Il mondo dell’intrattenimento online per adulti nel Regno Unito si appresta a subire uno scossone significativo. Aylo, il conglomerato che controlla alcuni dei siti web più visitati al mondo, tra cui Pornhub, YouPorn e Redtube, ha dichiarato che a partire dal 2 febbraio 2026 impedirà la creazione di nuovi account per gli utenti britannici. Questa drastica misura è una diretta conseguenza dell’entrata in vigore dell’Online Safety Act, una legge che mira a proteggere i minori da contenuti potenzialmente dannosi, ma che secondo Aylo ha creato un “sistema fallimentare”.
La controversia dell’Online Safety Act
L’Online Safety Act (OSA), entrato in vigore nel luglio del 2025, obbliga le piattaforme che ospitano contenuti pornografici a implementare sistemi di verifica dell’età “altamente efficaci” per impedire l’accesso ai minori di 18 anni. Questi metodi non si limitano a una semplice casella da spuntare, ma richiedono procedure più invasive come la scansione di documenti d’identità, la tecnologia di stima facciale dell’età o controlli tramite carta di credito. L’obiettivo del governo britannico e del regolatore Ofcom è chiaro: creare un ambiente online più sicuro per i bambini, una fascia della popolazione sempre più esposta a contenuti inappropriati.
Tuttavia, secondo Aylo, l’implementazione della legge si è rivelata controproducente. In un comunicato ufficiale, l’azienda ha affermato che l’OSA “ha reso internet più pericoloso per minori e adulti e mette a repentaglio la privacy e i dati personali dei cittadini britannici”. La principale preoccupazione è che, per evitare di fornire dati sensibili, gli utenti migrino verso “angoli più oscuri e non regolamentati di internet”, ovvero siti che non applicano alcuna misura di sicurezza, non verificano l’età e non moderano i contenuti. Questa migrazione, secondo l’azienda, vanificherebbe gli sforzi di protezione dei minori e aumenterebbe il rischio di esposizione a contenuti illegali o pericolosi.
Le ragioni del blocco: privacy e calo del traffico
La decisione di Aylo non è solo una presa di posizione ideologica, ma è supportata da dati concreti. La società ha rivelato che, dall’introduzione delle nuove norme, il traffico verso i suoi siti dal Regno Unito è crollato del 77%. Questo drastico calo indica una forte resistenza da parte degli utenti a sottoporsi a procedure di verifica dell’età percepite come invasive. Una recente ricerca della Lucy Faithfull Foundation ha rilevato che il 45% degli utenti di pornografia ha attivamente cercato siti senza verifica dell’età per evitare di condividere informazioni personali.
Aylo ha inoltre sottolineato di aver tentato di collaborare con Ofcom, ma di ritenere il mandato affidato al regolatore “impossibile” da attuare in modo efficace. La società sostiene che l’aggiramento delle norme è dilagante e che le soluzioni attuali compromettono la privacy senza garantire una reale protezione. Per questi motivi, ha deciso di “non partecipare più a un sistema fallimentare”. È importante sottolineare che gli utenti esistenti nel Regno Unito che hanno già verificato la propria età manterranno l’accesso ai loro account.
Un dibattito globale sull’economia della regolamentazione
La situazione nel Regno Unito non è un caso isolato. Aylo ha già adottato misure simili in diversi stati degli USA e in Francia, dove leggi analoghe hanno portato a un crollo del traffico. La questione solleva un problema economico e normativo di portata globale: come bilanciare la necessità di proteggere i cittadini più vulnerabili con il diritto alla privacy e la libertà degli adulti? Le aziende come Aylo si trovano a dover navigare in un panorama legislativo frammentato e in continua evoluzione, con il rischio di subire pesanti sanzioni. L’Online Safety Act prevede multe fino a 18 milioni di sterline o il 10% del fatturato globale per i trasgressori.
Da parte sua, Ofcom difende l’approccio flessibile della legge, affermando che le piattaforme possono scegliere tra implementare i controlli o bloccare l’accesso al Regno Unito. Il regolatore ha già avviato indagini su oltre 80 siti pornografici e comminato sanzioni significative, dimostrando la serietà con cui intende applicare la normativa. La mossa di Pornhub e YouPorn, tuttavia, rappresenta una sfida diretta a questo modello, mettendo in discussione non l’obiettivo, ma l’efficacia e le conseguenze impreviste della strategia normativa adottata.
