Come ogni anno, il 27 gennaio si erge quale solenne custode del ricordo, invitandoci a una riflessione collettiva sulla Shoah. In questo 2026, il Giorno della Memoria assume una risonanza particolare, in un contesto globale segnato da nuove tensioni e dall’inquietante riaffiorare di antichi pregiudizi. In questo scenario, la cultura, e in particolare la letteratura per i più giovani, si conferma uno strumento insostituibile, un ponte gettato tra le generazioni per “non dimenticare” e, soprattutto, per comprendere. Le case editrici italiane, con sensibilità e impegno, offrono un ventaglio di nuove pubblicazioni che, con linguaggi diversi ma con un’unica, potente voce, mirano a seminare la conoscenza per sconfiggere l’indifferenza.

Testimonianze che toccano il cuore: le voci dei sopravvissuti

Le storie di chi ha vissuto sulla propria pelle l’orrore della persecuzione rappresentano il nucleo più incandescente della memoria. Tra queste, emerge la toccante vicenda di Nando Tagliacozzo, bambino sopravvissuto al rastrellamento nazista di Roma dell’ottobre 1943. Nel suo libro ‘Stelle nascoste. La Shoah nei ricordi di un bambino’ (Mondadori Ragazzi), scritto con lo storico Marco Caviglia, Tagliacozzo ripercorre la sua infanzia spezzata. La sua memoria, a lungo bloccata dal trauma della perdita della sorellina, della nonna e dello zio, si riapre grazie all’incontro con un’altra bambina, tessendo un racconto di dolore e resilienza. È una testimonianza che, partendo dall’esperienza individuale, si fa universale, parlando di paure senza nome e della difficile arte di sopravvivere al ricordo.

Accanto a lui, la voce instancabile della senatrice a vita Liliana Segre continua a illuminare il cammino. In ‘Donna di pace’ (Piemme), con la collaborazione di Daniela Palumbo e le illustrazioni di Irene Fioretti, la Segre si rivolge direttamente ai giovanissimi. Le sue parole, temperate dalla sofferenza ma animate da una speranza incrollabile, sono un invito a sconfiggere l’odio, a scegliere la vita e a diventare costruttori di un futuro di pace. Un messaggio di portata universale, che trascende la testimonianza storica per farsi lezione di umanità.

Storie di amicizia e resistenza negli anni bui

La Shoah non è stata solo una voragine di morte, ma anche un terreno in cui, talvolta, sono germogliati i fiori più rari dell’amicizia e del coraggio. La letteratura per ragazzi esplora anche queste luci nell’oscurità. Romina Casagrande, in ‘Verrò da te con ali di carta. Storia di Primo Levi nei ritagli di memoria’ (De Agostini), ricostruisce il legame speciale tra un giovane Primo Levi e Bianca Guidetti Serra. Attraverso i loro destini paralleli – Primo deportato ad Auschwitz, Bianca staffetta partigiana a Torino – il romanzo celebra la forza dei legami che resistono alla barbarie, affidati a messaggi clandestini che diventano simboli di speranza e di umanità salvata.

Un’altra potente storia di amicizia che ha come protagonista Primo Levi è quella raccontata dallo storico Carlo Greppi in ‘Le scarpe di Lorenzo. Storia dell’uomo che salvò Primo Levi’ (Rizzoli), con le illustrazioni di Paolo Castaldi. È la storia di Lorenzo Perrone, un muratore volontario ad Auschwitz che, ogni giorno, rischiando la propria vita, portava una gavetta di zuppa al giovane chimico prigioniero. Un gesto semplice, ma di un’umanità sconfinata, che permise a Levi di sopravvivere e di diventare il testimone che tutti conosciamo. Greppi ci restituisce la grandezza di un “giusto” silenzioso, un uomo comune diventato eroe.

Anche Lia Levi, testimone diretta delle leggi razziali, esplora il tema della salvezza attraverso la solidarietà nel libro ‘Il sentiero di pietre blu’ (Il Battello a Vapore), scritto a quattro mani con il nipote Simone Calderoni. Intrecciando due storie in epoche diverse, il libro sottolinea come solo la memoria e l’unione tra i popoli possano tracciare un sentiero verso la libertà.

Riflessioni sul presente e mondi alternativi per capire il passato

Perché è successo? E, soprattutto, potrebbe accadere di nuovo? Queste sono le domande cruciali che animano le nuove generazioni. A queste domande cerca di rispondere il saggio illustrato ‘Può succedere ancora?’ (Uovonero) dello scrittore svedese Jesper Lundqvist, con le illustrazioni di Fideli Sundqvist. Rivolto ai ragazzi dai 9 anni, il libro analizza con un linguaggio chiaro e diretto l’ascesa di Hitler, i meccanismi del consenso e la progressiva deumanizzazione che portò all’Olocausto, ponendo interrogativi inquietanti e necessari sul nostro presente. “Chi sono le persone che non prendiamo sul serio, oggi?” chiede l’autore, spingendo i giovani lettori a sviluppare un pensiero critico e vigile.

Un approccio originale è quello di Ann Brashares che, insieme al fratello Ben, firma il romanzo ‘I Ragazzi del tempo’ (Rizzoli). In questa avventura avvincente, tre giovani si ritrovano in un mondo alternativo in cui la Germania ha vinto la Seconda guerra mondiale. Attraverso una vecchia radio, entrano in contatto con dei coetanei che vivono nel 1944, cercando insieme una chiave per rimettere la storia sui suoi binari. La distopia diventa così uno strumento narrativo per esplorare le conseguenze dell’odio e per sottolineare l’importanza delle scelte individuali e collettive nel determinare il corso degli eventi.

Un impegno corale per una memoria viva

Le proposte editoriali per il Giorno della Memoria 2026 disegnano un mosaico ricco e sfaccettato. Dalle storie vere ai romanzi, dai saggi illustrati alle narrazioni fantastiche, emerge un impegno comune: trasformare il ricordo in uno strumento attivo di cittadinanza. Questi libri non sono semplici commemorazioni, ma dialoghi aperti con i giovani lettori, inviti a interrogarsi, a empatizzare e a diventare, a loro volta, custodi consapevoli di una memoria che non deve mai sbiadire. Perché, come ci insegnano queste pagine, conoscere il passato è l’unico modo per costruire un futuro in cui l’orrore non possa, mai più, accadere ancora.

Di euterpe

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