Un’atmosfera carica di attesa e di significato ha pervaso il Comunale Nouveau di Bologna per l’inaugurazione della stagione lirica 2026, simbolicamente intitolata “Verso Itaca”. Un titolo evocativo che segna l’ultima tappa nell’esilio temporaneo di Piazza della Costituzione, prima del ritorno, previsto per il 2027, nella storica e riqualificata sede di Piazza Verdi. A segnare questo momento di passaggio è stata la scelta coraggiosa e artisticamente ambiziosa di mettere in scena Idomeneo, re di Creta, capolavoro giovanile di Wolfgang Amadeus Mozart, un’opera seria raramente rappresentata nei teatri italiani e che a Bologna mancava dal 2010. L’evento, trasmesso anche in diretta su Rai Radio3, ha visto un grande successo di pubblico, che ha tributato lunghe ovazioni a tutto il cast al termine della rappresentazione.
Un Allestimento Metafisico tra Mito e Inconscio
La nuova produzione è stata affidata alla visione del regista napoletano Mariano Bauduin, allievo di Roberto De Simone, che ha proposto una lettura profondamente psicologica e simbolica del dramma. Abbandonando una ricostruzione filologica, Bauduin ha trasposto la vicenda in una dimensione atemporale, fortemente influenzata dalla pittura Metafisica di Giorgio de Chirico e Alberto Savinio. Questa scelta si è riflessa sia nelle scene evocative di Dario Gessati, dominate da elementi simbolici come un cubo di vetro rotto e un monolite spezzato, sia nei costumi di Marianna Carbone, che richiamavano un’antichità quasi rituale. Sullo sfondo, le videoproiezioni di un mare ora placido ora tempestoso hanno amplificato la tensione emotiva della narrazione, creando quadri visivi di grande impatto e raffinatezza. La regia di Bauduin ha voluto esplorare “il pozzo dell’anima”, trasformando il mito classico in un viaggio interiore dei personaggi, schiacciati da un fato ineluttabile e da passioni travolgenti.
La Trama: un Voto Crudele e un Amore Contrastato
Il libretto, scritto dall’abate Giambattista Varesco, narra la tragica vicenda di Idomeneo, re di Creta. Di ritorno dalla guerra di Troia, la sua flotta viene sorpresa da una violenta tempesta. Per salvarsi, Idomeneo fa un voto a Nettuno: sacrificherà il primo essere umano che incontrerà sulla terraferma. Il destino, con la sua crudele ironia, gli fa incontrare proprio il figlio Idamante. Da questo nucleo tragico si dipanano le vicende dei personaggi, in un intreccio di amore e gelosia. Idamante ama, riamato, la principessa troiana Ilia, figlia del re Priamo. A complicare il quadro è la presenza di Elettra, figlia di Agamennone, consumata da una passione non corrisposta per Idamante. Mozart, con la sua geniale sensibilità, traduce in musica la complessità psicologica dei protagonisti, trasformando la tempesta esteriore in un tumulto dell’anima.
Un Cast di Eccellenze Vocali
La riuscita della serata è stata garantita da un cast vocale di altissimo livello, capace di affrontare le impervie partiture mozartiane con sicurezza e intensità interpretativa.
- Il tenore Antonio Poli ha offerto un’interpretazione magistrale del tormentato Idomeneo, affrontando con padronanza la temibile aria “Fuor del mar ho un mare in seno” e delineando un personaggio umanissimo e vocalmente impeccabile. La sua performance è stata definita convincente e solida, con una voce generosa e una notevole dizione.
- Il ruolo en travesti di Idamante è stato affidato al mezzosoprano Francesca Di Sauro, al suo debutto nella parte. Ha dimostrato una notevole maturità tecnica e interpretativa, tratteggiando con gusto e concretezza le sfumature del giovane principe.
- Mariangela Sicilia, anch’essa al debutto nel ruolo di Ilia, ha scolpito una principessa troiana non scontata, tormentata ma dignitosa, grazie a un fraseggio sapiente e a una voce disciplinata e ricca di espressività.
- Il soprano Salome Jicia ha vestito i panni di una Elettra rabbiosa e frustrata, catturando l’essenza del personaggio con picchi di apprezzabile istrionismo, in particolare nella drammatica aria “D’Oreste, D’Aiace”.
- Completavano il cast Leonardo Cortellazzi, un efficace Arbace, Xin Zhang come Gran Sacerdote e Luca Park come Voce dell’Oracolo.
La Direzione Magistrale di Roberto Abbado e il Ruolo del Coro
Sul podio dell’Orchestra del Teatro Comunale, in ottima forma, il maestro Roberto Abbado ha guidato la complessa partitura mozartiana con mano sicura, alla sua quarta inaugurazione di stagione a Bologna. La sua direzione ha conferito grande rilievo drammatico all’insieme, esaltando i dialoghi strumentali e gestendo con equilibrio le dinamiche, senza mai trascurare i momenti più intimi e lirici. Per questa produzione, Abbado ha scelto di basarsi sulla versione di Monaco del 1781, recuperando anche i balli e le marce per definire meglio la struttura drammaturgica. Un plauso particolare va al Coro del Comunale, preparato da Gea Garatti Ansini, che in Idomeneo assume un ruolo da vero e proprio protagonista, commentando l’azione con interventi di grande potenza e tragicità.
Un Addio con Qualche Riserva
Nonostante il successo generale, alcune critiche sono state mosse alla produzione. In particolare, la scelta di ripristinare il lungo balletto finale, previsto da Mozart nella versione originale, è stata da alcuni giudicata eccessiva, rischiando di smorzare la tensione drammatica accumulata, specialmente dopo la potente aria di Elettra. Anche le coreografie di Miki Matsuse van Hoecke e una certa staticità della messa in scena hanno sollevato qualche perplessità. Ciononostante, l’operazione nel suo complesso è stata accolta come una scommessa vinta, un’inaugurazione coraggiosa che lascia ben sperare per il futuro del Teatro Comunale, ormai prossimo al suo ritorno a “Itaca”.
