Verona – Cala la notte sul Marcantonio Bentegodi, e con essa cala un silenzio carico di delusione e preoccupazione. L’Udinese di Kosta Runjaic passa con un perentorio 3-1, al termine di una partita che ha messo a nudo tutte le fragilità di un Hellas Verona in caduta libera. La dodicesima sconfitta stagionale, la quarta consecutiva tra le mura amiche, suona come una sentenza per la squadra di Paolo Zanetti, che ora vede la permanenza in Serie A come un’autentica impresa titanica. I friulani, solidi e cinici, hanno capitalizzato al meglio le occasioni create, dimostrando una superiorità fisica e tattica che ha annichilito i padroni di casa, specialmente nella ripresa.
La Cronaca della Partita: un’illusione durata meno di un tempo
Il match, valido per la 22esima giornata di campionato, si è disputato in un clima surreale, con la Curva Sud in aperta contestazione contro la nuova proprietà americana, accusata di aver indebolito la squadra in un momento cruciale della stagione con cessioni importanti. Nonostante un’atmosfera pesante e una lunga lista di infortunati da ambo le parti, la partita si è accesa quasi subito, offrendo un primo tempo vibrante.
È l’Udinese a sbloccare il risultato al 23′. Arthur Atta, lasciato colpevolmente libero di accentrarsi, scaglia un destro a giro dal limite dell’area. La traiettoria, deviata in maniera decisiva dalla testa del difensore Slotsager, beffa l’incolpevole portiere Perilli per il vantaggio bianconero. Il Bentegodi ammutolisce, ma la reazione del Verona è immediata, quasi rabbiosa. Passano appena tre minuti e i gialloblù trovano la via del pareggio. Sarr lavora un ottimo pallone sulla destra e serve al centro Gift Orban. L’attaccante nigeriano, il migliore dei suoi, è magistrale nel proteggere la sfera dalla marcatura di Kristensen e Solet, per poi fulminare il connazionale Okoye con un sinistro secco sul primo palo. L’1-1 ridà fiato e speranza all’Hellas, che chiude la prima frazione in crescendo, pur rischiando sul finale su un tentativo di Zemura sventato da Perilli.
Ripresa a tinte bianconere: Zanoli e Davis chiudono i conti
L’equilibrio visto nel primo tempo si spezza irrimediabilmente nella ripresa. L’Udinese rientra in campo con un piglio diverso, più aggressivo e determinato. Al 58′, arriva il gol che taglia le gambe al Verona: una punizione di Zemura viene respinta dalla barriera, il pallone arriva ad Alessandro Zanoli che, con una splendida coordinazione, scarica in rete un tiro di collo-esterno destro che si insacca sotto l’incrocio dei pali. Un gol di pregevole fattura che testimonia la superiorità friulana.
Il Verona accusa il colpo, si scompone e non riesce più a reagire. La squadra di Zanetti, fragile psicologicamente e limitata nelle alternative, imbarca acqua. L’Udinese ne approfitta e al 67′ chiude definitivamente i conti. Keinan Davis, imprendibile per tutta la partita, suggella la sua prestazione dominante con il gol del 3-1: servito da un’ottima giocata di Atta, l’attaccante inglese controlla e lascia partire un sinistro potentissimo che si infila sotto la traversa. La partita, di fatto, finisce qui. I tentativi di Zanetti di cambiare l’inerzia inserendo forze fresche come Harroui, Niasse e il giovane debuttante Isaac non sortiscono alcun effetto. L’orgoglio finale del Verona, incarnato ancora una volta da Orban, produce solo qualche mischia e una punizione respinta da Okoye, ma la sensazione è quella di una resa incondizionata.
Verona, notte fonda: tra campo e società
Questa sconfitta lascia l’Hellas Verona all’ultimo posto in classifica, a pari punti con il Pisa e con un distacco dalla zona salvezza che inizia a farsi preoccupante. Al di là del risultato, è l’involuzione della squadra a destare le maggiori perplessità. Una rosa indebolita dal mercato, un numero record di infortuni e un clima di contestazione rendono il lavoro di mister Zanetti estremamente complicato. Nel post-partita, il tecnico non ha cercato alibi: “Abbiamo perso meritatamente, tocca a me metterci la faccia”, ha dichiarato, mostrando rispetto per i tifosi delusi. La sensazione è che per raggiungere la salvezza non basterà un miracolo sportivo, ma servirà una ricompattazione totale di un ambiente che appare oggi frammentato e sfiduciato. Per l’Udinese, invece, è una vittoria pesantissima: la seconda consecutiva in trasferta che permette ai bianconeri di salire a 29 punti, agganciando la Lazio al nono posto e guardando al futuro con rinnovata serenità.
