il moltiplicarsi di manifestazioni e proteste legate al conflitto israelo-palestinese. In diverse occasioni, le autorità di pubblica sicurezza sono intervenute con divieti o scioglimenti di cortei non autorizzati per timori legati all’ordine pubblico. La giornata di oggi, con la sede del PD blindata per prevenire disordini, rappresenta un nuovo, delicato banco di prova per la gestione della piazza e del dissenso in un contesto politico e sociale sempre più polarizzato.

Di veritas

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