Barcellona – Il futuro della Formula 1 è iniziato. Sul nastro d’asfalto del Circuit de Barcelona-Catalunya, il rombo sommesso ma carico di aspettative delle nuove monoposto 2026 ha segnato il primo, fondamentale capitolo di una rivoluzione tecnica senza precedenti. In una giornata inaugurale di test volutamente blindata, a porte chiuse per proteggere i segreti di progetti ancora embrionali, è stato il giovane talento della Red Bull, Isack Hadjar, a scrivere il suo nome in cima alla lista dei tempi, fermando il cronometro su un significativo 1’18”159.
Un tempo che, sebbene puramente indicativo in questa fase, lancia un primo messaggio: la scuderia di Milton Keynes, anche orfana della genialità di Adrian Newey passato in Aston Martin, parte con il piede giusto. Alle sue spalle, a poco più di mezzo secondo, si è piazzata la Mercedes W17 di un solido George Russell (1’18”696), a testimonianza di come il team di Brackley stia lavorando alacremente per tornare ai vertici. Sorprendente terza piazza per l’Alpine A526 di Franco Colapinto (1’20”189), seguita dall’altra freccia d’argento del nostro Kimi Antonelli, a cui è spettato l’onore di battezzare la pista in mattinata.
La Rivoluzione del 2026: Aerodinamica Attiva e Power Unit Ibride al 50%
Quella che si è aperta in Spagna non è una semplice stagione di test, ma l’alba di una nuova fisica applicata al motorsport. Il regolamento 2026 stravolge i concetti a cui eravamo abituati. Le vetture sono più leggere e compatte, con un peso minimo ridotto di 30 kg, e introducono per la prima volta l’aerodinamica attiva, sia all’anteriore che al posteriore, per ridurre la resistenza sui rettilinei e massimizzare il carico in curva. Un concetto che manderà in pensione il DRS come lo conosciamo oggi.
Il cuore pulsante di questa rivoluzione è però la nuova power unit. Il motore termico V6 turbo da 1.6 litri viene confermato, ma la sua potenza scende a circa 400 kW. A compensare, e a superare, è la componente elettrica: la MGU-K vedrà la sua potenza quasi triplicata, arrivando a 350 kW. Questo significa che quasi il 50% della potenza totale sarà di origine elettrica. Un cambio epocale che impone nuove strategie di gestione dell’energia e che, come visto oggi, mette a dura prova l’affidabilità. Il tutto alimentato da carburanti 100% sostenibili, un passo cruciale per il futuro dello sport.
Primi Giri, Primi Problemi: L’Affidabilità è la Chiave
Come ampiamente previsto da ogni ingegnere e fisico nel paddock, la prima giornata è stata tanto un test di performance quanto una severa prova di resistenza. La complessità dei nuovi sistemi ha presentato subito il conto. Tre le bandiere rosse che hanno interrotto la sessione mattutina. La prima a fermarsi è stata proprio l’Alpine di Franco Colapinto, tradita da un problema tecnico sulla sua A526 motorizzata Mercedes. Poco dopo, è toccato alla neonata Audi R26 di Gabriel Bortoleto ammutolirsi in pista. L’ultima interruzione è stata causata dalla Racing Bulls di Liam Lawson, anch’essa fermata da noie legate all’affidabilità. Si tratta di inconvenienti fisiologici, quasi un rito di passaggio per monoposto così innovative, che permettono ai team di raccogliere dati preziosi per correggere il tiro.
Le Grandi Assenti: Williams a Casa, Ferrari e McLaren Attendono
Se sette delle undici scuderie iscritte al mondiale hanno sfruttato la prima delle cinque giornate disponibili (ogni team ne ha a disposizione tre a scelta), a fare notizia sono state anche le assenze. La più pesante è senza dubbio quella della Williams. La scuderia di Grove è stata costretta a saltare l’intera sessione di Barcellona per la mancata omologazione del telaio, non avendo superato i rigidi crash test imposti dalla FIA. Un grave intoppo che priva il team di chilometri fondamentali e lo pone già in una difficile posizione di rincorsa.
Una scelta strategica, invece, quella di Ferrari, McLaren e Aston Martin. I tre top team hanno preferito osservare gli avversari nel primo giorno. La Scuderia di Maranello e i campioni del mondo in carica di Woking sono attesi in pista domani, pronti a svelare le loro interpretazioni del nuovo regolamento. Grande attesa anche per l’Aston Martin, la cui AMR26, prima vettura progettata interamente da Adrian Newey per il team di Silverstone, non debutterà prima di giovedì.
Verso il Futuro: Una Sfida di Ingegneria e Talento
La prima giornata di test a Barcellona si chiude con più domande che risposte, come è giusto che sia. I tempi sul giro sono ancora poco rappresentativi, ma i dati raccolti sull’affidabilità, sulla gestione delle nuove power unit e sul comportamento dell’aerodinamica attiva sono un tesoro inestimabile. La Red Bull ha mostrato i muscoli, Mercedes si è confermata solida, ma la vera partita si giocherà sulla velocità di sviluppo e sulla capacità di interpretare un regolamento che riscrive le regole del gioco. La strada verso il via della stagione in Australia, nel weekend del 6-8 marzo, è ancora lunga e, da oggi, ufficialmente iniziata.
