A pochi giorni dalla cerimonia di apertura, le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 ricevono una promozione importante sul fronte economico-finanziario. Secondo un recente report dell’agenzia di rating S&P Global Ratings, l’evento a cinque cerchi non comporterà “effetti finanziari negativi né sul debito sovrano italiano né sui governi locali e regionali che ospitano i Giochi”. Una notizia che porta una ventata di ottimismo, soprattutto se si considera il dibattito pubblico spesso acceso sui costi dei grandi eventi.
L’analisi di S&P evidenzia un punto cruciale: i Giochi costeranno all’Italia meno dell’Expo di Milano del 2015. Questo risultato è attribuibile a una strategia di investimento mirata, con una spesa “relativamente contenuta” per gli impianti olimpici veri e propri e maggiori risorse destinate alle infrastrutture permanenti. Si stima che il costo complessivo si attesti tra i 5,7 e i 5,9 miliardi di euro, pari a circa lo 0,3% del PIL italiano previsto per il 2025, un impatto considerato gestibile.
Il ruolo chiave dello Stato e la gestione dei costi
Un elemento fondamentale che emerge dal rapporto è il ruolo preponderante dello Stato nel finanziamento degli investimenti. I contributi statali, infatti, hanno coperto la maggior parte delle spese, mettendo al riparo i bilanci di Regioni e Comuni da eccessive pressioni finanziarie. “I contributi statali italiani hanno finanziato la maggior parte degli investimenti e hanno protetto i bilanci degli enti locali dalle relative pressioni”, ha affermato Mariamena Ruggiero, credit analyst di S&P Global Ratings. Questo intervento si è rivelato decisivo anche per assorbire gli inevitabili sforamenti di budget, causati in particolare dallo shock inflazionistico del biennio 2022-2023 e dalla necessità di investimenti infrastrutturali aggiuntivi non previsti inizialmente.
Del resto, il piano complessivo delle opere per Milano-Cortina 2026 è imponente. Si parla di circa 3,4 miliardi di euro per 94 interventi di rinnovamento e modernizzazione, di cui 44 relativi a impianti sportivi e 50 a infrastrutture di trasporto. La maggior parte di questi investimenti, circa due terzi della spesa totale, è destinata a opere infrastrutturali che rimarranno come eredità (la cosiddetta legacy) per i territori.
Un confronto con Expo 2015
Il paragone con l’Esposizione Universale del 2015 è significativo. Sebbene entrambi siano eventi di portata globale, la struttura dei costi appare differente. Per Expo 2015 furono realizzati importanti e costosi lavori infrastrutturali specifici per l’evento, mentre per le Olimpiadi 2026 si è puntato maggiormente su opere che avranno un’utilità a lungo termine per le comunità locali, come strade e collegamenti ferroviari. Questa scelta strategica, secondo S&P, ha contribuito a contenere l’impatto finanziario complessivo.
Le sfide ancora aperte: lo stato di avanzamento dei lavori
Nonostante le rassicurazioni sul fronte finanziario, permangono delle criticità relative allo stato di avanzamento dei cantieri. Dati recenti indicano che solo una piccola percentuale delle opere previste è stata completata. Secondo un’analisi basata sui dati di Simico S.p.A. (la società incaricata di attuare gran parte delle opere), a ridosso dell’inizio dei Giochi, solo il 16,3% degli interventi risulta concluso, con oltre l’80% ancora in corso o non cantierizzato. Questa situazione alimenta il dibattito sull’effettiva capacità di completare tutti i lavori in tempo e solleva interrogativi sulla gestione dei cantieri e sull’eredità post-olimpica.
L’impatto economico atteso: non solo costi
Al di là dei costi, è importante considerare l’impatto economico positivo che le Olimpiadi potranno generare. Le stime parlano di un valore complessivo che potrebbe superare i 5 miliardi di euro, considerando la spesa diretta, l’indotto turistico e gli investimenti. Si prevede un significativo aumento dei visitatori stranieri, con benefici diffusi su un’area molto vasta che coinvolge Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige. L’evento rappresenta una scommessa strategica per l’Italia, un’occasione per proiettare il Paese al centro dell’attenzione internazionale e per valorizzare le eccellenze del territorio.
- Spesa diretta: Si stima che spettatori, staff e operatori spenderanno circa 1,1 miliardi di euro durante l’evento.
- Turismo indotto: Nei 12-18 mesi successivi ai Giochi, l’effetto “vetrina” potrebbe generare un indotto turistico di 1,2 miliardi di euro.
- Valore delle opere: Il valore stimato delle nuove opere e del potenziamento di quelle esistenti ammonta a 3 miliardi di euro.
In conclusione, mentre l’analisi di S&P Global Ratings offre un quadro rassicurante sulla sostenibilità finanziaria di Milano-Cortina 2026, la vera sfida si giocherà sulla capacità di completare le opere in tempo e di massimizzare l’eredità positiva dell’evento, trasformando gli investimenti in un’opportunità di sviluppo duraturo per i territori coinvolti.
