L’esplorazione del cosmo si appresta a compiere un balzo in avanti epocale. Thales Alenia Space, la rinomata joint venture tra la francese Thales (67%) e l’italiana Leonardo (33%), ha siglato un accordo strategico con la tedesca OHB System AG, prime contractor della missione. L’intesa prevede la fornitura di tecnologie fondamentali per la missione LISA (Laser Interferometer Space Antenna) dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), un progetto ambizioso che promette di aprire una nuova finestra sull’universo. L’accordo iniziale, del valore di 16,5 milioni di euro, riguarda la progettazione del sottosistema di propulsione e rappresenta la prima fase (B2) di un impegno complessivo che raggiungerà gli 89,5 milioni di euro nelle successive fasi di sviluppo industriale (C e D).

LISA: un’antenna gravitazionale di dimensioni cosmiche

La missione LISA non è un telescopio tradizionale. Sarà il primo osservatorio spaziale dedicato allo studio delle onde gravitazionali, le increspature nel tessuto dello spaziotempo previste dalla Teoria della Relatività Generale di Albert Einstein. Queste onde, generate da alcuni degli eventi più violenti e catastrofici del cosmo, come la fusione di buchi neri supermassicci, l’interazione tra stelle compatte o le conseguenze del Big Bang, trasportano informazioni inaccessibili agli strumenti che si basano sulla luce. Per captare questi segnali incredibilmente deboli, LISA utilizzerà una configurazione unica: una costellazione di tre satelliti disposti a formare un triangolo equilatero nello spazio. Questi veicoli spaziali, che seguiranno la Terra nella sua orbita attorno al Sole, manterranno una distanza di 2,5 milioni di chilometri l’uno dall’altro, funzionando di fatto come un gigantesco interferometro. Fasci laser scambiati tra i satelliti misureranno con una precisione sbalorditiva, inferiore al diametro di un atomo, le minime variazioni di distanza causate dal passaggio di un’onda gravitazionale.

Il cuore tecnologico italiano e franco-britannico

Il contributo di Thales Alenia Space, e di riflesso dell’industria europea, è di fondamentale importanza per il successo di questa impresa. La divisione britannica della società sarà responsabile della progettazione, realizzazione, assemblaggio, integrazione e collaudo dell’intero sottosistema di propulsione. Ma il ruolo dell’azienda va ben oltre. Thales Alenia Space fornirà al prime contractor OHB System AG altri elementi critici, tra cui:

  • L’avionica e il software di controllo dei veicoli spaziali.
  • Il sistema di telecomunicazioni, per garantire un flusso di dati costante e affidabile con la Terra.
  • Il sistema di controllo dell’assetto “drag-free” (DFACS – Drag-Free and Attitude Control System).

Quest’ultimo, il DFACS, è un vero gioiello di ingegneria e fisica applicata. Il suo compito è quello di compensare tutte le forze non gravitazionali che agiscono sui satelliti, come la pressione della radiazione solare. In questo modo, le masse di prova in oro e platino contenute all’interno di ciascun satellite potranno fluttuare in uno stato di caduta libera quasi perfetta, seguendo una traiettoria puramente geodetica. Solo in queste condizioni di “silenzio” gravitazionale sarà possibile rilevare le infinitesimali perturbazioni dello spaziotempo. Thales Alenia Space ha una solida eredità in questo campo, avendo già sviluppato con successo un sistema simile per la missione GOCE dell’ESA.

Anche Leonardo contribuirà direttamente alla missione con la fornitura di strumentazione chiave, come i micro-propulsori, un sistema di propulsori di altissima precisione essenziali per controllare l’assetto dei satelliti con un’accuratezza estrema.

Un’eredità di successi e uno sguardo al futuro

La tecnologia alla base di LISA è stata ampiamente testata e validata dalla missione precursore LISA Pathfinder, che ha dimostrato la fattibilità di mantenere le masse di prova in una condizione di caduta libera con una precisione straordinaria. Il successo di Pathfinder ha dato il via libera definitivo alla costruzione dell’osservatorio spaziale. La missione, il cui lancio è previsto per il 2035 a bordo di un razzo Ariane 6, aprirà un nuovo campo di studio, l’astronomia gravitazionale, permettendoci di “ascoltare” l’universo in un modo completamente nuovo e di esplorare fenomeni fino ad oggi solo teorizzati.

L’adozione formale della missione da parte dell’ESA nel gennaio 2024 ha segnato un passo cruciale, confermando la maturità del progetto e dando il via alla fase di costruzione industriale. Questa collaborazione tra ESA, NASA, un consorzio internazionale di scienziati e le più avanzate aziende aerospaziali europee come OHB, Thales Alenia Space e Leonardo, rappresenta un esempio virtuoso di come la cooperazione internazionale e l’eccellenza tecnologica possano spingere i confini della conoscenza umana.

Di davinci

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