Un vero e proprio sisma politico ha scosso Westminster. Suella Braverman, ex ministra dell’Interno e figura di spicco dell’ala destra del Partito Conservatore, ha annunciato il suo abbandono dei Tory per unirsi al Reform UK, il partito populista e sovranista guidato da Nigel Farage. La decisione, comunicata durante un evento a Londra dedicato ai veterani di guerra, segna una delle defezioni più significative e potenzialmente dannose per i Conservatori, già in difficoltà secondo i sondaggi.
“Mi sento a casa”, ha dichiarato una Braverman combattiva, accolta sul palco dallo stesso Farage. Con il suo ingresso, i deputati di Reform UK alla Camera dei Comuni salgono a otto, un numero ancora esiguo ma simbolicamente potente, che testimonia la crescente attrazione del partito per l’elettorato e i politici delusi dalla linea dei Tory.
Le ragioni di una rottura annunciata
La mossa di Suella Braverman non è un fulmine a ciel sereno, ma l’apice di mesi di tensioni e divergenze con la leadership del suo ormai ex partito. Figura controversa e nota per le sue posizioni radicali, in particolare sulla gestione dei flussi migratori, Braverman era stata rimossa dal ruolo di ministra dell’Interno nel 2023 dopo aver criticato apertamente le politiche del governo.
Nel suo discorso, l’ex ministra ha usato parole durissime, dipingendo un quadro a tinte fosche del Paese: “La Gran Bretagna è davvero a pezzi, sta soffrendo. L’immigrazione è fuori controllo, i nostri servizi pubblici sono in ginocchio e la gente non si sente al sicuro”. Ha accusato direttamente i Conservatori di averla “messa da parte e non considerata” e di aver tradito le promesse fatte agli elettori, in particolare riguardo all’uscita del Regno Unito dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), un punto programmatico chiave per l’ala destra e per Reform UK.
Braverman ha elogiato Nigel Farage come “l’unico uomo nella politica britannica ad essere stato coraggiosamente coerente”, sottolineando una comunione d’intenti che nei Tory era venuta a mancare.
Un’emorragia di consensi per i Conservatori
La defezione di Braverman è solo l’ultima di una serie che sta indebolendo il partito guidato da Kemi Badenoch. Prima di lei, altre figure di rilievo dell’ala destra avevano compiuto lo stesso passo, come l’ex responsabile della Giustizia Robert Jenrick e l’ex viceresponsabile degli Esteri Andrew Rosindell. Questa “campagna acquisti” di Reform UK sta erodendo la base elettorale dei Conservatori, intercettando il malcontento di chi ritiene che il partito abbia abbandonato i suoi principi fondamentali in favore di un approccio più moderato.
La perdita di esponenti così noti non è solo un danno numerico, ma anche d’immagine, e segnala una profonda crisi identitaria all’interno del partito che fu di Margaret Thatcher e Winston Churchill. La sfida per la leadership di Kemi Badenoch è ora quella di arginare questa emorragia e ricompattare un partito spaccato tra l’anima moderata e quella più radicalmente euroscettica e anti-immigrazione.
Le implicazioni per il futuro politico del Regno Unito
L’arrivo di Suella Braverman in Reform UK potrebbe avere conseguenze significative sul panorama politico britannico. Per Nigel Farage, rappresenta un’acquisizione di enorme peso, che conferisce al suo partito maggiore credibilità e visibilità mediatica. Braverman, con la sua esperienza di governo, potrebbe diventare il volto “istituzionale” di un movimento finora percepito come puramente di protesta.
Questo spostamento a destra potrebbe frammentare ulteriormente il voto conservatore, favorendo indirettamente il Partito Laburista, attualmente in testa in tutti i principali sondaggi. L’obiettivo dichiarato di Farage e Braverman è quello di costruire un’alternativa credibile che possa, in futuro, sostituire i Conservatori come principale forza di destra nel Regno Unito. La battaglia per l’anima della destra britannica è ufficialmente iniziata, e le prossime elezioni politiche saranno un banco di prova cruciale per comprendere la direzione che il Paese intende prendere.
