CARACAS – In un’analisi tagliente della situazione politica venezuelana, la leader dell’opposizione e premio Nobel per la Pace, María Corina Machado, ha affermato con forza che l’unica cosa a sostenere il governo ad interim di Delcy Rodríguez è la repressione. Durante una significativa intervista rilasciata al quotidiano spagnolo ABC, Machado ha delineato un quadro critico del regime, sottolineando come la paura sia lo strumento principale per mantenere il potere. Allo stesso tempo, ha riaffermato la sua solida alleanza con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, considerato una figura chiave per il futuro democratico del Venezuela.

La Repressione come Pilastro del Regime

Secondo María Corina Machado, il governo venezuelano, attualmente guidato da Delcy Rodríguez dopo la clamorosa cattura di Nicolás Maduro da parte delle forze statunitensi, è in una fase di “declino e collasso finale”. “Lo único que soporta al régimen y a Delcy Rodríguez es la represión” (“L’unica cosa che sostiene il regime e Delcy Rodríguez è la repressione”), ha dichiarato Machado, evidenziando come, una volta smantellato l’apparato repressivo, al governo non resterà altra scelta che accettare la propria fine. Questa visione si basa sulla convinzione che una transizione democratica non possa coesistere con la violenza di stato e la persecuzione degli oppositori. La crisi dei diritti umani in Venezuela è da tempo sotto i riflettori internazionali, con numerose denunce di detenzioni arbitrarie e violazioni sistematiche.

Il Contesto Politico: Dalle Elezioni Contestate all’Operazione “Absolute Resolve”

La situazione attuale affonda le sue radici nelle controverse elezioni presidenziali del 28 luglio 2024, che hanno visto la rielezione di Nicolás Maduro con il 51,2% dei voti, un risultato ampiamente contestato dall’opposizione e da gran parte della comunità internazionale per presunti brogli. L’opposizione, guidata da María Corina Machado e rappresentata dal candidato Edmundo González Urrutia, ha rivendicato la vittoria, sostenendo di avere le prove di un risultato ben diverso. A Machado, figura carismatica e vincitrice delle primarie dell’opposizione, era stato impedito di candidarsi a causa di un’interdizione politica di 15 anni.

La tensione è culminata il 3 gennaio 2026 con l’operazione militare statunitense denominata “Absolute Resolve”, che ha portato alla cattura e al trasferimento di Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores a New York con accuse di narcotraffico e terrorismo. In seguito a questo evento, la vicepresidente Delcy Rodríguez ha assunto la guida del paese come presidente ad interim, una nomina confermata dalla Corte Suprema venezuelana.

Il Ruolo degli Stati Uniti e l’Alleanza con Trump

Nell’intervista, Machado ha ribadito con enfasi il suo rapporto con Donald Trump, definendolo “senza dubbi un grande alleato”. Questa alleanza è vista come un elemento cruciale per esercitare pressione sul regime di Caracas. L’amministrazione Trump ha infatti imposto severe sanzioni economiche, in particolare sul settore petrolifero, con l’obiettivo di indebolire il governo di Maduro. Dopo la cattura di Maduro, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti “gestiranno il Paese fino alla transizione”, manifestando un interesse diretto sulle vaste riserve petrolifere venezuelane.

Tuttavia, la posizione di Washington appare complessa. Se da un lato Trump ha sostenuto l’opposizione, dall’altro ha mostrato una certa freddezza verso la stessa Machado, affermando che “non ha il sostegno necessario” per governare. Allo stesso tempo, ci sono stati contatti tra il Segretario di Stato americano Marco Rubio e Delcy Rodríguez, indicando una possibile linea di dialogo con il governo ad interim. Recentemente, anche il direttore della CIA, John Ratcliffe, ha incontrato Rodríguez a Caracas per discutere di una potenziale collaborazione economica.

La Crisi Economica e Umanitaria

Il contesto in cui si inseriscono queste dinamiche politiche è quello di una crisi economica e sociale devastante. La dipendenza dal petrolio, l’iperinflazione e le sanzioni hanno portato al collasso l’economia reale, causando una grave penuria di generi alimentari, medicinali e servizi di base. Questa situazione ha innescato una crisi umanitaria senza precedenti, con oltre sette milioni di venezuelani costretti a lasciare il paese, creando una pressione enorme sui paesi vicini.

Le sanzioni statunitensi, in particolare quelle imposte dal 2017, hanno avuto un impatto drammatico, causando perdite stimate in 226 miliardi di dollari e un crollo della produzione petrolifera, fonte del 95% delle entrate da esportazione del paese prima della crisi.

Le Prospettive Future: Tra Pressione e Transizione

María Corina Machado si mostra fiduciosa, convinta che la fine del regime sia vicina. “I venezuelani non smetteranno di lottare“, ha affermato, sottolineando i successi ottenuti dall’opposizione, come l’unificazione del paese e la vittoria morale alle urne. La sua speranza è che la pressione internazionale, unita alla crescente insostenibilità della repressione interna, costringa il governo di Rodríguez a cedere il passo a una transizione democratica. Resta da vedere come si evolveranno le complesse relazioni tra l’opposizione venezuelana, il governo ad interim e l’amministrazione statunitense, in un gioco geopolitico in cui la stabilità del Venezuela e il suo futuro democratico sono la posta in gioco più alta.

Di atlante

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